LE FIGURE DEL PRESEPE – IL CACCIATORE

Il Cacciatore

Quell’amore che ha l’uomo cacciatore per ciò che è vivo e non sa esprimerlo altro che puntandovi il fucile.” (Italo Calvino)

Dicembre è il mese del Natale, della gioia e dei regali e del presepe. Ogni giorno mentre si avvicina la vigilia parleremo di una figura unica del presepio perché tutti questi personaggi, riuniti insieme, ci danno il vero significato di questa antica tradizione e ci parlano della magia del presepe.Il nostro viaggio continua e oggi parleremo del cacciatoreuna statuina che ha un ruolo importante all’interno della tradizione. Scopriamo insieme la sua curiosa storia. Prima però una piccola spiegazione su cosa è il presepe.

Il presepe

Il presepio o presepe è una tradizione popolare composta da un insieme di leggende, cristianità e miti legati insieme. Il presepe rappresenta non solo un momento di svago con la famiglia ma anche un momento di raccoglimento dall’alto valore, scopriamo i suoi simboli così da comprenderne davvero il significato.

Il presepe serve a rappresentare, in modo fedele, il momento in cui Cristo venne messo al mondo con la Madonna, la mangiatoia e gli animali. Ancora oggi festeggiamo questo evento antico più di duemila anni, il suo nome deriva dai termini latini praesepium o praesepe e indica il gregge e la mangiatoia: gli elementi tipici della natività. A mettere in scena per la prima volta il presepe fu San Francesco d’Assisi nel 1233, è a lui che dobbiamo questa nostra tradizione.

In Italia tra i presepi famosi abbiamo sicuramente quello di origine napoletana dove le statuine vengono preparate in maniera seria per adattarsi a quella che è la parte che la tradizione ha dato loro.

Oggi vediamo il cacciatore per imparare qualcosa di più ogni giorno.

Nello spazio in cui vive un cacciatore possono vivere dieci pastori, cento contadini e mille giardinieri. La crudeltà contro gli animali non può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera erudizione. È uno dei pesi più caratteristici di un popolo grezzo e ignobile.” (Alexander Von Humboldt)

Chi è il cacciatore?

Il cacciatore è una figura davvero importante del presepe perché simboleggia la morte e sta vicino al fiume che è la vita a significare l’eterno ciclo di vita e morte anticamente molto legato anche con il passare delle stagioni.

Il cacciatore del presepe simboleggia anche il rapporto tra celo e terra tra paradiso e inferno ed è per questo che molte volte, nonostante non sia fedele per l’epoca, viene costruito con in braccio il fucile.

Questo personaggio è molto allegorico e nessun presepe che vuole testimoniare la tradizione può esimersi dall’averlo. Il cacciatore esprime non solo la morte, in coppia con il pescatore, ma determina anche lo strato sociale poiché all’epoca i cacciatori erano uomini ricchi e potenti mentre i pescatori rappresentano il popolo indigente.

Ecco perché quando si costruisce un presepio codificato secondo gli antichi dettami non bisogna dimenticarsi di questa statuina che può insegnarci molto, anche il valore della vita in rapporto con la violenza e della pace in relazione alla guerra.

Il cacciatore viene spesso rappresentato non solo con il fucile in mano ma anche accompagnato da uno o due cani poiché il cane da caccia simboleggia un amico fidato per chi caccia ma non solo, simboleggia ancora una volta la potenza e la ricchezza di coloro che potevano permettersi di andare a caccia e che spesso erano accompagnati da cani capaci di riportare indietro le prede; nel simbolismo napoletano e non solo il cacciatore si lega al cane anche perché uno dei guardiani dell’inferno in diverse religioni, compresa la rappresentazione dantesca, è proprio il cane fedele guardiano e feroce nemico.

Alle volte la figura del cacciatore può essere rappresentato con un uccello in mano, una pernice o qualsiasi altro tipo di volatile a rafforzare l’idea di morte e uccisione, ecco perché viene posto in alto sul paesaggio, ben lontano dalla luce di Cristo.

Gli abiti del cacciatore invece sono quelli del XVIII secolo poiché sono fortemente legati all’eredità di Carlo di Borbone che diede grande impulso alla diffusione del presepe a Napoli e nelle case dei suoi sudditi in tutto il suo regno e che amava la caccia e l’arte venatoria sopra ogni cosa.

Mio padre era un gran cacciatore, però vegetariano. Così andava nei boschi e sparava ai funghi.” (Bruno Gambarotta)

 

© copyright 2021 – tutti i diritti sono riservati.