DOVE VA L’ACCENTO 137 views - 22 Novembre 2021 – Pubblicato in: Grammatica – Tags: ,

INTRODUZIONE ALLA GRAMMATICA

La grammatica (ant. gramàtica; dal latino grammatĭca e a sua volta dal greco γραμματική (grammatiké)) è, in linguistica, quel complesso di regole necessarie alla costruzione di frasi, sintagmi e parole di una determinata lingua.Il termine si riferisce anche allo studio di dette regole, che appartengono all’ambito ella fonologia (e fonetica), morfologia, sintassi, semantica e pragmatica.

I linguisti normalmente non intendono per “grammatica” le regole ortografiche, anche se spesso i manuali che si autodefiniscono “grammatiche” includono regole concernenti l’ortografia e la punteggiatura. In certi usi, con grammatica ci si riferisce in particolare alla morfologia e sintassi di una lingua.

ETIMOLOGIA

L’etimologia del termine rivela che esso deriva, attraverso il latino, dal greco grammatiké (sottinteso téchne), ossia “arte (o tecnica) della scrittura”: grammatiké deriva a sua volta da gráphein (“scrivere”), attraverso gramma (“lettera della scrittura”).

La grammatica sanscrita risale a Pāṇini, mentre nel mondo greco la disciplina nacque nel periodo ellenistico ai fini dell’interpretazione dei testi letterari antichi,in particolare nell’ambito delle ricerche linguistiche della scuola stoica.

L’opera grammaticale greca più antica pervenutaci è l’Ars grammatica (Τέχνη Γραμματική), attribuita a Dionisio Trace, alla quale risale la tradizione grammaticale che, attraverso le opere latine e medievali, si è perpetuata fino a tempi recenti.

In questo ginepraio di regole ed usi oggi argomenteremo di :

Accènto s. m. [dal lat. accentus –us, comp. di ad– e cantus «canto».

 

DOVE VA L’ACCENTO

Si dice…

  1. àdulo o adùlo?
  2. àrista o arìsta?
  3. callìfugo o callifùgo?
  4. cìclope o ciclòpe?
  5. èdile o edìle?
  6. èureka o eurèka?

SOLUZIONE

  1. La pronuncia corretta è adùlo(=lodo in modo esagerato qualcuno per compiacerlo), tu adùli, lui adùli, che riprende il verbo latino adùlor, con l’accento sulla u.
  2. I buongustai sanno che l’arista è la schiena del maiale. Deriva, probabilmente, dal greco àristos, cioè “ottimo”, “il migliore”, e indica le parti migliori del maiale: è dunque un grecismo gastronomico portato anticamente a Roma dall’Oriente. La pronuncia corretta è àrista, che mantiene l’accento greco originario sulla a.
  3. Si dice callìfugo, con l’accento sulla i. Per la spiegazione bisogna risalire al latino. La parola callìfugo ( e altre dello stesso tipo, come febbrìfugo, vermìfugo, eccetera) è stata creata modernamente, unendo callo alla terminazione -fugo, che significa “che mette in fuga”, “che elimina”. In latino le parole composte con -fugus non avevano mai l’accento sulla sillaba fu, ma sempre su quella che la precedeva. La stessa cose vale per le parole italiane.
  4. Si dice ciclòpe. Per la mitologia greca il ciclope era un gigante mostruoso con un occhio solo in mezzo alla fronte. Kyklops, il termine greco che lo indicava, descrive perfettamente questa caratteristica: è infatti composto da kyklos(=cerchio) e ops(=occhio), a indicare appunto un essere con un occhio rotondo al centro della fronte. Nel passaggio dal greco al latino si è avuto Cyclòpem, con l’accento sulla o, che spiega la pronuncia dell’italiano.
  5. La pronuncia corretta è edìle, con l’accento sulla i: lo garantisce l’etimologia, che fa derivare questo aggettivo dalla parola latina aedìlem, anch’essa con l’accento sulla i. Nella roma antica l’aedilìs era il magistrato che curava gli edifici pubblici e i templi, i quali in latino erano detti aedes: di qui la forma aedìlis. Oggi la parola edìle è un aggettivo che significa “relativo all’edilizia” (impresa edìle, imprenditore edìle) oppure un nome che significa “lavoratore dell’edilizia”.
  6. Si dice èureka. E’ un’esclamazione che esprime gioia e/o soddisfazione: si usa quando si è risolto, finalmente un problema difficile. Tradizione vuole che questa parola sia stata pronunciata dal grande Archimede quando scoprì un’importantissima legge fisica. Archimede era nato a Siracusa e parlava il greco. come tutti gli abitanti della Sicilia antica, colonia della Grecia. La sua esclamazione (sembra che l’abbia pronunciata davvero!) corrispondeva al nostro: “Trovato!”.

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