VLADIMIR PUTIN – UN PERSONAGGIO CONTROVERSO

Vladimir Putin

(Leningrado, Russia, 7 ottobre 1952)

“Chiunque tenti di ostacolarci, e ancor di più di creare minacce per il nostro Paese, per il nostro popolo, deve sapere che la risposta della Russia arriverà immediatamente e porterà a conseguenze che non avete mai visto nella storia.” (In rapporto all’invasione Ucraina del 2022)

Alcuni lo considerano come manipolatore di terroristi e mandante di omicidi, altri lo vedono come un eroe del mondo oppresso dal capitalismo americano e tattico imbattibile:

Vladimir Putin è forse uno dei personaggi politici più controversi e importanti del XX secolo.Vladimir Putin è il capo politico della Russia dal 1999 ma pochi sanno che è stato anche funzionario e agente operativo del KGB. Putin sale al potere in un momento storico molto difficile per la Russia quando con la svendita delle aziende e la dissoluzione dell’URSS compaiono grandi oligarchi miliardari e povertà estrema nei comuni cittadini, il giovane politico riesce ad accentrare con mano ferma e polso di ferro tantissimo potere.

Per tantissimi analizzatori politici e studiosi russi il potere di Vladimir Putin e il suo uso di esso è di poco sotto alla dittatura statale; tra i suoi amici più stretti possiamo contare il politico italiano Silvio Berlusconi.

“Se Berlusconi fosse stato gay, nessuno lo avrebbe toccato con un dito. Berlusconi è sotto processo perché vive con le donne”.

Laureatosi in diritto internazionale (diritto e lingua tedesca) alla Facoltà di Legge dell’Università Statale di Leningrado nel 1975, studia Judo fino a divenire un maestro della disciplina e nel 1975 entra nel KGB per occuparsi di controspionaggio, spostato nel dipartimento esteri nel 1985 viene inviato nella Germania dell’Est più precisamente a Dresda come uomo di collegamento dello spionaggio e del controspionaggio politico Russo. Poco prima di partire sposa la sua giovane ragazza Aleksandrovna Škrebneva dalla quale divorzierà poi nel 2013; avrà con lei due figlie: Masha e Katya.

Il ritorno in patria avviene con la caduta del muro di Berlino e Putin si fa conoscere negli ambienti politici divenendo il braccio destro e consigliere di politica estera per il potente Anatoli Sobckiak sindaco di Leningrado. Avendo vissuto in Germania Putin riesce a guidare la privatizzazione delle vecchie fabbriche russe, introduce la borsa valutaria e apre le cittadine e le aziende agli investitori esteri, soprattutto tedeschi. Diventa vicesindaco di Leningrado tornata al nome originario di San Pietroburgo ma sembra perdere tutto quando Anatoli finisce sconfitto alle elezioni. Questo però non è vero, il suo nome interessa la politica e viene raccomandato al presidente Boris Eltsin divenendo in breve tempo vice del politico che gestisce l’impero immobiliare del Cremlino, poi Capo dei Servizi Segreti e poi Capo del Consiglio di Sicurezza Presidenziale. Quando Eltsin si ritira Putin conquista facilmente la carica di capo di governo.

“Nessuno dovrebbe avere l’illusione di poter ottenere una superiorità militare sulla Russia, di poter metterci un qualche tipo di pressione. Avremo sempre un’adeguata risposta a qualsiasi avventurismo. I nostri soldati e ufficiali hanno dimostrato la loro prontezza a combattere con risolutezza, in modo coeso, professionale e coraggioso, a cogliere gli obiettivi non convenzionali più difficili proprio come si addice a un esercito moderno e pronto al combattimento che conserva le sue tradizioni e il suo dovere militare.”

In questi anni di governo sono poche le voci dissidenti che parlano contro Putin il cui pugno di ferro e la linea dura si fa sentire in tutti gli angoli del Paese. A Putin si possono annoverare fatti davvero curiosi come:

  • Nel 2014 con le Olimpiadi in Russia Putin vieta che gli atleti e le persone in generale possano mandare messaggi di attenzione alla causa omosessuale e che possano influenzare i minori a comportamenti diversi dalla difesa della famiglia tradizionale.
  • La leader della band femminile Pussy Riot che manifestavano contro Putin è stata rinchiusa in galera per oltre due anni e ha denunciato orari di lavoro estremi e violenze fisiche.

