ROBERTO CALASSO – L’EDITORE DIVENUTO ICONA

Roberto Calasso

(Firenze, il 30 maggio 1941 – Milano, 28 luglio 2021)

Gli dèi abitano là dove sempre hanno abitato. Ma sulla terra si sono perdute certe indicazioni che si possedevano su quei luoghi. O non si sa più ritrovarle in vecchi fogli abbandonati e dispersi.L’editore della casa editrice Adelphi si è spento il 28 luglio a Milano, all’età di 80 anni dopo una lunga malattia. Il saggista e narratore italiano ha visto i suoi libri essere tradotti in 25 lingue e pubblicati in 28 paesi.

Grazie, da parte di tutta la casa editrice, per gli innumerevoli messaggi di vicinanza e affetto. Ci sarebbe molto altro da dire ma in momenti come questi manca la lucidità per farlo, ed è preferibile il silenzio. Questo è l’addio della casa editrice Adelphi su Facebook, in risposta ai tanti messaggi ricevuti dai lettori appassionati della sue opere.

Era conosciuto come l’editore che ha scritto di tutti i miti ed è diventato un’icona lui stesso. Scrittore originalissimo, ha spaziato dalla modernità al pensiero orientale. Il suo scrivere e il suo essere editore erano inevitabilmente un tutt’uno, perché vedeva la casa editrice come un libro: “Che cos’è una casa editrice se non un lungo serpente di pagine?

Era stato tra i primi collaboratori di Adelphi fin dalla sua fondazione, nel lontano 1962. Dopodiché ne era diventato direttore editoriale nel 1971, e consigliere delegato nel 1990 fino a quanto dal 1999 ne divenne anche presidente. Sorprendendo tutti, quando nel 2015 Mondadori ha comprato RCS Libri, Calasso ha acquistato il 58% delle quote che appartenevano al gruppo, divenendo così il principale proprietario di Adelphi.

Un direttore editoriale è di fondamentale importanza all’interno di una casa editrice perché ne influenza la direzione intellettuale, e Roberto Calasso aveva stabilito la sua rotta creando una precisa identità editoriale riconoscibile da tutti i lettori. I libri di Adelphi non sono solamente affini nella grafica e nella copertina, ma per le tematiche, sono in qualche modo affini tra loro.

Il giovane Roberto Calasso ha frequentato il liceo classico Torquato Tasso di Roma e poi si è laureato in letteratura inglese con uno dei massimi anglisti presenti sul territorio, Mario Praz, discutendo una tesi dal titolo I geroglifici di Sir Thomas Browne. Nel 1962, a soli 21 anni, entra a far parte di un piccolo gruppo di persone che, insieme a Roberto Bazlen e Luciano Foà, che aveva appena lasciato Einaudi, sta elaborando il programma di una nuova casa editrice, quella che diventerà poi l’Adelphi.

Ha pubblicato, mentre era a lavoro come editore, libri come La rovina di Kasch nel 1983; il celeberrimo Le nozze di Cadmo e Armonia, nel 1988;  La Folie Baudelaire nel 2008; L’innominabile attuale nel 2017 fino alla sua ultima pubblicazione del 2020 La tavoletta dei destini.

In vita ha ricevuto notevoli riconoscimenti, sia come scrittore che come editore. Roberto Calasso è sposato con Fleur Jaggey, autrice svizzera pubblicata dalla casa editrice di cui lui è presidente e non si sa molto altro su di lui, a parlare restano i suoi scritti, per fortuna.

Il suo romanzo più famoso inizia così: Le nozze di Cadmo e Armonia furono l’ultima occasione in cui gli dèi dell’Olimpo si sedettero a tavola con gli uomini, per una festa. Da questo momento in poi parte un viaggio labirintico, una serie di suggestioni linguisticamente lussuriose su Cadmo che infine dona l’alfabeto ai mortali e con esso la capacità di creare la narrativa: “Le storie non vivono mai solitarie: sono rami di una famiglia, che occorre risalire all’indietro e in avanti.” e le sue storie non avranno mai una fine, resteranno eternamente nei cuori di tutti noi.

 

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