LE FIGURE DEL PRESEPE – I DUE COMPARI

I due compari: zi’ Vicienzo e zi’ Pascale

“La morte è soltanto un’altra via. Dovremo prenderla tutti.” (Gandalf)

Siamo nel mese di dicembre, si avvicina il Natale e ogni giorno parleremo di una figura simbolica del presepe, riunite insieme tutte queste icone contribuiscono a creare il significato e la magia di questa antica tradizione.

Abbiamo già iniziato il nostro viaggio e per continuarlo oggi parleremo dei due compari

ovvero zi’ Vincenzo e zi’ Pascal che riveste un ruolo davvero importante all’interno del presepio,anche se in tantissimi non conoscono la sua curiosa storia. Prima però iniziamo con una spiegazione piena di curiosità sul presepe!

Il presepe

Il presepio o presepe è una tradizione popolare composta da un insieme di leggende, cristianità e miti legati insieme. Il presepe rappresenta non solo un momento di svago con la famiglia ma anche un momento di raccoglimento dall’alto valore, scopriamo i suoi simboli così da comprenderne davvero il significato.

Il presepe serve a rappresentare, in modo fedele, il momento in cui Cristo venne messo al mondo con la Madonna, la mangiatoia e gli animali. Ancora oggi festeggiamo questo evento antico più di duemila anni, il suo nome deriva dai termini latini praesepium o praesepe e indica il gregge e la mangiatoia: gli elementi tipici della natività. A mettere in scena per la prima volta il presepe fu San Francesco d’Assisi nel 1233, è a lui che dobbiamo questa nostra tradizione.

In Italia tra i presepi famosi abbiamo sicuramente quello di origine napoletana dove le statuine vengono preparate in maniera seria per adattarsi a quella che è la parte che la tradizione ha dato loro.  Oggi vediamo zi Vicenzo e zi’ Pascal per imparare qualcosa di più ogni giorno.

“Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle uscite di sicurezza. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio.” (Martini)

Chi sono i due compari zi’ Vicienzo e zi’ Pascale?

Queste due personaggi detti anche i San Giovanni, con riferimento al succedersi delle stagioni in particolare ai due solstizi, ed ai giorni della vita mortale dell’uomo, dal più lungo al più corto.

I due compari sono legati a questo santo e alle sue due facce ovvero al San Giovanni che ride e al San Giovanni che piange, e ai due solstizi quello del 24 dicembre e del 24 giugno. Nell’iconografia cristiana rappresentano due momenti che aprono e chiudono la quaresima e il periodo di penitenza precedente alla Pasqua e alla morte e resurrezione di Gesù.

Due allegri compagni di bevute, sorridenti e con il vino in mano rappresentano in realtà il carnevale e la morte, due temi molto importanti e che pescano la loro presenza nel presepe anche dal folklore. In verità ormai sovente sono rappresentati nell’atto di  giocare a carte sono simbolo dell’ imprevedibilità dei tempi e della sorte, come le carte che vengono pescate dal mazzo.

Sempre nei pressi della taverna, tipico luogo del presepe, sono collocati i “due Compari” ovvero zi’ Vicienzo e zi’ Pascalepersonificazione, rispettivamente, del Carnevale (Vincenzo) e della Morte (Pasquale), il cui cranio è tradizionalmente collocato nell’antico  Cimitero delle Fontanelle, spesso invocato come buon vaticinante ed ispiratore di buoni numeri da giocare al lotto.

Esiste inoltre una curiosità legata anche alla figura di zi’ Vicienzo: è una storpiatura del detto latino caput sine censu ovvero alla classificazione dei poveri che non avevano beni da censire ed erano quindi solo un numero. “Nun tengo manco ‘a capa ‘e zi’ Vicienzo” ovvero “non posseggo nulla” è un famoso detto napoletano collegato al personaggio.

“E sarebbe il carnevale più divertente veder la faccia vera di tanta gente” (Gianni Rodari)

 

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