LE FIGURE DEL PRESEPE – CICCI BACCO 18 Dicembre 2023 – Posted in: Lo Sapevi che – Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Cicci Bacco o Ciccibacco

“Ricordati che sei cenere e cenere ritornerai…. ma tra una cenere e l’altra, un buon bicchiere di vino non ha mai fato male a nessuno!” (Proverbio ebraico)

A dicembre, stiamo ogni giorno parlando di una figura che riveste un significato simbolico e significativo all’interno della magia del presepe, per continuare il nostro viaggio oggi parleremo di Cicci Bacco, ha un ruolo importantissimo nella tradizione, anche se molti non lo sanno ed è legato a un dualismo importante con un’altra figura del presepe.

Se pensiamo al presepe non possiamo fare altro che pensare a una tradizione di stampo popolare composta da tantissimi miti e leggende che si intrecciano con la cristianità ed è proprio per questo che rappresenta una valenza simbolica e codificata all’interno di ogni nazione ed è una presenza fissa del Natale.

Ecco perché prima di iniziare l’esplorazione di questo personaggio dobbiamo in modo divertente e curioso approfondire proprio il presepe.

Il presepe

Il termine presepe deriva dal latino antico praesepe e praesepium che tradotti in italiano indicano la mangiatoia e gli animali tipici del momento in cui nacque Gesù.

Il presepe, infatti, nasce come tradizione proprio per rappresentare in modo fedele e codificato il momento in cui nacque Gesù messo al mondo dalla Madonna. Questa tradizione diffusasi in tutto il mondo nasce in Italia nel 1233 ad opera di San Francesco d’Assisi che fu il primo a mettere in scena la natività.

Oggi il presepe è una tradizione popolare composta da tantissime cose sia da cristianesimo che dai miti e le leggende e contiene un pizzico di folklore in grado di dare risalto a questo affascinante sistema.

In Italia tra i presepi più famosi abbiamo proprio quello napoletano e sappiamo che ogni statuina viene preparata e studiata in maniera attenda per adattarsi alla tradizione ma anche per rappresentare alla perfezione il significato codificato al suo interno.

Vediamo, oggi, la figura di Ciccibacco e scopriamo le curiosità che legano questa statuina alla nostra tradizione e il suo importante collegamento con la tradizione.

“L’elemento dionisiaco esprime l’enorme potere delle nostre dimensioni più arcaiche, più primitive. In quanto tali però, queste dimensioni sono le più vicine alla vita, ma la loro forza è talmente grande da suscitare in noi un autentico terrore. Per fronteggiare questa paura siamo allora portati a «trattenerci», a reprimerci” (Aldo Carotenuto)

Chi è Cicci Bacco?

Iniziamo con il dire che questa figura è tipicamente legata al presepio napoletano e si è poi diffusa in tutta Italia. Rappresentato come un uomo florido e in carne, che ride e guida un carretto trainato da buoi e pieno di otri di vino.

“Cicci Bacco ‘ncopp’ â votta, chi ‘o tira e chi ‘o votte, chi ‘o votta ‘int’ â cantina, Cicci Bacco beve ‘o vino”.

Il suo è un posto speciale all’interno del presepe poiché all’interno del Paesaggio occupa tradizionalmente una delle grotte vicino alla Natività oppure un posto fuori dall’osteria. Viene spesso rappresentato circondato da suonatori di flauto e zampognari.

Cicci Bacco anche se ha un nome davvero curioso e divertente è la personificazione del dio pagano Bacco all’interno del presepe e coloro che gli stanno intorno richiamano i culti dionisiaci. Cicci, Ciccio, diminutivo napoletano del nome più diffuso in Campania e nel Sud (Francesco).

Questo personaggio ha una doppia valenza sia ironica che allegorica.

cicci bacco

Quando si parla di ironia è ovvio vedere come mettere un dio antichissimo come Bacco/Dionisio dedito al vino e alle feste in un ambiente sacro sembri stemperare un attimo la tradizione con un pizzico di divertimento e un personaggio incongruo; eppure, serve a ricordarci che il confine tra sacro e profano non è molto grande.

“Il sublime nasce ogniqualvolta il comico e il tragico coincidono. Non appena, cioè, l’apollineo e il dionisiaco si mettono a letto per fare l’amore.” (Luciano De Crescenzo)

Inoltre, questo personaggio quando viene collegato all’oste assume un significato di passaggio, un confine tra bene e male, vita e morte poiché egli richiama gli aspetti del vino e delle libagioni pagani e oscuri mentre l’oste il sacrificio di Gesù e la trasformazione del vino in un elemento sacro del cristianesimo.

“Ho goduto di grande salute fino alla tarda età perché tutti i giorni, da quando mi ricordo, ho consumato una bottiglia di vino, tranne quando non mi sono sentito bene. Allora ho consumato due bottiglie.” (Vescovo di Siviglia)

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