SCIALLA 481 views - 28 Giugno 2021 – Pubblicato in: Modi di dire, Parole – Tags: , ,

Da dove deriva l’intercalare “scialla” tipico della parlata romana?

Anche l’Accademia della Crusca ha risposto a questo interrogativo e allora riporto ciò che han detto.

Per quel che riguarda l’etimologia di sciallato, c’è chi richiama il verbo scialare, di cui sarebbe chiaramente il participio passato, molto usato nei dialetti e italiani regionali meridionali con il significato di ‘divertirsi, rallegrarsi, godersela’, che si presta però a due percorsi, uno che parte dal latino e l’altro dall’arabo. Per il latino si risale al verbo exhalare ‘esalare, mandare fuori vapori’, da cui in italiano esalare, che, a partire dal XVII secolo, trova attestazioni con estensione del significato a ‘divertirsi, rallegrarsi’.

In particolare nel romanesco sette-ottocentesco (Benedetto Micheli e Giuseppe Gioachino Belli) scialare per ‘divertirsi e sperperare denaro’, scialata per ‘baldoria’, scialo per ‘godimento, piacere’ ricorrono con una certa frequenza; nell’accezione di ‘dissipare, sperperare denaro’ il verbo si ritrova anche in toscano (registrato per esempio da Pietro Fanfani nel suo Vocabolario dell’uso toscano, Firenze, Barbèra, 1863) e nel leccese nella forma con raddoppiamento sciallare(presente nel Vocabolario dei dialetti salentini di Gerhard Rohlfs, Galatina, Congedo, 1976). Per il toscano segnaliamo che scialare, vale ‘ansimare’, spesso riferito al cane, in una vasta area toscana che comprende la parte sudorientale della provincia di Arezzo, quasi tutta la provincia di Siena (meno il Chianti) e quasi tutta quella di Grosseto (esclusa la zona delle Colline Metallifere), in sostanza la fascia al confine col Lazio.

La testimonianza è interessante dal punto di vista semantico perché suggerisce la possibilità di passaggio attraverso una forma di esortazione del tipo ‘respira forte!’‘riprendi fiato!’, da cui ‘stai calmo!’.

Il percorso che parte dall’arabo è stato seguito per spiegare lo stesso verbo, nella forma riflessiva e con raddoppiamento di -l-, sciallâse‘rallegrarsi, gioire’, ma anche ‘dissipare’, attestato nel genovese (la troviamo registrata da Giovanni Casaccia nel suo Vocabolario genovese-italiano, Genova, Tipografia dei f.lli Pagano, 1851), che riporta anche il contesto in cui l’espressione era usata: i marinai, al ritorno da lunghi viaggi, salutavano i familiari con la locuzione di allegria scialla, scialla! ‘evviva!’, un invito quindi a essere felici, a godere dei momenti belli della vita.

Sempre in Liguria – ma sono testimonianze non documentate – mi si dice che era diffusa una specie di filastrocca che le mamme recitavano ai bambini per tranquillizzarli e in cui si faceva riferimento al prossimo rientro dei padri: in questo contesto scialla sembrerebbe assumere proprio il valore di ‘tranquillo, calma’.

La stessa esclamazione ligure è uno degli arabismi segnalati da Giovanni Battista Pellegrini (Gli arabismi nelle lingue neolatine.Con speciale riguardo all’Italia, Brescia, Paideia, 1972) che propende per farla derivare dall’arabo wa_a(a)llah (2) ‘voglia Iddio’ (a proposito del rapporto tra questa voce e le parlate liguri si veda l’intervento di Lorenzo Coveri che segue questa scheda). Se si segue la strada del latino, sciallacoinciderebbe con la forma dell’imperativo di sciallare, mentre se si ritiene più convincente il percorso dall’arabo, il processo sarebbe inverso e dall’esclamazione sarebbe poi derivato il verbo. Non si può escludere che l’arabismo si sia andato a sovrapporre a forme dialettali derivate dal latino exhalare generando così un’espressione che i giovani hanno intercettato facendola diventare un “arabeggiamento giovanile”.

[2] Questa forma araba è stata messa così corrotta dalla fonte, accidenti alla Crusca. Si tratta probabilmente di إن شاء الله, cioè ‘in šā’ Allāhu, “se Dio vuole”. Una forma più vicina alla corrotta potrebbe essere يَشَأْ‎ الله, cioè yašā’ Allāhu, “Dio voglia”, ammesso che sia il congiuntivo che si usa in Arabo per frasi così (e non lo iussivo, modo tutto loro), e che non ci vogliano particelle introduttive. La forma più vicina alla corrotta sarebbe و شاء الله, wa šā’ ‘llāhu, che però mi sembra voglia dire “e Dio lo ha voluto”, anche se Google lo traduce “and God willing”.

(Fonte Quora Alessio di Cesidio)