LE FIGURE DEL PRESEPE : I VENDITORI DI CIBO

I Venditori di cibo

“Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione.”(Shakespeare)

Natale è alle porte e dicembre è un mese magico fatto per sognare, ricevere regali e assorbire la magia del presepe e delle altre tradizioni natalizie. Esistono tantissime curiosità dietro questa bellissima tradizione che oggi è praticata in tutto il mondo ed è per questo che abbiamo deciso di scoprirle insieme ogni giorno.Oggi, per esempio, parleremo dei venditori di cibo e del loro posto nella nostra tradizione, pronti a scoprire aneddoti davvero interessanti sul presepio e sulla nostra cultura? Prima però un piccolo approfondimento proprio sull’invenzione del presepe e sulle sue particolarità

Il presepe

Il presepe o presepio è una tradizione popolare che riesce a mescolare insieme cristianità, miti e leggende in un qualcosa di davvero unico ed eccezionale: il presepio non è per la tradizione solo un momento di svago dove divertirsi con la famiglia stringendosi assieme ma anche un momento con un alto valore simbolico, ecco perché è importante scoprirne il vero significato.

Il termine deriva dal latino praesepium o praesepe che indicano il gregge e la mangiatoia: gli elementi tipici della tradizione della nascita di Cristo. A mettere in scena per la prima volta il presepe e la natività fu San Francesco d’Assisi nel 1233. È proprio al nostro santo che tutto il mondo deve questa tradizione.

Il presepio serve a rappresentare, in modo fedele, il momento in cui Gesù fu messo al mondo da Maria vicino alla mangiatoia e gli animali. Nella nostra Penisola tra i presepi più famosi vi sono sicuramente quello di San Gregorio Armeno di Napoli, qui le statuine sono preparate in maniera attenta per adattarsi a quella che è la parte che la tradizione ha dato loro.  Oggi vediamo i venditori di cibo per imparare qualcosa di più ogni giorno.

“La nostra vita dovrebbe essere semplice e spontanea come le stagioni, con il freddo dell’inverno, il tepore della primavera, il caldo dell’estate e la dolcezza dell’autunno.” (Romano Battaglia)

Chi sono i venditori di cibo?

I venditori di cibo sono 12 come dodici sono i mesi dell’anno, ognuno di loro ha una grande importanza all’interno della galassia codificata del presepe ed è per questo che è sempre importante che ci siano tutti. I venditori di cibo non solo sono un retaggio del tempo che passa, dell’anno che scorre ma hanno anche una valenza simbolica perché ci narrano del percorso che dobbiamo fare non solo per arrivare al festeggiamento della natività ma durante la nostra vita.

I venditori di cibo vendono prodotti che secondo la tradizione sono composti dagli elementi fondamentali dell’universo e questo ricollegata il mondo terreno con quello celeste e il ciclo delle attività umane con quello immutabile dell’universo e delle stagioni.

Vediamoli allora tutti e scopriamo quali sono: A Gennaio colleghiamo il macellaio e salumiere. In questo mese, infatti, nel XVIII secolo si macellavano i maiali che servivano a dare da mangiare agli abitanti del regno.A febbraio si vendevano i prodotti caseari e Napoli ed ecco perché a rappresentare questo mese troviamo proprio il venditore di formaggi! Questa figura allegorica era usata anche nei lunari e nei calendari per rappresentare il mese di febbraio. A marzo troviamo collegato il venditore di polli e galline perché era il mese in cui venivano comprati questi animali da far crescere e usare nella fattoria e come cibo durante il periodo di pasqua e pasquetta.

Ad aprile inizia la primavera, la natura rinasce e ricomincia il ciclo della vita ed è per questo che troviamo il venditore di uova a rappresentare questo mese, per l’appunto l’uovo rappresenta la vita che si genera e nasce.

L’uovo, inoltre, a Napoli è davvero importante basti pensare a Castel dell’Ovo che si dice si regga su un uovo posto da Virgilio sotto le sue fondamenta. L’uovo rappresenta il ciclo della vita che inizia la fecondità eterna dell’uomo e della terra ed è per questo che è così importante all’interno del presepe.

A maggio, invece, vi sono gli sposini con il loro tradizionale cesto di frutta. Durante l’antichità questo era il mese dei matrimoni. Il mese di giugno invece rappresenta l’eucarestia, la mietitura del grano e il frutto del lavoro dei braccianti ovvero il pane ed è per questo che a rappresentarlo troviamo proprio il panettiere; il panettiere evoca però anche i morti con il pallore della farina ed è per questo che simboleggia l’alternanza tra la vita ovvero il pane e la morte ovvero il biancore della farina di grano.

Il venditore di pomodori rappresenta invece il mese di luglio, in questo mese infatti si raccoglieva questo importante ortaggio che nel XVIII secolo era definito oro rosso per la sua importanza, rappresenta inoltre la vicinanza del popolo napoletano con quello spagnolo fu infatti la dominazione spagnola a portare dall’America del Sud il pomodoro a Napoli e in Italia.

Ad agosto si vende l’anguria ed è per questo che a rappresentarlo vi è proprio il venditore di angurie, perfino nella bibbia è citato questo frutto mentre settembre è rappresentato dal venditore di fichi questo frutto ha una dualità davvero interessante rappresenta, infatti:

  • Simbolo di fertilità e benessere.
  • Lussuria, peccato e morte.

Anche perché a settembre ricomincia l’autunno e la vita comincia a scemare fino all’arrivo dell’inverno. Ottobre viene rappresentato dal Vinaio anche lui un personaggio estremamente dualistico che rappresenta la santità del vino e del cibo all’intero della tradizione cristiana.

A novembre i venditori di castagne arrivavano in città ed è per questo che il venditore di castagne rappresenta questo mese, nella codificazione della tradizione questo personaggio rappresenta il corretto uso del tempo quindi l’oculatezza delle scelte virtuose perché le castagne per essere buone devono venir raccolte e poi conservate correttamente. Infine, l’albero di castagno rappresenta l’unione maschio-femmina. A dicembre colleghiamo il pescivendolo perché il pesce era il segno di Cristo, della sua venuta del mondo e ci si riferiva in epoca romana così al salvatore.

“Ogni stagione è legata all’altra, incontri e addii formano il cerchio, il sacro centro è la nostra armatura, dove tutto cambia, tutto è eguale.” (Marion Zimmer Bradley)

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