COCO CHANEL – 10 CURIOSITÀ 392 views - 21 Febbraio 2021 – Pubblicato in: Biografie

10 curiosità che non sapevi su Coco Chanel

Alla vigilia di una nuova biografia sulla vita di Coco Chanel scritta da Greta La Medica ed Emanuele Mililli ci facciamo svelare 10 segreti su Coco Gabrielle Chanel che non sapevamo

Unica, indimenticabile, iconica. Gabrielle Bonheur Chanel (detta Coco) è una figura fondamentale nella storia della moda.

Cambiò il modo di vestire delle donne, rendendo chic le divise delle occasioni d’uso, dal tailleur per la donna che lavora al tubino, detto petite robe noire (per citare alcuni esempi) per il cocktail-time, mentre scelse jersey e tweed come tessuti avvolgenti e disinvolti, bianco e nero per i colori.

Indimenticabile la borsetta a tracolla 2.55 (forse la prima tracolla e quindi la prima borsa non da braccio) e il profumo Chanel n.5, l’arma di seduzione preferita di Marlyn Monroe; e ancora l’attingere al guardaroba maschile per renderlo anche femminile, le perle finte bijoux come trademark del look, gli occhiali da sole e infine i cappelli, suo primo amore.

Amante della femminilità con stile e non dei trend, ha sempre scelto di puntare su capi che potevano essera la base dell’eleganza di ogni donna.

Le si attribuisce un ruolo importante anche per l’emancipazione femminile, essendo lei stessa per prima, una donna dotata di intelligenza e cultura, che puntava al fashion design fino ad innalzarlo a strumento di potere, colpendo con eleganza e sobrietà l’ordine sociopolitico maschile.

Coco, infatti, sovvertirà l’idea della donna oggetto e che per essere belle si “deve”  soffire: “Ho restituito la libertà alle donne, al loro corpo che sudava sotto i pizzi, i corsetti, i bustini e tutte le inutili imbottiture” dichiarava negli anni ’30.

Ecco perché per spiegare una figura così complessa, sotto tutti i punti di vista, rivoluzionaria e ammantata nel mistero, le è stato dedicata una nuova biografia all’interno di una collana sulle grandi donne della storia edito dal Corriere della Sera, in compagnia di Cleopatra, Giovanna D’Arco, Marie Curie e Indira Gandhi. A scrivere un racconto sugli anedotti di vita di Gabrielle Chanel ci hanno pensato lo scrittore Emanuele Melilli e l’esperta di moda transgender Greta La Medica, una fervente attivista della comunità LGBT, poliedrica creativa, con una carriera alle spalle da dj, stylist e musa di stilisti.

Greta, laureata in Lettere Antiche, è una vera appassionata di storia della moda, ed ecco perché è da lei che ci facciamo svelare 10 imperdibili segreti su Coco.

10 CURIOSITA’ SU GABRIELLE COCO CHANEL

LA BORSA CHANEL 2.55

La celebre borsa 2.55 è ispirata al borsello moschile usato dal vero amore di Coco, il nobile inglese Arthur Capel, detto Boy (al quale in seguito verrà dedicato un altro modello di borse) che vestiva come un dandy; l’accessorio che fa già capolino nella boutique di Deuville a cavallo della prima guerra mondiale, subirà nel tempo diverse trasformazioni, la lavorazione matelassé s’ispira ai cuscini delll’enorme divano in pelle di daino dell’appartamento di Gabrielle al 31 di Rue Cambon, sede anche dell’atelier e della boutique storica della maison.

IL PIGIAMA

Durante la prima guerra mondiale Coco, aveva inventato un comodo ma al contempo elegante pigiama in seta affinché queste potessero scendere in strada nel cuore della notte senza far perdere alle sue clienti il loro fascino, qualora la sirena anti-bombardamento le avesse costrette ad evacuare dalle abitazioni. Il pigiama era uno dei pezzi preferiti del guardaroba di Coco, che li indossava anche di giorno e per uscire, non solo quindi in casa.

LE CELEBRI FRASI DI COCO

Non è un caso che ci siano così tante citazioni di Coco Chanel. Fu lei stessa a commissionare al poeta Pierre Reverdy, con il quale ebbe una liaison durante il periodo in cui era mecenate de i “Ballets Russes”, di redigere ad hoc degli aforismi, che avrebbe utilizzato per il resto della sua vita e che contribuirono ad affilare la caustica sagacia che ricordiamo nelle memorabili interviste della stilista.

