GIORGIO CHIELLINI – KING KONG

Giorgio Chiellini

(Pisa, Italia, 14 agosto 1984)

“Quando avevo ventidue anni ogni partita era un modo per sfogare l’agonismo, era tutta una guerra, una battaglia, perché a quell’età sfogavo in quel modo la tensione e l’adrenalina. Ma più che cattivo ero fastidioso. Ora sono quindici anni che ci sono abituato, ma quando sei all’inizio è tutta una scoperta, e non capisci bene dove indirizzare l’energia, la tensione.”

Giorgio Chiellini è un calciatore italiano, considerato tra i migliori difensori al mondo ha militato nella Juventus come uno degli uomini cardine della squadra ed è stato uno dei veterani della Nazionale Italiana di calcio per tantissimi anni.

Nato a Pisa Giorgio Chiellini si distingue subito per l’atletismo e inizia a giocare a calcio ben presto con il fratello gemello. Man mano che le abilità di Chiellini crescono viene notato da vari club tanto che esordisce davvero giovanissimo nel Livorno in serie C1, in questo periodo il fratello comincia ad occuparsi dei suoi affari fino a divenirne procuratore.

Con la A.S. Livorno Chiellini fa davvero molto bene tanto da essere protagonista della cavalcata che porterà la squadra prima in B e poi in Serie A. Nel 2004 arriva alla consacrazione, viene venduto alla Juventus che lo da in prestito alla Fiorentina, esordisce così con questa maglia nella massima serie a 20 anni. Anche a Firenze si mette davvero in mostra per la sua grinta agonistica tanto è vero che nello stesso anno esordisce anche in nazionale con Marcello Lippi allora C.T. dell’Italia.

Nel 2005 a 21 anni dopo aver lottato l’anno prima per la salvezza della Fiorentina arriva alla Juventus insieme a Fabio Capello, la squadra ha problemi interni e viene coinvolta nell’inchiesta Calciopoli e poi declassata all’ultimo posto ma il giovane Giorgio Chiellini conquista comunque il posto di titolare come terzino sinistro. Nel 2008 è convocato nella Nazionale maggiore dopo aver disputato le partite Under 19 e Under 21. Nel 2010 è  il difensore centrale della Nazionale del Campionato del Mondo 2010.

Pochi vedendo questo giocatore così fisico, alto 190 cm, possono aspettarsi che si sia laureato con 110 e lode in Business Administration e per farlo studiava dopo il lavoro, in trasferta e in ritiro con la squadra e la nazionale. Distante dagli sfarzi di altri giocatori è sposato felicemente e con due figli con la fidanzata conosciuta in giovanissima età.

“Lo studio mi ha aiutato in tutto, nella vita e anche nello sport. Quando ero da solo o ero fidanzato mi allenavo la mattina, tornavo a casa, mi riposavo e poi studiavo un paio d’ore nel pomeriggio. Poi, eventualmente, sotto esame portavo i libri anche in ritiro. Mi servivano a staccare e a non pensare alle pressioni”.

Chiellini è anche un grandissimo appassionato di Basket tanto che ha sempre dichiarato che il suo idolo sportivo è Kobe Bryant, cestista NBA, anzi il giocatore data l’altezza ha dichiarato che in tenera età avrebbe anche virato per il basket se non fosse stato così bravo con il calcio. È testimonial e principale sponsor della Onlus Insuperabili che vuole portare lo sport tra i bambini disabili. Come capitano della Nazionale Italiana e della Juventus si è sempre preso i giovani sulle spalle, arrivando anche a compiere nella foga agonistica atti come il tiro di maglia di Saka, un gesto controverso ma che ha portato alla vittoria degli Azzurri.

Da sempre esulta battendosi il petto e questo perché, come scherzosamente ammette, si sente di somigliare a un gorilla maschio e proprio per questo ha pubblicato un video su Instagram dove è seguito da tantissime persone dove in stile Superquark fa il verso a se stesso.

Il 16 maggio 2022 si è ritirato giocando una grande partita con standing ovation di tutto il pubblico, il contratto lo lega alla Juventus fino al 30 maggio poi quali saranno le sue nuove avventure?

“Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non è vero che ci si annoia. È brutto da dire, ma diventa una specie di droga. Una cosa di cui hai bisogno, perché se uno prova una volta quelle emozioni, poi fa di tutto per tornare a provarle. Almeno, credo succeda questo a quelli che vincono molte volte.”

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