Il Mondo Mistico dei Mandala 10 Gennaio 2024 – Posted in: Lo Sapevi che – Tags: ,

Mandala – Arte, Meditazione e Simbolismo Cosmico

“Per evidenziare l’impermanenza di tutte le cose create il mandala sarà gettato nel fiume Mur, dove scorrerà verso il resto del mondo come una benedizione.” (cit. Anonimo)

In questi ultimi anni stiamo riscoprendo i mandala, un simbolo molto noto dell’induismo indiano e nel buddismo tibetano, usati nell’art therapy e come antistress i mandala sono ricchi di curiosità, scopriamole insieme.

Cosa sono i mandala?

Nella forma pratica sono cerchi concentrici con all’interno abbellimenti e opere artistiche di tipo floreale e/o immagini di dei e divinità induiste, nonostante questo non sono solo belle forme ma un modo per meditare e concentrarsi su sé stessi.

Etimologia

Lo sapevi, infatti, che la parola mandala deriva da centro o cerchio? E sapevi che nella tradizione orientale dalla quale deriva rappresenta l’intero universo?

In questo contesto il significato originario del termine maṇḍala, ovvero “cerchio”, si è allargato a indicare il “centro” e la sua “periferia”.

L’origine di questo termine sanscrito è dibattuta.

Il termine maṇḍala può rimandare nella sua composizione al sostantivo maschile sanscrito maṇḍa dove indica quella parte della schiuma del riso bollito o la parte densa del latte nella preparazione del ghṛta; mentre il sostantivo maschile sanscrito la sta a indicare sia l’insieme del ghṛta o l’atto di “tagliare”, di “separare” la schiuma dal riso, quindi intende richiamare quell’azione di ordinamento degli spazi sacri atti al sacrificio.

Ma vi sono anche altre possibili etimologie tra cui quella religiosa presente nel più tardo Tantrāloka (37,21, “Luce dei Tantra”, trattato di Abhinavagupta, XI secolo) dove invece maṇḍa viene letto come il sostantivo maschile e neutro sāra cioè come “essenza”; mentre la viene letto dalla radice verbale , quindi come “prendere”; ossia, nell’insieme dei due termini, come ciò che “raccoglie l’essenza”.

O ancora nel più tardo Kulārṇavatantra (“Tantra dell’oceano del Kūla”, XII-XIII secolo) là dove viene spiegato che:

«Signora degli dèi, essa è indicata come Maṇḍala perché è di “buon augurio”, perché è la “dimora delle ḍākinī e delle yogini”, e perché “incantevole”»

In questa rappresentazione stilizzata ritroviamo tutto il nostro mondo e nelle dottrine filosofiche indiane colorarli e/o disegnarli vuol dire intraprendere un viaggio all’interno del mondo e dell’universo sia interno a noi stessi che metafisico.

«In mandala si è andata così a fissare la configurazione di uno spazio orientato attorno a un centro sacrificale: da qui hanno tratto origine i significati, che a partire da quello di “cerchio” hanno costellato la lunghissima storia di mandala, declinando in molti modi le nozioni basilari di “totalità” e di “drammi dell’universo” depositate nello schema ierofanico di un quadrato suddiviso in altri quadrati dal numero variabile disposti attorno a un quadrato centrale, o di un cerchio iscritto in un quadrato, che rispettivamente costituiscono la pianta di numerosi templi indiani e degli stūpa, monumenti reliquari del buddhismo» (Camuri, p.6968)

Anche il disegno del mandala è costruito secondo una ben specifica tradizione:

  • Le cornici esterne servono in successione a liberarsi dall’ignoranza;
  • Gli strati interni servono a ricevere l’illuminazione e a rinascere come persone nuove.

 

Alfombra de vinilo mandala Forma de flor de mandala abstracto - TenVinilo

Una Curiosità

Chiudiamo la nostra esplorazione nel mondo orientale con una ulteriore piccola curiosità ovvero che mandala e yantra sono due cose completamente differenti, usarli come sinonimi o confonderli l’uno con l’altro è un errore.

Yantra: è un disegno realizzato con forme geometriche (diagramma geometrico) e in una cornice quadrata e alle volte ha delle parole sanscrite al suo interno.

Il termine ha origine con il significato di “strumento”, “veicolo”, “bardatura” (dalla radice verbale sanscrita yam) ed è correlabile all’antico iranico ricostruito *janθtra.

Il suo significato principale è quello di congegno ed è infatti uno strumento specifico per simboleggiare o rappresentare un tipo di dio o una forza cosmica universale. E’ utilizzato come strumento per la meditazione e la contemplazione.

Yantra - Wikipedia

Mandala: è un simbolo circolare che rappresenta l’universo e viene utilizzato come strumento di meditazione e di concentrazione.

Entrambi i simboli sono considerati potenti strumenti per concentrare la mente e raggiungere uno stato di consapevolezza superiore.

“Nei mandala è sintetizzata la verità dell’universo. È un’esperienza totalizzante, dove convergono micro e macrocosmi, luce e buio. Il mio piccolo Io viene così sostenuto, nel flusso della vita, dal centro di queste energie primordiali, fa tutt’uno con esse. Dipingere, per me, è come pregare.” (cit. Josaku Maeda)

Sintesi

Cosa vuole esprimere il mandala?

Secondo gli induisti e i buddisti disegnando un mandala si rappresenta l’universo, le sue origini e le relazioni tra le forze dell’universo e il divino, è considerato da sempre un atto meditativo.

Perché tatuarsi un mandala?

Da questo punto di vista il mandala attira le energie positive e rappresenta uno scudo di difesa contro il male, aiutando chi lo sfoggia a difendersi e affrontare i dolori dell’esistenza. In sostanza dunque i mandala tattoo rappresentano il modo di ognuno di noi di affrontare e vivere la vita, scritto sulla pelle.

Perché si distruggono i mandala?

Ecco perché i monaci tibetani, dopo giorni, settimane o addirittura mesi di lento e preciso lavoro, al termine della costruzione del mandala lo distruggono. Questo per raffigurare l’impermanenza delle cose materiali e la transitorietà della vita terrena.

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