ALZARSI CON LA CUFFIA DI TRAVERSO 17 Maggio 2022 – Posted in: Modi di dire – Tags: , , , , , ,

Alzarsi con la cuffia di traverso

“Basta una giornata storta per trasformare il migliore degli uomini in un folle.” (The Joker, il film)

Il sonno è sempre stato di fondamentale importanza nella vita degli uomini, è nel sonno che troviamo spesso conforto, che ci permette di affrontare le giornate con slancio e soprattutto che ci porta a sognare.

Forse è proprio per questo che abbiamo tantissimi modi di dire che si riferiscono al dormire o allo svegliarsi, oggi ne vedremo uno ovvero “alzarsi con la cuffia di traverso” che è davvero interessante, soprattutto per le persone a cui piace scoprire curiosità interessanti sui modi di dire che ogni giorno usiamo.

Cosa vuol dire davvero “alzarsi con la cuffia di traverso“? E da dove proviene? Vediamolo insieme.

Questo modo di dire è di origine popolare e si rifà al modo di dormire che tanti anni fa avevano gli italiani: la temperatura notturna senza condizionatori, termosifoni al massimo e tutte le nostre migliorie moderne era fredda e piena di spifferi: era per questo che le persone dormivano con la cuffia. Proteggevano la testa dal freddo per non svegliarsi con il mal di testa e per dormire al caldo.

Ecco che improvvisamente, forse, diventa più chiara l’etimologia di alzarsi con la cuffia di traverso, un modo di dire che ha due accezioni principali:

  • Svegliarsi di malumore ed essere irritabili e intrattabili.
  • Svegliarsi e divenire subito di malumore per una serie di incidenti di percorso subito occorsi.

Nel nostro gergo popolare e colorito quindi questo modo di dire indica la condizione di chi si alza e giù dal primo mattino è intrattabile e di malumore ma, da dove deriva la connessione con il modo di dormire dei nostri avi?

Ebbene è presto detto: chi aveva un sonno agitato, popolato da incubi o fastidi notturni si muoveva nel sonno e per forza di cose spostava la cuffia che copriva il capo. Chi si svegliava con la cuffia di traverso probabilmente aveva avuto una terribile nottataccia ed era comprensibile che fosse intrattabile.

Con questo modo di dire si inizia la giornata proprio come dice la legge di Murphy:

Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.” (Arthur Bloch, La legge di Murphy)

 

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