A FEMMENA BONA SI È TENTATA E RESTA ONESTA…

‘A femmena bona si è tentata e resta onesta…nun è stata bona tentata!

“E non mi indurre in tentazioni; posso trovare la strada da sola.” (Rita Mae Brown)

Napoli è una città bellissima, ricca di cultura e di meraviglie naturali che ne fanno una perla unica in tutta Italia ed è anche un luogo dove un mix di culture hanno creato nei secoli un dialetto intraducibile ma che contiene delle espressioni davvero interessanti e curiose! Tutte figlie di una cultura ironica e di una saggezza popolare tipicamente partenopea.

A femmena bona si è tentata e resta onesta… nun è stata bona tentata” è sicuramente tra questi e merita davvero di essere indagato, in italiano questo modo di dire si può tradurre come la bella donna se è stata tentata ed è rimasta onesta (allora) non è stata tentata bene.

Sebbene possa apparire in maniera diversa questo modo di dire non si rivolge specificatamente solo ed unicamente alle donne ma è un’espressione che vuole intendere un concetto davvero più ampio ovvero che qualsiasi persona può cedere alle lusinghe e ha leve che la faranno, di sicuro cedere, e che quindi se è rimasta onesta non è stata tentata nella maniera giusta.

Secondo Oscar Wilde infatti, “Il segreto della felicità è cedere alle tentazioni.” Con un po’ di fatalismo quindi “a femmena bona si è tentata e resta onesta…nun è stata bona tentata” è un modo di dire davvero interessante e che riguarda ognuno di noi, la saggezza popolare partenopea mette in chiaro che non esistono persone prive di macchie e di tentazioni e che tutti possono cedere.

Il detto non vuole certamente assolvere chi cade in tentazione ma mettere in guardia sulle traversie della vita e su chi si vanta di esser rimasto candido nonostante le lusinghe del successo. È quindi un modo ironico e intelligente di motteggiare chi si crede superiore agli altri oppure chi si vanta di avere una donna delicata e inviolabile incapace di compiere adulterio.

A femmena bona si è tenta e resta onesta…nun è stata bona tentata” racchiude in sé non soltanto un’espressione colorita con la quale si apostrofano i giovani sulle proprie fidanzate ma anche un vero e proprio insegnamento di vita.

“È difficile non desiderare la donna d’altri, dato che quelle di nessuno, di solito, sono poco attraenti.” (Enzo Biagi)

 

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