BARBABLÙ – UN SOPRANNOME AZZECCATO

Qui mi preme, invece, raccontare la vera storia del personaggio realmente esistito identificato col nome di Henri Landru e col soprannome di Barbablu.

Leggendo la storia vi accorgerete delle tante affinità con la favola del Barbablu.

Landru nasce a Parigi nel 1869 in una famiglia modesta: sua madre è una casalinga mentre il padre fa il pompiere, dopo aver terminato la scuola, a 17 anni, frequenta un corso di ingegneria e poi si arruola nell’esercito, vi rimarrà 4 anni raggiungendo il grado di tenente.

Dopo aver lasciato l’esercito comincia una relazione con sua cugina, Mademoiselle Remy, che gli darà una figlia, i due si sposeranno poco dopo e Landru troverà lavoro come impiegato.

Proprio durante l’attività lavorativa, però, verrà truffato: il suo truffatore è il datore di lavoro che lo aveva assunto e che scappa con una somma, i suoi risparmi, che Landru gli aveva consegnato per farla investire.

Probabilmente è questo evento che scatena in Landru l’indole criminale e la voglia di rivalsa truffando a sua volta gli altri malcapitati che lo incontreranno sul suo commino.

Landru lascia il lavoro e apre un’attività di compravendita di mobili che serve però da copertura per le sue truffe.

Le truffe

Landru comincia a truffare e le sue vittime preferite sono le più deboli: vedove di mezz’età ed in difficoltà economica.

Le vedove che vivono in condizioni di bisogno, senza un sostentamento in quanto avevano perso il marito (l’unico al tempo che poteva lavorare) si rivolgevano spesso a Landru per vendere i propri mobili e racimolare così qualche soldo.

Landru, nonostante non fosse di bell’aspetto, riusciva a corteggiarle e spesso a farsi consegnare la loro misera pensione che rubava.

Questo stratagemma funziona fino al 1900, quando viene arrestato per la prima volta per truffa, durante i 10 anni successivi entrerà e uscirà dalla prigione, venendo sempre arrestato per truffa, ma rimarrà sposato a sua cugina Remy e insieme avranno 4 figli.

Nel 1908 comincerà a mettere in atto la frode che lo porterà poi ad uccidere.

In quell’anno infatti si trovava a Lille per sostenere un processo per truffa e decide di mettere un annuncio un particolare su un giornale: fingendosi un vedovo benestante andava in cerca di una compagna, possibilmente una vedova (con tanto di dote matrimoniale al seguito o di una buona pensione) con cui passare la vecchiaia.

Con questo annuncio era riuscito a convincere una vedova di 40 anni a farsi consegnare la sua dote di 15.000 franchi, sparendo poi nel nulla, la vedova, una volta accortasi della truffa, si era rivolta alle autorità che avevano rintracciato Landru condannandolo a 3 anni di prigione.

Venne rilasciato poco prima della Prima Guerra Mondiale, dopo aver lasciato la sua famiglia umiliata e senza un soldo, sua madre morì nel 1010, mentre suo padre si suicidò per la vergogna.

Di seguito una foto segnaletica fatta al momento dell’arresto.

Gli omicidi

Nel 1914 pubblica sul giornale questo annuncio: “Vedovo con due figli, 43 anni e con buona rendita e serio cerca vedova scopo matrimonio”.

Con l’inizio della guerra e con le difficoltà economiche causate dalla stessa, non gli fu affatto difficile trovare delle vittime, la prima a cadere nella sua trappola fu la signora Cuchet.

La signora Cuchet incontrò Landru, che le disse di chiamarsi “Diard” e in seguito si trasferì nella sua villa di Chantilly insieme al figlio André, di 16 anni.

La loro relazione ebbe alti e bassi, tanto che la donna chiese aiuto alla sua famiglia, un giorno, mentre Landru non era in casa, perquisirono la sua villa trovando lettere di altre donne.

La signora Cuchet si rifiutò di lasciarlo e insieme a lui decise di cambiare casa.

Dopo il trasferimento Landru aprì un conto corrente con 5.000 franchi e dal gennaio 1915 della donna e di suo figlio non si seppe più niente.

La vittima successiva fu l’argentina Laborde-Line, di cui si persero le tracce una volta trasferitasi da Landru, nel luglio 1915.

Poi fu la volta di Madame Guillin, una vedova di 51 anni di cui si persero le tracce nel 1915, dopo che si trasferì con Landru e di Madame Heon, scomparsa in circostanze simili.

Landru dava ad ogni vittima un nome diverso, tanto da dover segnare in un’agenda i nomi delle vittime con accanto il nome falso che aveva dato loro, per non sbagliarsi.

Un giorno decise di trasferirsi in una villa a Gambais, nella quale fece installare un grande forno, per un po’ uccise più, continuando però a truffare, fino a quando non conobbe la vedova Buisson.

Ci volle un anno e mezzo prima che riuscisse a farla trasferire da lui, dopodiché, nel 1917, anche lei sparì come le altre.

Di seguito un’immagine che lo ritrae in mezzo alle fotografie di alcune delle mogli morte.

L’arresto

Le sue vittime accertate furono almeno 10 donne, un ragazzo e due cani.

Landru faceva di tutto affinché le sue vittime si separassero dalle loro famiglie, poi, dopo averle uccise, scriveva delle lettere al loro posto, avvisando le famiglie che la relazione procedeva a gonfie vele.

Landru venne scoperto quando il figlio della vedova Buisson morì, la famiglia voleva, ovviamente, avvisare la donna della morte di suo figlio, ma non riuscirono a trovarla, sua sorella si rivolse allora alle autorità che mettendo insieme notizie simili e altri indizi cominciarono a capire che la vedova Buisson non era l’unica donna scomparsa in quella zona e con le stesse modalità.

La sorella della signora Buisson, una volta casualmente ebbe a notare il Landru lo seguì e riferì alle autorità il luogo dove si nascondeva, facendo in modo che venne arrestato per l’ennesima volta.

L’uomo venne accusato di omicidio, ma la polizia non aveva alcuna prova: non trovarono infatti alcun corpo, dopo varie ricerche però trovarono la sua agenda, che conteneva tutti i nomi delle sue vittime, tutte donne scomparse dopo essersi trasferite da lui e i suoi nomi falsi.

Inoltre intorno alla sua proprietà trovarono resti bruciati di alcune spille usate negli abiti femminili del tempo.

Queste prove, insieme al comportamento sarcastico e arrogante di Landru, portarono la giuria a condannarlo a morte: venne ghigliottinato nel 1922.

Nel 1969 venne reso pubblico un disegno fatto da Landru stesso e dato al suo avvocato.

Era un disegno della sua cucina, con una scritta in cui affermava di avere ucciso le donne e di averle poi bruciate nel suo grande forno, i resti dei corpi cremati era stati sparsi nel terreno attorno alla sua villa.

Henri Landru e l’opinione pubblica

All’inizio del 1900 il concetto di serial killer non esisteva, gli assassini seriali, almeno quelli noti, non erano affatto comuni, e una vicenda come questa aveva scosso terribilmente la Parigi del dopoguerra.

Landru venne soprannominato Barbablù, proprio come il protagonista della fiaba di Perrault che uccideva le sue mogli.

La sua testa è ora esposta al Museum of Death, in California.

(Fonte bit.ly/2NG0kH9)