THICH NHAT HANH

Un Monaco con gli attributi: Thich Nhat Hanh

(Hue, Indocina Francese, 11 ottobre 1926 – Hue, Vietnam, 22 gennaio 2022)

“Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole, mi  riconoscerai, e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice”. 

Thich Nhat Hanh è stato uno dei monaci zen più importanti del mondo, appartenente alla scuola di Linji è nato con il nome di Nguyễn Đình Lang e poi conosciuto come Nguyen Xuan Bao.

Questo monaco per aver parlato di pace e di una visione intimista della vita era stato esiliato dal Vietnam suo Paese natale ed era potuto tornare a casa solo 3 anni fa e si è spento all’interno di un  monastero zen.

Tra gli anni Sessanta e Settanta il suo impegno contro la guerra gli aveva inimicato tutte le parti in causa sia gli Stati Uniti d’America che il Vietnam del Nord che quello del Sud, e questo perché abbandonò la solitudine del proprio monastero per recarsi nelle campagne a curare i feriti senza tener conto a quale fazione appartenessero.

Thich Nhat Hanh non si arrese continuò il suo lavoro, parlò pubblicamente per la pace e accettò il proprio destino fu infatti arrestato, torturato e infine mandato in esilio.

Tutto questo però non ha fermato il monaco che ha voluto portare la pace nel mondo come se fosse una missione e ha aperto le porte alla mindfulness occidentale e creato una rete di monasteri buddisti in tutto il mondo chiamati Plum Village con sedi in Francia, Germania, Australia, Thailandia, USA, Hong Kong.

Autore di oltre 130 libri ha cercato di portare la sua filosofia zen e la sua consapevolezza mentale al mondo intero parlando non di isolamento ma di focalizzazione, di concentrazione alle azioni del mondo e quindi a un percorso partecipativo alla propria vita e a quella della comunità

“La meditazione non è una fuga dalla società, ma è un tornare a noi stessi e vedere quello che succede. Una volta che si vede, ci deve essere azione. Con la consapevolezza sappiamo cosa dobbiamo e non dobbiamo fare per aiutare.”

Questa era una delle sue massime più famose capaci di racchiudere in poche righe il suo processo di compartecipazione alla vita di tutti i giorni.

Forte della dottrina dell’impermanenza, il monaco buddista fu un vero e proprio innovatore poiché rivisitò le dottrine orientali legate allo zen riformulandole tenendo conto delle nuove scoperte psicologiche e neuropsicologiche, in relazione con le leggi della chimica e della fisica e mantenendo un confronto serrato di reciproco sostegno e apprendimento con le altre religioni.

Noti sono i suoi scambi con il monaco trappista Thomas Merton che lo considerava un fratello.

Non solo questo, Thich Nhat Hanh aveva fatto del vegetarianismo buddhista una forma di lotta per la salute dell’ambiente dandole una connotazione ecologica, divenendo integralmente vegano voleva portare rispetto nei confronti di tutte le forme di vita senzienti.

Nel 2017 a Hong Kong gli è stata conferita laurea e dottorato Honoris Causa “per i contributi dati per tutta la vita alla promozione della consapevolezza, della pace e della felicità in tutto il mondo.

Pochi sanno che il monaco incontro Martin Luther King durante i suoi viaggi in America e strinse una profonda amicizia con lui tanto che lo stesso King nel 1967 ne caldeggiò la candidatura al Nobel per la Pace.

Thich Nhat Hanh è stato il padre fondatore della Mindfulness e del risveglio della mente dal brusio interiore. Per lui la vita non finiva con la morte ma tutto si trasformava, come la materia ed è per questo che i suoi adepti non si disperano ma ne piangono comunque la dipartita.

“Nel protestare contro una guerra, possiamo credere di essere una persona pacifica, un vero rappresentante della pace, ma questa nostra presunzione non sempre corrisponde alla realtà. Osservando in profondità ci accorgiamo che le radici della guerra sono presenti nel nostro stile di vita privo di consapevolezza. Se noi non siamo in pace, non possiamo fare niente per la pace.”

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