ESTATE DI SAN MARTINO – 11 NOVEMBRE

Estate di San Martino

“L’estate di San Martino, ultima illusione di colore e di vita, sospesa a un filo.” (Diego Valeri)

L’Estate di San Martino è un avvenimento unico della stagione autunnale che si origina diversi secoli fa e che si lega a una leggenda piuttosto particolare e curiosa, cade intorno alla settimana che va dall’11 novembre in avanti, ed è un momento interessante in cui le perturbazioni autunnali sembrano lasciare il posto a un ritorno dell’estate.Questo strano evento ha legato questo periodo dell’anno a leggende e miti di origine cristiana e incuriosito tantissimi scienziati che hanno cercato di darne una spiegazione logica e scientifica.

“Una foschia diffusa, di quelle che distinguono l’estate di san Martino, avviluppava ogni cosa”. (Edgar Allan Poe)

Questa estate viene celebrata non solo da Poe ma anche Carducci (*) nella poesia San Martino, in Novembre di Pascoli e in Estate di San Martino di Pavese.

(*) Testo

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Scopriamo qualcosa in più su questo evento unico: si svolge in concomitanza con i giorni in cui si celebra il Santo ed è da qui che si originano la leggenda: la storia di Martino ci narra che proprio l’11 novembre il frate si imbatté in un uomo nudo, completamente solo, stanco e infreddolito.

L’uomo che poi sarebbe divenuto santo era solo uscito a cavallo dalle porte della città francese di Amiens ma non esitò a prestare soccorso al povero soprattutto perché la giornata era molto fredda e ventosa.

Martino tagliò il proprio cappotto donando metà allo sconosciuto, commosso dal gesto il cielo si aprì, smise di piovere e il sole fece capolino a rendere l’aria più calda e piacevole.

Martino, quella notte stessa, sognò Gesù che gli rivelò di essere lui il povero mendicante al quale aveva prestato soccorso. Per commemorare l’evento ogni anno da quel giorno in poi l’inverno si acquieta per qualche giorno dando spazio al sole e al calore estivo.

Ecco da cosa nasce la famosa estate di San Martino, il giorno dopo grazie alla rivelazione avuta in sogno il nobile soldato Martino da Tours si convertì al cristianesimo, fu battezzato e divenne vescovo.

Da questo periodo dell’anno si origina anche un modo di dire singolare ovvero “fare San Martino”, che vuol dire traslocare oppure cambiare lavoro.

Il perché di questo significato è presto detto: questo era il periodo dell’anno in cui si rinnovavano le concessioni agricole, e quindi quando queste non venivano rinnovate, il fittavolo doveva cambiare luogo di lavoro e traslocare via.

Le curiosità però non finiscono qui l’oca è infatti il piatto che tradizionalmente si cucina durante questa festività religiosa perché si dice che il santo non volendo accettare l’incarico di Vescovo si nascose in una casa di campagna ma furono le oche che spaventate dal suo passare lo fecero scoprire ed egli dovette accettare l’incarico.

“L’Estate di San Martino dura tre giorni e un pochino” è anche un detto popolare italiano.

Il fenomeno viene chiamato Indian Summer in America e ha una spiegazione scientifica che si ricollega all’anticiclone proveniente dalla Spagna che ogni anno con il verificarsi dell’espansione sul Mediterraneo porta alte temperature e un tempo mite. La spiegazione scientifica non toglie nulla alla poeticità dell’evento tanto che oggi esiste una Rock Band Italiana che si fa chiamare proprio così ed è anche il nome del più celebre romanzo di Stifter.

“San Martino ha donato metà del suo mantello ad un povero: così hanno avuto freddo entrambi.” (Jacques Prevert)

L’11 novembre si festeggia anche in talune parti d’Italia la “festa dei cornuti” ed una teoria la lega a San Martino:

Si parla, infatti, di una leggenda che coinvolge lo stesso San Martino. Sembra che il santo avesse una sorella particolarmente bella e desiderata, al punto da costringere lo stesso Martino a caricarla sulle spalle per portarla via dalle grinfie dei corteggiatori. Tuttavia la fanciulla trovava sempre il modo di sfuggire all’occhio vigile del fratello e concedersi a più uomini. Questa storia fa di San Martino un uomo “tradito” in qualche modo e per questo è diventato il protettore dei “cornuti”

Non possiamo non menzionare, infine, la “mitica”filastrocca che ha accompagnato tanti bambini i n questo giorno di scuola:

Testo

Fra’ Martino campanaro
Dormi tu?
Dormi tu?
Suona le campane
Suona le campane
Din, don, dan
Din, don, dan
Fra’ Martino campanaro
Dormi tu?
Dormi tu?
Suona le campane
Suona le campane
Din, don, dan
Din, don, dan
Fra’ Martino campanaro
Dormi tu?
Dormi tu?
Suona le campane
Suona le campane
Din, don, dan
Din, don, dan
Are you sleeping?
Are you sleeping?
Brother John
Brother John
Morning bells are ringing
Morning bells are ringing
Ding, ding, dong
Ding, ding, dong
Are you sleeping?
Are you sleeping?
Brother John
Brother John
Morning bells are ringing
Morning bells are ringing
Ding, ding, dong
Ding, ding, dong
Frère Jacques
Frère Jacques
Dormez-vous?
Dormez-vous?
Sonnez les matines
Sonnez les matines
Ding, daing, dong
Ding, daing, dong
Frère Jacques
Frère Jacques
Frère Jacques
Dormez-vous?
Sonnez les matines
Sonnez les matines
Sonnez les matines
Ding, daing, dong
Ding, daing, dong
Ding, daing, dong
Ding, daing, dong
Ding, daing, dong

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