Anòdino – Una parola curiosa 29 Maggio 2023 – Posted in: Parole – Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Anòdino

“Anòdino e scialbo: due parole che nella nostra lingua vogliono dire la stessa cosa e ci dimostrano inconfutabilmente come siamo facili ad annoiarci” (cit. Anonimo)

Come si legge?

Anòdino (meno corretto anodìno)

La nostra lingua è piena di parole davvero curiose di cui non conosciamo l’origine; studiarle ci apre un vero e proprio mondo ed è per questo che oggi parliamo della parola “Anòdino”.

Pochi la usano ma è facile trovarla scritta nei libri o sentirla nel linguaggio forbito.

Scoprire cosa vogliono dire queste parole ci trasporta non solo un viaggio nel tempo ma ci apre delle porte sulla conoscenza della nostra cultura che non può altro che renderci più ricchi e sicuri di noi stessi.

Etimologia

L’etimologia della parola anòdino è piuttosto complessa: deriva infatti dal lat. tardo anody̆nus, gr. ἀνώδυνος (anṓdynos) «senza dolore», comp. di ἀν- priv. e ὀδύνη «dolore».

Può essere quindi tradotto come “senza dolore”; infatti era un nome dato a un anestetico ma di poca potenza da distinguersi dal laudano e dagli oppiacei.

Nel Medioevo la parola venne usata per indicare una bevanda analcolica a base di erbe, blandamente anestetica ma che principalmente aveva il dovere di rinfrescare il corpo: qualcosa quindi di poco utile e per di più non alcolico.

Proprio per questo nel tempo la parola anòdino ha subito nel linguaggio comune, sempre facile a trarre insegnamenti e motteggi spiritosi dall’osservazione della vita, un’evoluzione a indicare qualcosa di poco utile.

Oggi viene usata per indicare qualcosa di noioso o insignificante, privo di qualsivoglia interesse.

 

Esempi: un individuo anòdino; o che non prende posizione decisa, che non esprime un parere netto: un giudizio anòdinouna risposta anòdina.

Quello che però è davvero interessante è scoprire come la parola si sia trasformata nel nostro vocabolario dall’osservazione empirica della gente del popolo che vedendo in una bevanda analcolica qualcosa di inutile ne ha dedotto che potesse essere usata per indicare qualsiasi cosa di

insignificante o che non avesse un vero e proprio scopo.

“L’essere garbate vuol dire uscire con un uomo poco intelligente, che parla sempre di sé e del proprio lavoro e salutarlo con un sei proprio anodino… tanto non capirà e come un pallone gonfiato si sentirà lusingato” (cit. Anonimo)

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