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SUPER BOWL: storie e curiosità del più grande spettacolo sportivo del mondo

SUPER BOWL: storie e curiosità del più grande spettacolo sportivo del mondo

Super Bowl 2018

Il Super Bowl LV sarà la 55ª edizione del Super Bowl, la finale del campionato della National Football League. Avrà luogo domenica 7 febbraio 2021 al Raymond James Stadium di TampaFlorida, per decretare il campione della stagione 2020 e vedrà opposti i campioni della NFC, i Tampa Bay Buccaneers, contro quelli della AFC, i Kansas City Chiefs. Sarà la quinta volta che la manifestazione avrà luogo a Tampa e la terza in questo impianto, la prima dal Super Bowl XLIII del 2009. I Buccaneers saranno la prima squadra a giocare il Super Bowl nel proprio stadio. Per la terza volta nella storia la finale si terrà per due anni consecutivi nello stesso Stato, dato che il Super Bowl LIV è stato giocato all’Hard Rock Stadium di Miami.

La gara sarà trasmessa negli Stati Uniti dalla CBS e in Italia su Rai 2.

Ma il Super Bowl è anche parte della storia stessa degli States. Un evento che va anche al di là del puro significato sportivo. Proviamo a coglierne l’essenza passeggiando nei momenti più particolari della sua lunga ed emozionante storia.

La nascita del Super Bowl

Il primo Super Bowl della storia fu disputato nel gennaio del 1967 (anche se questa denominazione venne poi coniata solo l’anno successivo), quando per la prima volta le vincenti delle due conference AFL e NFL si scontrarono per il titolo dopo l’accordo per la fusione tra le due leghe.

Guarda caso anche in quell’occasione uno dei due protagonisti erano i Chiefs di Kansas City, che però riuscirono a portarsi a casa il loro primo (e finora unico) titolo solo qualche anno più tardi, nel 1970.

Solo da quell’anno avvenne ufficialmente la fusione delle due leghe, e dal 1971 il Super Bowl divenne l’ultimo atto della stagione NFL con la sfida tra le vincitrici delle due conference (AFC e NFC).

Super Bowl: record e statistiche

Parlando di record di squadra, in cima a tutti siedono i New England Patriots, dall’alto delle loro 6 vittorie su 11 presenze al Superbowl. Proprio i Patriots del mito Tom Brady sono forse la più grande delusione della stagione in corso, non potendo difendere il titolo in carica dopo l’eliminazione a sorpresa nei play off.

Solo i Pittsburgh Steelers ne hanno saputi mettere in bacheca altrettanti (su 8 finali giocate però), mentre occhio proprio ai San Francisco 49ers che vincendo la finale di quest’anno potrebbero affiancarli in vetta proprio a questa classifica dei maggiori vincitori.

Sempre i San Francisco 49ers detengono anche altri due record di squadra: quello per il maggior numero di punti realizzati in una partita dalle due compagini (contro i San Diego Chargers nel SB ventinove finì 49-26), che è anche la stessa finale per il maggior numero di touchdown totale (10, di cui 7 dei 49ers).

Vedremo anche se quest’anno si riusciranno a superare record come quello della segnatura più veloce, al momento detenuta dai Seattle Seahawks che nel 2014 impiegarono solo 12 secondi prima di sbloccare il punteggio.

O se qualche singolo riuscirà nell’impresa di attaccare qualcuno degli storici numeri di Tom Brady al superbowl. Di certo non quello delle presenze (9 quelli giocati da Brady) o quello di MVP del match (che l’eroe dei Patriots si è portato a casa ben 4 volte). Difficile anche superarlo nel maggior numero di yard passate in una singola finale (505), o in assoluto (2.576). Ma anche nel maggior numero di passaggi in una finale (43) magari consecutivi (16).

Super Bowl: un paio di curiosità

Ma come detto, la storia del Super Bowl supera i confini del semplice evento sportivo e arriva fin nel cuore della società e della cultura americana. Tanto che sono innumerevoli gli aneddoti incredibili capitati durante il Super Bowl in tutti questi anni.

Tra cui anche “misteriose” sparizioni, sfociate poi in veri e propri casi da FBI. A partire dall’ormai famosa “maglietta rubata” a Tom Brady, che proprio il Bureau scoprì poi essere stata presa niente meno che da un reporter messicano che si era intrufolato nello spogliatoio dei Patriots per portarsi a casa il prezioso cimelio.

Meno misterioso ma sempre abbastanza eclatante per la portata dell’evento, è il black out che ha ridotto al buio completo il Super Bowl XLVII, quando a meno di due minuti della seconda metà della finalissima, il Superdome di New Orleans piombò nell’oscurità più totale per 34 lunghissimi minuti.

Ma forse la palma di situazione più assurda, va al Super Bowl XIII con gli Steelers vittoriosi per 35-31 sui Cowboys. Partita pazzesca, certo, ma non è per quello forse che in molti la ricordano. Nello spogliatoio super controllato dei Steelers infatti, un fan riesce a introdursi e come se niente fosse non solo si è fatto una doccia insieme a tutti gli altri giocatori, ma si è rivestito mettendosi davanti all’armadietto di Larry Brown (assente in quella partita) e ha cominciato anche a rispondere alle domande degli stessi giornalisti come un giocatore qualunque. Speriamo non si sia portato a casa anche l’anello degli Steelers!

Half Time Show e le cifre incredibili della pubblicità

Il modo migliore per avere la reale dimensione di quanto il Super Bowl sia l’evento più importante d’America, è guardare l’incredibile esclation dei costi pubblicitari durante il match.

Se sportivamente parlando tutto gira intorno al risultato finale, per l’organizzazione però ha cominciato ad avere sempre più importanza anche tutto quanto è intorno all’evento: dagli spettacolari intermezzi del “Half Time”, ai costi pazzeschi degli spot televisivi (ma anche dei biglietti per lo stadio che hanno raggiunto cifre da capogiro, dai 4.000 dollari fino agli oltre 15.000 dei vari club vip).

Per lo spettacolo di metà partita, si è passati dall’esibizione delle bande collegiali, ai mega show organizzati per i più grandi artisti e rock star del pianeta. In quello spazio hanno cantato praticamente tutti i più grandi: da Michael Jackson (nel 1993) a Diana Ross (1996), dagli U2 (2002) ai Rolling Stones (2006). Passando per le recenti esibizioni di Lady Gaga o Katy Perry. Insomma sempre i più gettonati e affermati artisti internazionali, che oltre alla musica portano spesso anche tutto un seguito di spettacolo (a volte anche eccessivo come capitò a Janet Jakson nel 2004 in un duetto con Timberlake, che “inavvertitamente” le stacco una parte del reggiseno).

Uno spettacolo che però porta anche tanta visibilità ulteriore, che si riflette ed aumenta a dismisura le richieste per gli spazi pubblicitari della trasmissione più seguita al mondo. Se agli inizi degli anni duemila infatti, lo spazio di uno spot di 30 secondi durante il Superbowl costava in media circa 700.000$, nelle ultime stagioni il prezzo è volato a cifre oltre i 5.000.000 di dollari. Che fanno oltre 150 mila dollari ogni secondo di pubblicità.

Certo se lo spettacolo sarà quello offerto per esempio nel 2017 dai Patriots (con la finale forse più incredibile di sempre e un risultato ribaltato da Brady e compagni finiti sotto 21-0 e poi anche 28-3, prima della rimonta a 34-28 finale), allora forse saranno soldi spesi bene.

 

(Fonte bit.ly/2YP0CgV)

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