TE PORTO A CAVACECIO

Cavacecio

“Annamo, viè co’ mme, te porto a cavacecio” (cit. frase tipica dei papà romani).

Scoprire i termini dialettali italiani è davvero interessante e lo è soprattutto se parliamo di un dialetto così diffuso e conosciuto come quello romano. Scopriamo oggi il significato del termine cavacecio, un’espressione comune del dialetto di Roma e che viene spesso inserita in frasi dialettali.

Ma cosa vuol dire nello specifico?

Significa portare qualcosa o qualcuno in spalla proprio come a cavalcioni; eppure, perché il termine è così differente?

Etimologia

L’etimologia dialettale è incerta e anche i più esperti non sanno fornire delle sicurezze. Si pensa però che la parola possa derivare da una contrazione della frase “a cavalluccio” oppure “a cavallo di un ciuco” ovvero di un asino o un mulo. È davvero interessante scoprire queste cose.

cavacecio

“Er romano se , c’ha er còre grande, pe aiutà n’amico farebbe di tutto, quanno te vole bene te tocca dappertutto, e quanno te serve na mano è sempre pronto a portatte sulle spalle, a cavacecio”.

Ricapitolando insieme il termine cavacecio si usa in frasi dialettali come “mo’ ti porto a cavacecio” e molte altre e si riferisce sia al portare qualcuno o qualcosa sulle spalle sia a caricarselo sulla schiena; in questo caso si afferrano le gambe della persona mentre la sua pancia è a contatto con la schiena del portatore.

Il cavacecio è famoso anche fuori dal raccordo, ne sanno qualcosa i franzosi, quanno nel famoso film, Blanchard disse ar Marchese del Grillo:

“A me la cosa che mi ha impressionato di più, mon amì, è vedere degli uomini che portano sulle spalle un altro uomo come dei somari. Tant’è che il Marchese je rispose: Blanchard, ma quali somari! Intanto il Papa non è un uomo ma il rappresentante di Dio in terra. Ma poi, se Napoleone te chiedesse de portallo a cavacecio, tu che fai non ce lo porti?”

Immergersi nei dialetti è molto curioso perché non solo ci permette di scoprire qualcosa di nuovo e di muoverci con relativa tranquillità ma anche di muoverci in tutta tranquillità conoscendo il dialetto locale.

“Chi ti porta a cavacecio in qualche modo ti sta dimostrando che te vole bene, te stà a dì, che te per lui sei ‘mportante”!  (Domenico De Stefano)

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