IL PROFUMO CHANEL n°5

A Grass conobbe Ernest Beaux, chimico di altissima fama presso la corte degli zar di Russia, il quale inventò per lei il primo profumo della Maison: Chanel n 5. Questa fragranza rivoluzionò in modo quasi copernicano il mondo olfattivo dell’epoca, in quanto per la prima volta viene fatto uso di molecole di sintesi, chiamate Aldeidi, in grado di rendere il profumo vibrante e persistente. Nel concepimento di questa leggenda Coco pensò a una landa ghiacciata alla quale si arrivava per ammirare l’aurora dopo un viaggio rocambolesco. Il profumo non fu messo in vendita da subito, inizialmente veniva fatto scivolare nelle tasche delle fedelissime clienti come un invito a penetrare in un clan segreto: fu una strategia vincente, poiché la fragranza divenne un feticcio prima ancora di essere commercializzata.

CHANEL A HOLLYWOOD

Nel 1930 il magnate di Hollywood Sam Goldwyn della Metro Goldywn Meier, vide in Chanel la stilista adatta a rilanciare l’immagine delle grandi star del cinema. La ingaggiò mettendole a disposizione un treno personale che la porta da New York a Los Angeles. Il treno viene fatto rivestire completamente di pelle color avorio e Coco, tra un viaggio e l’altro, consumerà caviale e champagne in compagnia dell’amica Misia Sert (amica molto intima). Ad attenderla alla stazione di Hollywood ci sarà una giovane Greta Garbo con un mazzo di rose. Chanel vestirà personalmente attrici del calibro di Gloria Swanson e Marlene Dietrich. Katharine Hepburn vincerà premi e riconoscimenti a Broadway con il musical COCO.

LA DOPPIA C 

Le iconiche doppie C incrociate che diventaranno il simbolo della Maison e dello stile Chanel, vengono prese in prestito dalle vetrate dell’abbazia di Obazine, dove la couturier trascorre la sua infanzia in compagnia di un universo costellato di simboli cistercensi come i leoni, le catene i numeri scaramantici che ritroviamo ripetuti in modo ossessivo e che fanno parte della storia del marchio.

IL SUO PORTAFORTUNA

Chanel portava sempre due bracciali, sui quali spiccavano 2 grandi croci di malta in ametiste, smeraldi e tormaline; queste croci le furano regalate da un amante Dmitrij Pavlovic, cugino dello zar Nicola II e discendente dei Romanov. Fu grazie alla collaborazione con il Duca Fulco di Verdura, audace artigiano di alta gioielleria, nonché suo stretto collaboratore, che i monili furono incastonati in due bracciali interamente smaltatati in color avario dai quali la donna non si separerà praticamente mai.

LE INTUIZIONI NEL CAMPO DEL BEAUTY

Il debutto nella cosmesi avviene molto tempo prima del lancio del leggendario profumo Chanel N5. Coco infatti aveva già elaborato insieme a uno staff di medici una lozione segreta, dalle proprietà miracolose alla quele l’Imperatrice Eugenia, una delle donne più eleganti d’Europa nonché moglie di Napoleone III non poteva rinunciare, era un toccasana lenitivo anche per le pelli arrossate e perfetto dopo la rasatura, quindi forse il primo prodotto unisex.

LA RIVALITA’ CON ELSA SCHIAPARELLI

Si racconta che a uno dei tanti balli dell’alta società parigina degli anni Trenta partecipavano due grandi nomi della moda dell’epoca, Elsa Schiaparelli e Coco Chanel. Le due stiliste si detestavano a tal punto che Chanel, chiedendo alla rivale (vestita da albero) di ballare con lei, ne approfittò per spingerla contro un candelabro. Il fuoco fu spento, “l’italiana” venne spruzzata di soda dagli ospiti divertiti.

I RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI

Nel 1957 le fu conferito l’ambitisimo premio Neiman-Marcus Award, questo riconoscimento premia le figure che si sono distinte nella cultura e nell’arte.  Il premio veniva in genere assegnato a più destinatari ogni anno, piuttosto che a un singolo individuo, sebbene Adrian fu l’unico vincitore nel 1943, l’impresa verrà ripetuta nel 1957 da Coco Chanel. L’assegnazione diventa epocale in quanto Chanel era legata alla società statunitense e alle grandi distribuzioni, e al contrario di molti colleghi traeva enorme piacere nell’essere copiata e vedere emuli delle suo creazioni esposte nelle vetrine dei grandi magazzini. Lo considerava un successo.

(Fonte bit.ly/3aBHCJp)