RINO GAETANO E LA SUA BERTA

UN ARTISTA STRAORDINARIO

“La luce discreta spiava e le ombre inventava /mentre sul mare una luna dipinta danzava / chi coglierà il mio fiore bagnato di brina / un principe azzurro o forse io adulta io bambina”. (Sei ottavi, 1977)

Il due giugno di quarantuno anni fa (2 giugno 1981) ci lasciava Rino Gaetano. Si è parlato tanto di questo artista straordinario, scomparso giovanissimo a soli 31 anni; ma poco si è detto del fatto che molte delle sue “canzonette”, probabilmente non sono affatto tali. Un esempio? In un concerto tenuto a Lecce nel 1977, Rino dedicò “e Berta filava” ad Aldo Moro.

L’origine della locuzione

La locuzioneai tempi che Berta filava” è molto antica, venendo dritta dritta dal medioevo; chi vuole può trovarne in rete i riferimenti e i significati.

Ma la “Berta” di cui parla Rino Gaetano, nella sua celebre canzone, non è sicuramente né la Regina Bertada di Laon né altre nobildonne del passato.

Quasi certamente quella del cantautore di Crotone è tutta un’allegoria e la “Berta che filava” nella sua canzone era forse la… Lockheed. Questa industria aeronautica americana fu protagonista negli anni ’70 del secolo scorso di uno dei più grandi casi di corruzione dell’epoca: uno scandalo che riguardò numerosi paesi, dagli Stati Uniti alla Germania, dall’Olanda al Giappone e che ovviamente non risparmiò il Belpaese.

Qui il colosso di Burbank tesseva la sua tela con il mondo politico per convincere all’acquisto dei suoi C-130 militari. In Italia per quello scandalo pagarono Mario Tanassi (PSDI) e Luigi Gui (DC) anche se fin da subito si sospettò che dietro c’era qualcuno di ben più importante; quello che l’agente della Lockheed Ernest Hauser chiamava in codice “Antelope Cobbler”. Chi era “l’antilope”? Chi è stato quel politico così veloce a scansare lo scandalo? Non lo sapremo mai.

Però Rino Gaetano ne “La Berta Filava” cantava che il figlio che nasceva da Berta dopo che questa aveva filato con Mario e con Gino non era né dell’uno né dell’altro. Tradotto: che il frutto della corruzione con la Lockheed (fondata da Robert Gross: ed ecco perché si ritiene che la Berta della canzone sia l’industria aeronautica americana) non era figlio né di Mario (Tanassi) né di Gino (Luigi Gui).

Il padre dello scandalo era un altro. Un “santo”, come cantava Rino, che se la cavava sempre; uno che se andava sul rogo lo faceva vestito d’amianto.

Forse dunque Rino Gaetano dedicò questo brano ad Aldo Moro per dirgli:

“Ehi tu, tu che pensi di essere così in gamba, non lo vedi chi hai a fianco?”

Come è finita, per Rino e per Moro, è storia.

“Cerco in tutte le canzoni / e in un passero sul ramo / uno spunto per la rivoluzione”. (Cerco, 1978)

Ps: Rino Gaetano morì a seguito di un grave incidente stradale in via Nomentana, a Roma. L’auto che conduceva invase la corsia opposta e un camion la colpì in pieno. Trasportato al Policlinico Umberto I, vi giunse già in coma.

L’ospedale non era dotato di un reparto di traumatologia cranica ove effettuare l’intervento di cui il cantautore necessitava. Per questo furono contattati – secondo alcune fonti trasportando fisicamente il paziente, secondo altre telefonicamente – numerosi altri nosocomi della capitale, finché quasi all’alba giunse al Gemelli, dove purtroppo morì attorno alle sei del mattino.

Dieci anni prima di questi tragici eventi era uscita una canzone intitolata “La ballata di Renzo”, in cui si racconta di un ragazzo che muore in circostanze molto simili.

Un suo verso recita infatti così:

«La strada era buia, s’andò al S. Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario; si pregò tutti i santi ma s’andò al S. Giovanni e lì non lo vollero per lo sciopero.»

L’autore? Rino Gaetano.

 

Berta filava (di Rino Gaetano)

Testo
 
“E Berta filava
E filava la lana
La lana e l’amianto
Del vestito del santo
Che andava sul rogo
E mentre bruciava
Urlava e piangeva e la gente diceva
“Anvedi che santo”
“Vestito d’amianto”
E Berta filava
E filava con Mario
E filava con Gino
E nasceva il bambino che non era di Mario
E non era di Gino
E Berta filava
Filava a dritto
E filava di lato e filava, filava e filava la lana
E Berta filava (E filava, filava)
E Berta filava e filava la lana
Filava l’amianto del vestito del santo che andava sul rogo
(Filava, filava)
E mentre bruciava
Urlava e piangeva e la gente diceva
“Anvedi che santo vestito d’amianto” (Filava, filava)
(Filava, filava)
E Berta filava, filava con Mario
Filava con Gino
E nasceva il bambino che urlava e piangeva
E la gente diceva: “Anvedi che santo”
E Berta filava (E filava, filava)
E Berta filava, filava con Gino, filava il bambino
Cullava, cullava, filava l’amianto (E filava, filava)
E Berta filava (E filava, filava)
E Berta filava (E filava, filava)”

 

(Fonte FB Cripto)