VECCHIO COME ER CUCCO

Vecchio come er cucco

Una città antica e cosmopolita come Roma avanza sempre ed è sempre in movimento ma ci sono cose come le meraviglie culturali e storiche e il dialetto romanesco che rimangono sempre. Per chi vuole visitare Roma conoscere il modo di parlare di chi vi abita è importante per immergersi davvero all’interno del mondo Romano con tutte le sue sfaccettature e contraddizioni.

Vediamo per questo un modo di dire davvero famoso non solo a Roma e dintorni ma anche in tutta Italia ovvero vecchio “vecchio come er cucco“.Cosa vuol dire questa frase e da dove deriva? Scopriamolo insieme.

Questo modo di dire è giunto a noi e sopravvissuto attraverso i secoli, basti pensare che il primo utilizzo di cui l’Accademia della Crusca italiana abbia conoscenza è del 1500 nei testi di Tommaso Garzoni fino ad arrivare nel 1835-1907 nelle prose del poeta Giosuè Carducci e, qualche anno dopo, negli scritti di Alfredo Panziani, un autore marchigiano molto famoso all’epoca.

In italiano “vecchio come er cucco” si può tradurre come molto vecchio e viene usato dai romani in un’infinità di eccezioni diverse: infatti con questa frase possono indicare persone molto anziane, concetti, idee e frasi oramai non più in voga e che hanno perso la lucentezza della novità e perfino oggetti di ogni tipo considerati troppo vecchi per funzionare o comunque davvero antichi.

È interessante studiare questo modo di dire perché benché se ne conosca perfettamente il significato è ancora in corso un dibattito sulla sua provenienza ci sono alcune versioni che affermano possa derivare da Abacuc, uno dei 12 profeti di Israele, sempre raffigurato nell’iconografia classica come uomo vecchio e con la barba. Lo storpiamento del nome deriverebbe proprio dalla sagacia popolare e dalla nota ironia del popolo italiano.

Altra supposizione a lungo dibattuta è che “vecchio come er cucco” derivi da cuco ovvero un fischietto antico utilizzato come gioco per bambini. Sebbene non se ne conosca l’esatta etimologia non è un bene sentirsi etichettare così a Roma poiché il romano verace ha spesso un fondo di verità, un modo ironico e privo di orpelli di dire la verità a tutti i costi.

 

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