LE FIGURE DEL PRESEPE – IL CAGANER

PRESEPE O PRESEPIO

Nel mese di Dicembre, ogni giorno, parleremo di una figura, pastore o meno, che rappresenta in modo significativo la magia del presepe. Prima però una breve e aneddotica spiegazione circa il mondo del presepe (o presepio) si rende necessaria.

Quando si pensa al presepe non si può fare altro che pensare a una tradizione popolare composta di miti, leggende e cristianità, ed è per questo che la tipica presenza natalizia

del presepe ha anche una simbolica e precisa codificazione per ogni nazione.Il presepe, infatti, rappresenta in modo alquanto fedele la natività, il momento in cui Maria ha messo al mondo Gesù attraverso il suo grembo. Una storia antica migliaia di anni, che ancora oggi viene festeggiata da tutti i cristiani.

Il termine stesso, presepe o presepio, deriva dal latino praesepium o praesepe che indicava il gregge e la mangiatoia, ossia il luogo vicino al quale nacque Gesù.

Non a caso, la maggior parte delle statuine da presepe sono appunto contadini e pastori con le loro pecore. Il primo a mettere in scena la nascita di Gesù bambino fu San Francesco d’Assisi, che diede il via, nel 1223, a una tradizione che permane ancora oggi.

Con il tempo, le statuine del presepe hanno sempre più preso le fattezze di personaggi, alcuni dei quali sono praticamente immancabili in un presepe degno di questo nome. A Napoli, si celebra la nascita di Gesù con la riproduzione in costume del Settecento: oggi, il presepe a Napoli è una tradizione consolidata e le statuine sono realizzate con meticolosità a mano e con caratteristiche tutte particolari alla quale sono assegnate delle parti da recitare.

Scoprire tutte le curiosità dei presepi del mondo è un modo di arricchirsi culturalmente e di conoscere le singolarità e le stranezze che ci permettono non solo di creare scene di vita vissuta all’interno del presepe, ma anche di avere una visione globale del mondo.

Vi sono però alcune curiosità che non tutti sanno sul presepe e che di seguito verranno svelate e, qui di seguito, ne abbiamo raccolte alcune davvero “succulenti”:

I presepi non tradizionali!

Tra i presepi più gettonati vi sono tipologie alternative rispetto a quelli tradizionali in resina o plastica. In particolar modo vengono preferiti quelli in materiali pregiati, da sfruttare anche come idea regalo per qualche festeggiamento vicino al periodo natalizio. Se non hai idea di cosa siano i presepi realizzati con materiali di valore scopri il presepe in ceramica, ti darà un’idea molto chiara.

Cesenatico : il presepe galleggiante

Il presepe della Marineria viene allestito in modalità galleggiante, con statue altissime, fino a ricreare un’atmosfera magica e suggestiva. La natività realizzata a Cesenatico nel mare è un’attrazione sia per i turisti che per gli abitanti del posto, senza limite di età.

Australia : il presepe sulla spiaggia

Se a Cesenatico la nascita di Gesù viene riprodotta sfruttando un ambiente marino, in Australia il tutto viene fatto in spiaggia, sfruttando il calore della sabbia finissima. Quest’ultima viene lavorata dalle mani sapienti di artisti del settore, fino a ricreare delle fedeli statuine in modalità 3D.

Bologna : il presepe più antico del mondo

Sebbene sia stato San Francesco d’Assisi a riprodurre la prima natività nella grotta di un bosco, il presepe mobile più antico del mondo si trova a Bologna e risale al XIII secolo. Nella Basilica di Santo Stefano infatti viene custodita una natività molto grande, con personaggi lavorati in maniera certosina da dei maestri artigiani.

Madrid : il presepe subacqueo

Anche se sono passati ormai 4 anni, Madrid rimane una delle poche città che è riuscita a proporre un presepe in modalità subacqueo. Nel 2017 infatti l’acquario di Madrid, si è superato, pensando bene di allestire un presepe nella vasca degli squali. Una scelta insolita e senza ombra di dubbio molto particolare, che ha suscitato sorpresa e meraviglia in tutti i visitatori.

Il presepe più alto del mondo è italiano

Il presepe più alto del mondo è italiano, precisamente di Cave, in provincia di Roma. È conosciuto come il Presepe Monumentale di Cave, sito all’interno del museo locale dedicato all’artista Lorenzo Ferri, rinomato scultore. I personaggi di questo presepe sono alti più di 4 metri, un vero e proprio record! Il risultato è a dir poco surreale.

Personaggi moderni

In epoca di Covid, non mancano personaggi attuali quali infermieri o dottori; sui banchi di San Gregorio Armeno, via famosa di Napoli dove i maestri artigiani “sfornano” pastori originali, non è raro anche intercettare pastori, per così dire, irriverenti: una grotta con su scritto tamponi ed in fila, in attesa, i re magi…etc.

Ecco quindi che i presepi presenti sulla faccia della terra sono veramente tanti, tutti diversi tra di loro e allo stesso tempo capaci di suscitare emozioni entusiasmanti in chi li osserva.

Con un pochino di fantasia e mettendo da parte le abitudini, sarà possibile per qualsiasi persona realizzare il presepe che più preferisce. Magari uscendo fuori dagli schemi e optando per tipologie molto più originali.

