LUCA SERIANNI – IL GRANDE LINGUISTA

Luca Serianni

(Roma, 30 ottobre 1947 – Roma, 21 luglio 2022)

“Luca Serianni è il più autorevole linguista italiano che abbiamo, un maestro unico, che ha rapporti strettissimi con i suoi colleghi ed allievi. Ha formato un cospicuo gruppo di studiosi, alcuni dei quali occupano posizioni di rilievo nel mondo degli studi”. (cit. Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca)

Luca Serianni è stato da molti considerato come uno dei più importanti e autorevoli studiosi della lingua italiana, un docente universitario appassionato e che credeva nell’importanza di formare nuove giovani menti.

Serianni, prima di iniziare a insegnare alla Sapienza aveva già ricoperto il ruolo in diverse università italiane è stato:

  • Vicepresidente della società Dante Alighieri.
  • Socio dell’Accademia della Crusca.
  • Socio dell’Accademia dei Lincei.

Ha scritto e pubblicato moltissimi libri, molti dei quali sono a livello universitario quelli sui quali le generazioni moderne si sono formate. Molto riservato ha sempre tenuto nascosta al pubblico e alla stampa la sua vita privata ed è per questo che non si hanno notizie dei suoi figli e della moglie.

I suoi successi sono molti e tutti conseguiti in campo accademico dove lo studio della lingua italiana non era solo la sua professione ma una vera e propria passione che ha, sempre, cercato di trasmettere alle generazioni successive. Proprio per questo per molti anni ha diretto le riviste: Studi di lessicografia italiana e la rivista Studi linguistici italiani.

Ha curato ed è stato poi coautore insieme al professor Maurizio Trifone di uno dei dizionari più conosciuti nelle scuole italiane e tra gli studiosi di filologia italiana ovvero il Devoto-Oli. Con Pietro Trifone ha curato l’antologia Storia della lingua italiana, uscita in tre volumi.

“Una novità del Cinquecento è la comparsa delle donne tra gli autori letterari: sono aristocratiche come Vittoria Colonna o cortigiane come Gaspara Stampa. La pura imitazione del modello petrarchesco presenta qualche scarto in più nella poesia femminile. Vittoria Colonna, per esempio, ha una componente religiosa molto più forte del consueto. Per quanto riguarda l’età contemporanea, invece, è più difficile individuare uno specifico femminile.”

Il professore Luca Serianni è andato in pensione nel 2017 e da qualche anno stava diradando le proprie uscite pubbliche godendosi il meritato riposo, questo fino al 18 luglio 2022 quando durante una passeggiata ad Ostia è stato investito da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali. Il forte colpo la ha mandato in coma e a nulla è valso il ricovero al San Camillo di Roma dove è deceduto dopo tre giorni.

“Tra i due poli “giusto” / “sbagliato” si situa una zona grigia, in cui il parlante nativo può avere dubbi e incertezze, dipendenti da vari fattori: la sua cultura e il conseguente grado di sicurezza linguistica che ne scaturisce; la sensibilità per fatti di lingua e l’aspirazione al prestigio sociolinguistico; il contesto in cui agisce (le preoccupazioni normative saranno minime nell’ambiente familiare o nei “gruppi di pari”, massime in condizioni formali, per esempio interagendo con un esaminatore o con un superiore gerarchico). 

Questa tripartizione vale in genere per tutte le lingue di cultura, ma le proporzioni tra le tre fasce (agrammaticalità; possibilità di più esecuzioni equipollenti; casi d’incertezza) può variare in misura considerevole. Nel caso dell’italiano, quella che ho chiamato “zona grigia” è alquanto più estesa rispetto alle altre grandi lingue europee, per almeno due ragioni, entrambe notissime. La prima è la minore uniformità, legata alla tardiva affermazione di una lingua comune e alla stratificazione di varianti alternative non sottoposte al filtro della decantazione naturalmente operanti in una lingua parlata da molti secoli. La seconda è l’importanza da sempre attribuita alla codificazione grammaticale dalla tradizione letteraria: in Italia i grammatici hanno avuto più autonomia che altrove e sono pochi gli scrittori e pochissimi gli scriventi i quali abbiano avuto tanta fiducia nella propria forza di parlnti nativi da non sentirsi condizionati da quell’autorità, almeno fino ad anni recenti”. Luca Serianni, Prima lezione di grammatica, Laterza, 2006, p. 42-43

Altamente inquietante un’intervista da lui rilasciata sull’incapacità della maggior parte dei ragazzi italiani di comprendere strutture del discorso più complesse, nonché parole desuete come “desumere” o “esimere”.

Conoscere la propria lingua aiuta a padroneggiare i nostri ragionamenti, ad esprimerci e ad analizzare meglio ciò che viene scritto. Importante dunque lo studio della grammatica, ma ancora di più lo è prendere in mano un libro e leggere.

La lettura rientra in quelli che sono i “bisogni umani fondamentali”.

“Niente è in grado di sostituirla”, nemmeno la televisione: quest’ultima può rimanere sullo sfondo, mentre noi ci occupiamo di altre cose. Ma è “la lettura che richiede una partecipazione attiva, diretta”, ci coinvolge pienamente in lei, allontana qualsiasi altro pensiero dalla nostra mente, ci avvolge senza mezze misure.

Ognuno di noi, aggiunge Serianni, ha un libro del cuore diverso.

Ogni cultura ha parametri diversi con cui valutare le eccellenze, ognuno di noi ha gusti e valori personali che lo guidano nella scelta delle opere e dei testi da apprezzare.

Il suo libro di riferimento è la Commedia dantesca, grazie agli innumerevoli “spunti che essa dona: ogni epoca ritrova tra questi versi significati nuovi”, applicabili alle diverse circostanze della vita.

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