LU SCECCU PORTA A PAGGHIA E LU SCECCU SI LA MANCIA

“Lu sceccu porta a pagghia e lu sceccu si la mancia”

In principio fu Esopo, con i suoi animali che parlavano e si comportavano proprio come uomini. E degli uomini avevano pregi e difetti, li raccontavano e li spiegavano metaforicamente. La chiamano antropoformizzazione, dal greco antropos e morfe, ma è più semplice immaginarlo come uno specchio magico che riflette e inverte quello che si trova davanti.

Forse deriva proprio dalle sue favole, pillole di saggezza per bambini e adulti, la tradizione dei proverbi che spiegano la natura umana, raccontando di animali.

Idiomi che il tempo ha conservato e limato. Come un antico detto siciliano che parla della fatica di un asino. “Lu sceccu porta a pagghia e lu sceccu si la mancia”, recita questo modo di dire che, oltre ad essere quasi onomatopeico, è anche costruito con equilibrio certosino, da orafo: soggetto, predicato verbale, complemento, a catena. D’altronde i proverbi sono così: difficile dire di più con meno parole.

Dalla Treccani al P2P

“Lu sceccu porta a pagghia e lu sceccu si la mancia”  si traduce conL’asino porta la paglia e poi se la mangia”. E infatti è arduo definire in modo più sintetico il concetto di egoismo, per il quale la Treccani impiega ben tre righe, una quarantina di parole più i modi di dire. La traduzione dal dialetto siciliano non lascia scampo: se c’è una persona che pensa solo a se stessa, è quella che si comporta proprio come quel “ciuccio” con la sua pagghia, dove per ciuccio si intende quello che il dialetto napoletano dipinge in modo quasi gioioso ed empatico. Anche se poi l’epoca della rete ha ribaltato simbolicamente le cose: uno dei primi software P2P, quindi il contrario di chi tiene tutto per sé, si chiamava proprio eMule e aveva un asinello sorridente come simbolo.

Ma anche in tempi antichi, non è mancato chi ha spezzato una lancia a favore dell’asino:  secondo Eraclito, per esempio, “gli asini preferirebbero la paglia all’oro”.  Non è tutto oro quel che luccica, per stare in tema di saggezza popolare. E infatti quello di Eraclito potrebbe essere un gran bel complimento alla  concreta saggezza di questi animali che troppo spesso sono stati presi come simbolo dell’ignoranza, e non nel senso latino del termine.

Il paradosso di Buridano

Questo proverbio siciliano, in fondo, è anche una citazione colta. Ricorda il tema del famoso asino di Buridano  che dovendo scegliere tra due mucchi di fieno simmetrici ed equidistanti, non riesce a scegliere e muore di fame. Un paradosso che ha acceso la curiosità e i ragionamenti di grandi pensatori e filosofi come Spinoza, Leibniz, Voltaire.

Lo storytelling sull’asino è davvero imponente, antico e pieno di firme illustri: chi meglio di lui, un asino che “porta la pagghia e si la mancia”, in fondo avrebbe potuto sintetizzare le debolezze dell’uomo moderno, spesso in bilico tra condivisioni ed egoismi?

 

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