Il presepe napoletano è sicuramente uno dei più conosciuti al mondo, ma anche quello catalano ha tanto da offrire alla nostra immaginazione e curiosità!

Il Caganer: la statuina più bizzarra del mondo

“Quando uno non riesce ad acchiappare la fortuna è un minchione.” (Giovanni Verga)

Nel presepe catalano si può infatti trovare una piccola statuina di un uomo che… fa la cacca!

Il Caganer, infatti, è una statuina umoristica davvero singolare: raffigura per l’appunto un uomo di campagna, vestito con il costume tradizionale catalano da pastore, intento a fare la cacca. Il caganer è un personaggio molto famoso del presepe e in particolare compare nei presepi di:

●       Andorra.

●       Tutta la Catalogna.

●       A Valencia.

Il Caganer è presente persino nelle isole Canarie. La tradizione di questa statuetta risale al barocco, nei secoli XVII e XVIII quando questa statuetta umoristica iniziò ad essere diffusa nei presepi come augurio di fortuna e allegria e come scongiuro alla malasorte, si dice infatti che non posizionarlo all’interno di un presepio porti sciagure e sventure di ogni tipo. Questo perché la defecazione può essere ricondotta alla fertilità della terra che in epoche passate era il vero metro di giudizio per la prosperità di un anno e di tutte le famiglie legate al lavoro della terra.

Molti studiosi ritengono che la sua inclusione nel presepe, simbolo della cristianità e di un evento importante come la nascita di Gesù, sia una fiera rivendicazione del popolo catalano all’uguaglianza tra le persone, sia ricchi e nobili che poveri e contadini, infatti, vanno in bagno e fanno la cacca nello stesso modo ed è per questo che viene posto nel presepe ma non troppo vicino alla mangiatoia.

Ecco che il Caganer alla luce di queste nuove rivelazioni acquista un significato del tutto nuovo e una valenza culturale davvero più ampia di quella di singola statuina che fa sorridere ed è per questo che negli anni Quaranta vi è stato un rinnovamento di queste statuine che oggi sono create anche a rappresentanza di personaggi famosi o famigerati come Osama Bin Laden, Messi, Trump oppure Putin.

l caganer è ovviamente una figura spiritosa con valenza umoristica (apprezzata particolarmente dai bambini) che sembrerebbe, a prima vista, stonare con l’ambientazione sacra della Natività di Gesù Cristo. Nella realtà, pur non avendo intento offensivo, la statuina – per rispetto appunto alla sacralità della rappresentazione – viene posta in un luogo piuttosto appartato (solitamente un angolo non troppo visibile, come del resto si conviene a chi è intento alla funzione defecatoria) rispetto all’ubicazione della mangiatoia nella scenografia complessiva del presepe.

Curiosamente, il caganer non è il solo personaggio della cultura catalana collegabile al Natale di cui vengono raffigurate le funzioni corporali. Esiste anche la tradizione del tió de Nadal (il ciocco di Natale) un tronco d’albero grezzamente lavorato in modo da avere fattezze umane (in questo piuttosto simile al burattino di Pinocchio, ma con i tratti somatici del caganer), protagonista di una piccola cerimonia che si svolge nelle case catalane la sera della vigilia di Natale. Il cagatió viene posto al centro dell’abitazione con sopra una coperta di colori vivaci, atta ad occultare le sue “feci” (solitamente dolciumi) e i bimbi sono invitati a bastonarlo affinché “cachi” i dolciumi.

Essi lo fanno con gioia, cantando una filastrocca di invocazione della quale esistono molte versioni diverse: “Caga tió, caga torró pel naixement del Nostre Senyor, si no et daré un cop de bastó” (Caca tió, caca torrone, per la nascita di Nostro Signore, sennò ti darò un colpo di bastone), dopodiché viene tolta la coperta e si scoprono i dolciumi che il tió de Nadal ha prodotto dal retro (naturalmente i dolciumi vengono nascosti in precedenza dagli adulti di casa sotto la coperta in un momento di disattenzione dei bambini, che non debbono accorgersene perché da piccoli credono davvero alla magia della defecazione dei dolci). A quel punto i bimbi vengono allontanati con una scusa in un angolo della casa (il tempo necessario a nascondere altri dolci sotto la coperta), e invitati a bastonare ancora il tió, affinché “produca” altri dolci.

L’augurio che, nella cultura catalana, ci si usa scambiare prima di passare a tavola è un esplicito «Menja bé, caga fort!» la cui traduzione è fin troppo chiara.” (Fonte Wikipedia)

Con il caganer ha fatto la sua comparsa l’inevitabile Caganergate. Nel 2005 ha destato scalpore la decisione del consiglio comunale di Barcellona di commissionare una scena della natività priva del tradizionale caganer. Tale decisione è parsa un tentativo di forzare la presunta campagna tesa a cancellare il linguaggio e l’identità catalana dalla faccia della Spagna. Gli amministratori locali si erano appellati, nel motivare la loro decisione, ad una legge che vieta il defecare e l’urinare in pubblico, cosicché il caganer non sarebbe stato – sotto questo aspetto – un buon esempio.
Sta di fatto che nel 2006, il caganer ha fatto la sua ricomparsa nel presepe cittadino, sistemato dignitosamente in un angolo, e in prossimità del letto (asciutto) di un fiume.

Mangia bene e caca forte e non aver paura della morte.” (cit. Anonimo)

 

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