MURIU U CANI

Muriu u cani

“Il cane è un gentiluomo. Spero di andare nel suo paradiso, non in quello degli uomini. “(Mark Twain)

La Sicilia è un’isola splendida fatta di luoghi meravigliosi, cale e calette, spiagge di sabbia dorata e di ghiaia e poi monumenti a cielo aperto, sole, mare e buon cibo. Tutti conoscono la Sicilia per queste sue doti ma l’isola è fatta anche di una cultura millenaria con tantissime influenze sul mondo occidentale. Scoprire i loro modi di dire, intraducibili alle volte, è un modo per capire meglio la lingua e per non farsi trovare impreparati durante un viaggio.

Soprattutto a Palermo

Partiamo con il dire che “muriu u cani” è un’espressione davvero molto usata in tutta l’isola ma soprattutto a Palermo, ma cosa vuol dire veramente? E perché viene usata proprio in questo modo? Vediamolo insieme.

Tradotto in italiano questo modo di dire si presenta come è morto il cane, un evento quindi terribile e nefasto, andiamo però più a fondo nello scoprire la portata della saggezza popolare dietro a questo modo di dire che viene usato in due accezioni diverse:

  • Quando ormai tutto è finito, non vi è più nulla che si possa fare.
  • La fine di un compito non portato a termine.

“Muriu u cani” viene quindi usato in quei momenti in cui serve rappresentare un determinato tipo di situazione ormai irrecuperabile proprio come lo è la morte del proprio amico e compagno di vita.

Letteratura

Questo modo di dire, questa forma molto allegorica per rappresentare una situazione di dolore o sconforto dalla quale è impossibile tornare indietro è così famosa che arriva perfino all’interno del romanzo di Tomasi di Lampedusa il Gattopardo, lui usa il detto, lo trasforma e fa del cane Bendicò un vero e proprio simbolo e quando esso muore è davvero finita la storia, la nobiltà siciliana è caduta per sempre.

Se ciò non bastasse è possibile vedere come Andrea Camilleri, altro grandissimo scrittore, capace di inserire la lingua della sua isola nelle sue opere immortali abbia usato questo modo di dire tantissime volte all’interno dei suoi romanzi dedicati a Montalbano.

In sintesi

L’espressione siciliana, quindi, racchiude all’interno di tre parole tutto un caleidoscopio di emozioni e ci insegna come esistano nella vita delle situazioni irreparabili e come esse ci portino al dolore, allo sconforto e soprattutto ci dice, implicitamente, che i cani sono i veri amici dell’uomo e da sempre lo accompagnano.

“Il miglior posto per seppellire un buon cane è nel cuore del suo padrone.” (Ben Hur Lampman)

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