PANTHEON – CURIOSITA’

Pantheon: otto curiosità meno note

L’ipotesi della meridiana romana

1. Il numero perfetto

Ventotto. Quando visitate il Pantheon, tenete a mente questo numero. Ventotto sono i meridiani, vale a dire i cassettoni intorno alla cupola, le colonne e i pilastri all’interno della struttura così come le decorazioni. Il numero 28, nell’antichità, simboleggiava la perfezione.

Cinque sono invece i raggi che girano intorno all’oculus che a loro volta contengono i ventotto cassettoni. Questo numero, per i Pitagorici, rimandava a Venere e ai cinque pianeti visibili a occhio nudo. Aggiungendovi la Luna, rappresentata dai ventotto cassettoni che rimandano al ciclo lunare (28 giorni) e il Sole presente nell’oculus, ecco simboleggiati i sette corpi erranti.

Non siete ancora stufi dei numeri? Sappiate, allora, che l’altezza dell’edificio calcolata dall’oculus è uguale al diametro della rotonda.

2. L’oculus e il raggio di sole

L’OCULUS E IL RAGGIO DI SOLE

Si tratta, probabilmente, della curiosità più nota legata al Pantheon, ma l’oculus, dal latino ‘occhio’, ha una forte simbologia legata al sole. Alle 12 del giorno del solstizio d’estate, un raggio di sole penetra attraverso il foro illuminando il portone d’ingresso. Non si tratta di un caso: il Pantheon è stato progettato secoli fa seguendo precisissimi calcoli matematici.

3. Il diavolo e la pigna

La leggenda narra che l’oculus, in principio, fosse coperto da una pigna di bronzo dal valore inestimabile e che il diavolo in persona ‘scoperchiò’ il tetto nel tentativo di sfuggire alla benedizione di Papa Bonifacio IV che, nel 609, trasferì le ossa dei martiri trasformando il tempio pagano nella Chiesa di Santa Maria ad Martyres. Da quel giorno, l’oculo è privo di copertura e la luce del giorno è libera di illuminare il Pantheon.

4. L’ipotesi della meridiana romana

L’ipotesi della meridiana romana

Nel corso dell’ultimo decennio, una teoria di un docente della Nuova Zelanda svelerebbe nuove ipotesi sui complicati giochi di luce all’interno del Pantheon. Tale Robert Hannah asserisce che il Pantheon agirebbe come una meridianaun vero e proprio orologio solare. Secondo la teoria di Hannah, attraverso l’oculus un fascio di luce illuminava l’ingresso nel momento preciso in cui l’imperatore metteva piede nell’edificio, quasi a simboleggiarne il potere divino.

5. Il fantasma di Umberto I

Il fantasma di Umberto I

Anche nel Pantheon le leggende legate ai fantasmi non mancano. In questo caso, pare si tratti di Umberto I di Savoia, la cui tomba si trova proprio all’interno della struttura. La prima apparizione di Umberto risalirebbe al 1930, in una mite notte di primavera, quando si materializzò ad un terrorizzato carabiniere di guardia al Pantheon. In questa occasione, il fantasma sussurrò un messaggio alle orecchie del testimone. Cosa gli fu riferito? Non è dato sapere, perché la guardia si è sempre rifiutata di svelarlo. Quel che è certo, è che abbia lasciato un messaggio di carattere politico. Ai più scettici, il carabiniere mostrò un lembo di camicia bruciata, pare, dal contatto della mano del monarca in un gesto di ringraziamento e commiato.

6. La pioggia di petali

Ogni anno, nel giorno di Pentecoste, il Pantheon si tinge di rosso. Un evento da mozzare il fiato, perché migliaia di petali di rose rosse sono versati a pioggia dall’oculus creando un effetto scenico unico e profondamente suggestivo. Il compito è affidato ai vigili del fuoco e la tradizione è stata ripristinata nel 1995 dopo un lungo periodo di sospensione.

7. La pioggia e il Pantheon

Un mito da sfatare: nonostante l’enorme oculus dal diametro di nove metri, la pioggia non penetra all’interno del Pantheon. Nulla di più falso, perché la pioggia entra ma non allaga il monumento grazie all’ausilio di 22 fori sul pavimento, convesso sui lati e concavo al centro per dare la possibilità all’acqua piovana di defluire senza arrecare danni.

8. L’ape Barberina

Se amate la caccia al tesoro, vi sfido a trovare l’ape Barberina ‘nascosta’ all’interno del Pantheon. Si tratta di una piccola ape, scolpita nella pietra, visibile a occhio nudo ma non in posizione di primo piano. Simbolo della famiglia Barberini e scolpita dal grande Gian Lorenzo Bernini, è il segno lasciato da Papa Urbano VIII Barberini in ricordo del suo lungo pontificato.

Dove si trova l’ape Barberina? Vi lascio alla magia della ricerca, con un piccolo suggerimento: mirate sempre in alto, quando vi guardate intorno.

L’ape Barberina

(Fonte https://www.diariodeigiornidistratti.it/2019/04/26/pantheon-otto-curiosita-meno-note/)