LA FESTA DI SAN VALENTINO – LE ORIGINI OSCENE

San Valentino: scopriamo la sua curiosa storia

“L’amore ristora come il calore del sole dopo la pioggia.” (William Shakespeare)

San Valentino è la festa degli innamorati, ogni anno questo è il momento in cui le coppie si scambiano doni d’amore e festeggiano celebrando l’importanza del loro rapporto. Tanti però danno per scontata questa festa, come se fosse sempre esistita, eppure se ci si sofferma a scoprire la sua storia si scoprono cose davvero curiose.

La storia di San Valentino è tutto questo allo stesso tempo. La festa del 14 febbraio, celebrata quasi ovunque nel mondo, assume accenti diversi da una regione all’altra: onora le coppie in Europa, e più in generale l’amicizia negli Stati Uniti, è rito femminile in Giappone e assume un aspetto sovversivo in Paesi musulmani.Questa festa ha origini antichissime e si dice che risalga addirittura al IV secolo a.C. quando i romani veneravano il dio della fertilità Lupercus e in questo periodo dell’anno, tra il 13 e il 15 febbraio, i sacerdoti del dio seminudi percuotevano tamburi e pelli e sferzavano chiunque incontrassero come segno di devozione al dio e chiedere maggiore fertilità per l’individuo, soprattutto per le donne.

Queste feste sono le antenate dei carnevali medievali che, con le loro lotterie innamorate, portarono gradualmente al giorno di San Valentino, spiega il sociologo francese Jean-Claude Kaufmann nel suo libro “Saint Valentin, mon amour!”.

Quando la chiesa prese potere decise di porre fine a quella che considerava una tradizione pagana e così fece confluire la devozione al dio Lupercus con la festa di San Valentino, il santo patrono dell’amore.

In questo modo la festa viene celebrata in questa data per ricordare l’esecuzione del santo Valentino, avvenuta il 14 febbraio del 273 d.C. per mano dell’imperatore Claudio II.

In questo modo si sarebbe mantenuta una festa molto sentita senza però dare origine a relazioni promiscue al di fuori del rapporto d’amore legato al fidanzamento o al matrimonio. Si scelse San Valentino proprio per il suo legame con gli innamorati, la leggenda narra infatti che Valentino prima di essere canonizzato come santo avesse compiuto diversi miracoli amorosi:

  • Fece sposare giovani coppie eliminando il divieto delle famiglie.
  • Permise a tante coppie di vivere il proprio amore senza essere perseguitati.

Infine, con un volo di coppie di piccioni tutt’intorno a loro fece riappacificare una coppia di giovani innamorati. Pochi sanno che sebbene il cuore sia oggi il simbolo di San Valentino fu l’amor cortese dei poeti italiani come Dante, Boccaccio e Petrarca che diedero all’amore questo simbolo nel XIV secolo. E perché al cuore abbiniamo le rose rosse? Sempre per via degli antichi romani: la rosa rossa era il fiore preferito da Venera, dea Romana dell’Amore.

“Il vero amore è una quiete accesa.” (G. Ungaretti)

Nel Medioevo, infine, era tradizione tra i giovani dei ceti sociali più elevati pescare da una ciotola un foglietto con su scritto il nome del proprio valentino o valentina. Il biglietto veniva poi appuntato sulla manica per una settimana intera.

“Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t’amo quando non t’amo e per questo t’amo quando t’amo.” (Pablo Neruda)

Questa sembra poter essere definita come”leggenda, inventata a posteriori perché le autorità religiose e politiche avevano bisogno di questa narrazione”, riferisce Jean-Claude Kaufmann. – Lotterie per gli innamorati – Praticate alla fine del Medioevo in Inghilterra e in Francia, le lotterie per gli innamorati associavano la scrittura di dolci biglietti alle celebrazioni di San Valentino, riferisce l’archivista paleografa Nathalie Koble. Sotto Luigi XIV, lo scrittore francese Gabriel de Guilleragues descrive questo gioco come segue: “Devi mettere i nomi di trenta uomini e trenta donne in sessanta pezzi di carta, copiare separatamente sessanta madrigali.

Dopo aver disegnato separatamente il nome di un uomo. e quello di una donna, disegniamo due madrigali, per vedere cosa si dicono “.

In Inghilterra i biglietti si trasformano in “valentines”, dolci parole rivolte ai giovani innamorati per il 14 febbraio. Lo sviluppo dell’ufficio postale nel XIX secolo diede impulso a questi scambi. –
– $ 20 miliardi – Fu a metà del XIX secolo e negli Stati Uniti che a San Valentino fu dato il calcio d’inizio moderno e commerciale, grazie all’invenzione di cartoline confezionate da spedire per posta all’amato . Il successo di questa celebrazione, nuova negli Stati Uniti, è “folgorante”, riferisce Jean-Claude Kaufmann. Anche i promotori hanno rapidamente l’idea di estendere il target di riferimento degli innamorati, a una popolazione più ampia di genitori, figli, amici o vicini di casa. Oggi, la versione americana di San Valentino è simile a una grande celebrazione dell’amore, dell’amicizia e dell’affetto, in cui vengono spesi 20 miliardi di dollari ogni anno (dati della Federation of American Trade, NRF).

Cioccolatini per uomini in Giappone

In Giappone, lo scoppio di San Valentino risale all’indomani della seconda guerra mondiale, quando i produttori di dolciumi ebbero l’idea di rendere il 14 febbraio un giorno in cui le donne regalavano cioccolatini.

Mezzo secolo dopo, la tradizione è ben consolidata: milioni di donne giapponesi offrono praline o ganache a San Valentino in segno di affetto, amicizia o rispetto professionale, con codici ben precisi.

I “giri-choko”, cioccolatini obbligatori, sono riservati a colleghi e capi mentre gli “honmei-choko”, cioccolatini di qualità superiore, sono l’unico segno di “vero amore”, spiega l’insegnante e traduttrice giapponese Namiko Abe.

Vietato il cuore rosso

La celebrazione del giorno di San Valentino è vietata o minacciata in una trentina di paesi, secondo Jean-Claude Kaufmann. Si tratta principalmente di paesi musulmani che considerano il giorno di San Valentino una “festa cristiana pagana”. Questo è stato a lungo il caso dell’Arabia Saudita. In Iran la festa è molto apprezzata ma le associazioni di commercianti vietano espressamente la vendita di palloncini rossi a forma di cuore a febbraio.

 

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