È stato provato che un oppositore del governo tale Aleksandr Val’terovič Litvinenko sia stato avvelenato con delle gocce di Polonio radioattivo 210 e che l’ordine sia partito dalla Russia, la Commissione Europea però non ha mai avuto prove che fosse stato Putin a ordinarlo anche se un’inchiesta inglese ha accusato il politico in modo formale. Nel 2022 ha invaso l’Ucraina dando vita a una guerra per annettere il territorio e minacciato l’uso di bombe nucleari contro USA ed Europa.

“Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore.”

Come tutti possiamo immaginare, Putin ha avuto alle spalle una forte influenza comunista: il nonno lavorò come cuoco per Stalin mentre il padre fu un sommergibilista nella marina militare sovietica.

Sua moglie Lyudmila ha iniziato a lavorare come assistente di volo per la filiale di Kaliningrad di Aeroflot. Nel 1983 si è sposata con Vladimir Putin, conosciuto a Leningrado. Dal matrimonio sono nate due figlie, Maria Vorontsova, nata nel 1985, una genetista e Ekaterina (Katerina Tikhonova), una ballerina diventata matematica, nata nel 1986 a Dresda, nell’allora Germania orientale.

Tuttavia alcune voci, diffuse dallo stesso Solvey (politologo ed ex professore a Mosca) indicano Alina Kabaeva, 38 anni, ginnasta ritmica vincitrice dell’oro olimpico come la “moglie segreta” di Putin in grado “di influenzare le sue decisioni”. Tra gli altri gossip non confermati anche la presenza di una figlia di nome Luiza Rozova, un’ereditiera di 18 anni nota anche come Elizaveta Krivonogikh, che Putin avrebbe avuto da una precedente relazione con Svetlana Krivonogikh, 45 anni. Prima donna delle pulizie poi trasformata in multimilionaria e co-proprietaria di un’importante banca russa.

Tutto smentito categoricamente:

«Ho una vita privata in cui non permetto interferenze. Deve essere rispettato».

Ma ci sono tante altre cose che non immaginate o che ignorate di Putin.

CURIOSITA’

Uno degli sport preferiti da Vladimir Putin è l’arte marziale del judo. Iniziò ad allenarsi nel sambo (un’arte marziale originaria dell’Unione Sovietica) all’età di 14 anni, prima di passare al judo, sport che continua a praticare tutt’oggi. Vladimir ha vinto le competizioni di sambo e judo nella sua città natale Leningrado, incluso il campionato seniores.

putin

judo

 

 

 

 

 

 

 

Dal 1992, Vladimir Putin possiede una dacia di circa 7.000 metri quadrati a Solovjovka, nel distretto Priozerskij dell’Oblast’ di Leningrado, situata sulla costa orientale del lago Komsomol’skoije sull’Istmo careliano, non lontano da San Pietroburgo.

dacia

 

 

 

 

 

 

 

Vladimir Putin parla ottimamente il tedesco e discretamente l’inglese, ma è solito utilizzare interpreti quando conversa con interlocutori madrelingua.

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il traduttore

 

 

 

 

 

 

 

Vladimir Putin è un fan del gruppo musicale ABBA, suoi preferiti in assoluto

Abba

 

 

 

 

 

 

 

Vladimir Putin è un grande amante degli animali e possiede tre cani: un esemplare femmina di Labrador Retriever, un esemplare maschio di Karakachan (un Pastore bulgaro) di nome Buffy e un esemplare femmina di Akita.

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putin ed i suoi cani

 

 

 

 

 

 

 

Vladimir Putin è tifoso della squadra di calcio dello Zenit San Pietroburgo.

Vladimir Putin è inoltre un accanito tifoso di Formula 1: ha guidato una Renault su un circuito nei pressi di San Pietroburgo.

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putin e la formula 1

 

 

 

 

 

 

Putin oggi è un membro praticante della Chiesa ortodossa russa: la sua “conversione” ebbe luogo dopo un grave incidente stradale che coinvolse la moglie nel 1993 e divenne ancora più devoto dopo che nell’agosto 1996 la sua dacia prese fuoco rischiando di uccidere gli occupanti.

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putin e la chiesa ortodossa

 

 

 

 

 

 

 

Da una ricerca del quotidiano Moskovskij Komsomolets è emerso che Putin avrebbe origini vicentine: secondo il quotidiano il suo trisavolo, originario di Costabissara, sarebbe emigrato in Russia per lavorare alla costruzione della ferrovia Transiberiana.

