SUTOR, NE ULTRA CREPIDAM

Sutor, ne ultra crepidam

“Meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio.” (Lincoln)

La lingua italiana ha una strettissima relazione con quella latina ed è per questo che ancora oggi usiamo modi di dire che provengono da questa antica tradizione che ha sempre e comunque qualcosa da insegnarci.

In questo caso ““sutor, ne ultra crepidam”” è davvero interessante perché invita l’uomo ad abbandonare la superbia, questa locuzione latina era, infatti, usata per dissuadere dal parlare tutti coloro che non hanno conoscenza nelle materie e negli argomenti in cui si avventurano.

Questo modo di dire è quindi di grande utilità anche oggi dove tantissime persone tendono a parlare di materie, argomenti e campi in cui non hanno nessuna competenza come a dire che La superbia è figlia dell’ignoranza come afferma un altro modo di dire molto simile.

Dopo aver visto quello che significa, vediamo anche come si traduce e le curiosità che si vi si nascondono: “sutor, ne ultra crepidam” può essere tradotto in italiano come ciabattino, non andare oltre le scarpe e deriva direttamente da una frase latina molto famosa ovvero ne supra crepidam sutor iudicaret ovvero il ciabattino non giudichi più su della scarpa citata da Plinio il Vecchio che nella sua Naturalis Historia l’attribuisce all’artista greco Apelle di Coo e da Valerio Massimo nel Factorum ed Dictorum Memorabilium.

Tutto nasce da un’antica storia che riguarda proprio Apelle, egli era considerato il miglior pittore vivente, un grande artista ed era solito esporre le proprie opere lungo la strada per trarre giovamento dai consigli e un ciabattino aveva corretto la rappresentazione del sandalo di uno dei personaggi rappresentati da Apelle, egli accolta la critica era stato capace di riprodurre un sandalo perfetto seguendo i consigli.

Il giorno dopo insuperbito dalla critica accolta lo stesso ciabattino si mise a criticare le altre opere dell’artista parlando anche del disegno di un ginocchio e proprio il pittore avrebbe detto allora ne supra crepidam sutor iudicaret, da questa sua affermazione nei secoli si affermò questo detto che ci invita tutti tramite l’antica saggezza popolare a occuparci e criticare solo le questioni delle quali siamo esperti.

Divenuto così famoso questo modo di dire ha dato vita anche a una parola inglese ovvero ultracrepidarian, capace di indicare una persona saccente capace di dispensare consigli insipidi e inutili. Questo termine fu usato nel 1819 da William Hazlitt.

“Chi sa non parla, chi parla non sa.” (Lao Tzu)

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