MORTO UN PAPA SE NE FA N’ARTRO

Morto un Papa se ne fa n’artro

“Non illudetevi, siete tutti perfettamente sostituibili, per quanto vi sentiate unici” (Massi)

Il popolo romano è un popolo sarcastico e ironico che ha fatto propria la capacità di ironizzare e scherzare su tutto in un modo semiserio che serve a rendere la vita, anche quella turbolenta, un po’ più semplice.

Roma è una città bellissima, famosa nel mondo e la sua antica storia è nota a tutti, quello che non sempre viene notato è la saggezza popolare di chi la città la abita e da secoli ha imparato a sopravvivere nella diversità culturale, nei contrattempi e nelle lotte politiche.

Morto un papa se ne n’artro è uno dei modi di dire romaneschi più conosciuti non solo in Italia ma nel mondo, vediamo quindi cosa vuole dire e da dove deriva.

Questo modo di dire si ricollega facilmente al mondo della chiesa cattolica: a Roma, infatti, vi è il vaticano e il Papa e nei tempi antichi era proprio il Pontefice a governare Roma. Ecco perché i romani, anche nei modi popolari, hanno un profondo legame con la sfera cattolica.

Il Papa è una figura insostituibile e profondamente legata alla spiritualità delle persone; eppure, anche lui è umano e prima o poi cederà il passo al tempo che corre, a Roma quando ciò avveniva e avviene tuttora si attendeva il conclave e poi la fumata bianca di elezione di un nuovo pontefice.

Ecco perché nasce questo modo di dire: quando un Papa moriva i cardinali si riunivano e ne eleggevano un altro quindi se anche una figura così importante era sostituibile poteva sicuramente essere sostituito chiunque.

Ecco da dove nasce questo modo di dire romano che si riferisce con ironia a tutte quelle persone che si ritengono importanti e insostituibili ma che possono, tranquillamente, essere messe da parte senza problemi.

Usato in moltissime sfaccettature diverse morto un papa se ne fa n’artro ha sempre il significato che eliminata una persona dalla propria vita, dal proprio giro d’affari o altro sarà sempre possibile sostituirla e che quindi non bisogna disperarsi.

Questo detto è così noto da essere diventato di uso popolare in tutta Italia: “Morto un papa se ne fa sempre n’artro” per, esempio è la battuta finale di uno dei capolavori della commedia italiana: il Marchese del Grillo di Alberto Sordi e non poteva essere altrimenti che così.

“Diglielo pure tu che d’ammore nun se more, morto un papa se ne fa n’artro, l’importante è non soffrì” (Enea de Alberti)

 

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