‘A MEGLIO PAROLA È CHELLA CA NUN SE DICE

Un proverbio speciale : “‘A meglio parola è chella ca nun se dice”

“Ci vogliono due anni per imparare a parlare e cinquanta per imparare a tacere.” (cit. Ernest Hemingway)

La lingua italiana, con i suoi dialetti regionali, è davvero piena di modi di dire curiosissimi e che possono insegnare davvero tanto sul modo di pensare del nostro Paese e sull’inventiva della saggezza popolare.

Cosa vuol dire il modo di dire napoletano “‘A meglio parola è chella ca nun se dice?”

Scopriamolo insieme perché il viaggio sarà davvero divertente, entreremo nel mondo di Napoli fatto non solo di bellezze storiche e naturali ma anche di cultura e di un modo tanto divertente e saggio di vedere la vita.

Tradotto in italiano può diventare come la miglior parola è quella che non si dice e ci parla di quanto alle volte sia necessario tacere per eliminare problemi, quando ci si trova in condizioni di  palese torto oppure si sta litigando e non si vuole continuare a inasprire i rapporti, per evitare quindi di peggiorare le cose diventa più opportuno non dire più nulla.

Ecco che la saggezza popolare napoletana ci viene incontro in questo e ci avvisa che alle volte è meglio tacere che dire sciocchezze e che quindi ‘a meglio parola è chella ca nun se dice, questo modo di dire ci insegna a pensare prima di parlare e a non proferire parole che non dovrebbero essere dette soprattutto sotto l’influenza della confusione o della rabbia.

“C’è chi ne dice tante e a sproposito e chi invece non parla mai. L’esperienza insegna a pesare ogni parola e ti ricorda anche che una parola detta o non detta al momento giusto può cambiarti la
vita.” (cit Anonimo)

Oltre a questo, il modo di dire ‘a meglio parola è chela ca nun se dice è anche un monito a coloro che parlano in modo non ragionato esprimendo giudizi od opinioni in modo superficiale senza pensare che ciò che dicono possa avere delle conseguenze, con questa accezione il popolo napoletano vuole avvertire tutti che prima di parlare a vanvera bisogna conoscere l’argomento, rispettare l’opinione altrui e stare attenti a non ferire nessuno.

Elaborare e valutare ciò che si ha da dire è sempre importante ed è per questo che siccome non sempre si riesce a farlo la parola migliore che una persona può dire è quella che in verità non dice.

“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.” (cit. Oscar Wilde)

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Consiglio un bel libro appena uscito dell’amico Amedeo Colella che con la consueta simpatia e preparazione ci diletta con ciò che di più piacevole si può fare a Napoli….

“Tutte le cose che ci sono da fare e da vedere a Napoli ogni giorno dell’anno. Le passeggiate da compiere, i luoghi da visitare, le cose da studiare; per celebrare un evento storico, l’inaugurazione di un monumento, una data di nascita o di morte di un napoletano illustre, una première teatrale o cinematografica, un santo da celebrare o un rito laico o religioso che si ripete da anni. Perché il 10 maggio è una data centrale nella storia di Napoli? In che giorno divampano i fucarazzi di Sant’Antonio Abate? Quando nacque la Repubblica Napoletana di Eleonora Pimentel Fonseca? Cosa fare a Napoli per lo struscio del giovedì santo? Quando morì Totò e quanti funerali ebbe? Il pesce d’aprile nasce a Napoli? E cosa accade il 16 dicembre? Tutti i martedì a Napoli avviene un miracolo… dove?”

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