“Probabilmente non sono un buon cristiano. A chi ti percuote sulla guancia, occorre porgere l’altra, ma a questo non sono ancora moralmente pronto. Se ci percuotono, dobbiamo rispondere, altrimenti continueranno a farlo.” (2012)

ULTIMISSIME (non verificate)

Vladimir Putin avrebbe trasferito la propria famiglia in un bunker sui monti Altai – in Siberia -, una città “sotterranea” pensata per sopravvivere a una guerra nucleare. Lo afferma Valery Solovey, 61 anni, politologo ed ex professore a Mosca.

Ex professore all’Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca (MGIMO) Solovey era già finito agli onori della cronaca per aver affermato che Putin soffre di problemi medici nascosti e che il presidente avrebbe preso parte a bizzarri rituali sciamanici segreti insieme al ministro della Difesa Sergey Shoigu.

Mentre alcuni lo bollano come teorico della “cospirazione” o imbroglione, le autorità della Russia sembrano averlo preso sul serio e – a quanto afferma il Daily Mail – hanno perquisito la sua abitazione e lo hanno interrogato per 7 ore circa le sue affermazioni diffuse anche in un canale Telegram. Solovey è stato successivamente rilasciato ma il caso non è chiuso.

Il bunker di lusso in montagna

Con “bunker nucleare” si ritiene che Solovey si riferisca a una tentacolare casa di montagna costruita dal colosso energetico Gazprom circa dieci anni fa nel distretto di Ongudaysky della Repubblica dell’Altai, una regione della Siberia al confine con Mongolia, Cina e Kazakistan. Lì alcuni osservatori hanno notato molteplici punti di ventilazione nei terreni che circondano il nascondiglio di montagna e una linea ad alta tensione collegata a una sottostazione ultramoderna da 110 kilovolt, sufficiente per alimentare una piccola città.

I problemi di salute di Putin e il rito sciamanico con il lupo nero

Tra le affermazioni di Solovey che più hanno fatto discutere c’è l’idea che Putin abbia partecipato insieme al ministro della Difesa Shoigu – che ha il controllo militare sulle operazioni in ucraina – a un rituale sciamanico in Siberia. Il rito sarebbe stato descritto nel canale Telegram “General SVR”, di cui Solvey è ritenuto autore. e avrebbe previsto «Il sacrificio di un lupo nero» per migliorare la salute del presidente. Inoltre «Un pezzo di tessuto bianco è stato imbevuto del sangue del lupo e bruciato» poi «Presumibilmente i partecipanti al rito hanno visto un corvo nero nel fumo che girava in cerchio per lungo tempo. Per qualche ragione, questo segno è stato spiegato a Putin come un grande successo».

L’ipotesi di una malattia di Putin è stata fortemente smentita dal Cremlino. Interrogato sulle sue affermazioni Solovey ha detto: «Non uso l’espressione ‘malato terminale’ e non l’ho mai usata. Uso un eufemismo: circostanze personali di forza irresistibile». Il professore ha affermato che Putin in passato soffriva del morbo di Parkinson in fase iniziale e che ha una malattia segreta pericolosa per la vita, ma non ha prodotto prove per le sue affermazioni.

Alcune citazioni “caratterizzanti”

“In Cecenia gli aerei della Russia colpiscono, e continueranno a colpire, soltanto le basi dei terroristi, e così sarà, in qualunque posto questi terroristi si trovino… Continueremo a perseguitare i terroristi dappertutto: se sarà un aeroporto, lo faremo in aeroporto, se – perdonatemi – li beccheremo in gabinetto, li ammazzeremo nel cesso. Basta, non se ne parla più”. (Settembre 1999)

È molto pericoloso incoraggiare le persone a sentirsi “straordinarie”, qualsiasi sia la ragione per cui questo viene detto. Quando chiediamo la benedizione al Signore, non dobbiamo dimenticarci che Dio ci ha creati uguali”. (Settembre 2013, in un suo articolo pubblicato sul New York Times nel quale ha commentato le parole del presidente Obama sull’eccezionalità della nazione americana)

Ad essere onesti devo dire che mi dispiaceva che l’Urss stesse perdendo le sue posizioni in Europa. […] Però capivo che una posizione costruita sulle divisioni e sui muri non poteva durare”. (A proposito della caduta del Muro di Berlino)

“Se io sono un democratico vero? Ma sì che sono democratico. Vero e assoluto. Ma il problema, sapete qual è? Ci sono soltanto io. Altri così nel mondo non esistono. Da quando si è spento Mahatma Gandhi, non c’è più nessuno con cui parlare.” (Nel 2007)

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