MARIA GAETANA AGNESI

Maria Gaetana Agnesi

(Milano, 16 maggio 1718 – Milano, 9 gennaio 1799)

“L’uomo deve sempre operare per un fine, il cristiano per la gloria di Dio; finora spero che il mio studio sia stato a gloria di Dio, perché giovevole al prossimo, ed unito all’obbedienza, essendo tale anche la volontà e genio di mio Padre: ora, cessando questa, trovo modi e mezzi migliori per servire a Dio e giovare al prossimo”.

Maria Gaetana Agnesi nacque il 16 maggio 1718 a Milano da una famiglia di ceto benestante. Suo padre era Pietro Agnesi, lavorava come professore di matematica all’Università di Bologna. Pietro era un uomo ambizioso e voleva elevare la sua famiglia ai ranghi della nobiltà milanese. A tal fine sposò una nobile, Anna Fortunata Brivio. Alla morte della madre, Maria, la primogenita di una famiglia ormai numerosa, si ritirò dalla vita pubblica e rimase a casa a gestire la famiglia.

Maria mostrò segni di straordinaria intelligenza fin dall’inizio della vita e fu riconosciuta come una bambina prodigio. Sapeva parlare italiano e francese prima ancora di compiere 6 anni. Quando la giovane Maria compì 11 anni, parlava correntemente non solo italiano e francese, ma sapeva anche parlare latino, tedesco, greco, ebraico e spagnolo. Maria era chiamata “l’oratrice dalle sette lingue” ed era una bambina brillante che educava anche i fratelli minori.

Si dice che all’età di 9 anni stupì le sue maestre tenendo un discorso di un’ora in lingua latina parlando del diritto delle donne di ottenere un’istruzione. Ma a 12 anni, Maria fu colpita da una malattia irriconoscibile che i medici attribuirono alla sua vita dedita allo studio e alla lettura eccessivi e quindi le consigliarono di svolgere attività fisica all’aperto, ma questo non cambiò lo stato delle cose e Maria continuò ad avere le convulsioni.

Maria si impegnava molto nell’educazione di fratelli e sorelle, anche di quelli acquisiti dai nuovi matrimoni del padre, ma questa attività le tolse la possibilità di fare quello che voleva, ossia entrare in convento.

Il padre, vista l’erudizione e l’intelligenza della figlia, riuniva gli uomini più dotti di Bologna per ascoltarla parlare di geometria e matematica. Gli incontri venivano anche registrati dal padre, le Propositiones Philosophicae Scritto è infatti un’opera di Pietro Agnesi che fu pubblicata nel 1738: era un resoconto dell’ultima rappresentazione di Maria Gaetana Agnesi: da qui si può notare quanto Maria fosse allo stesso tempo brillante ma anche molto timida e non amava molto essere messa in mostra o invitata a parlare di fronte a un gruppo.

Maria non era neppure una brutta ragazza, anzi, era considerata piuttosto bella dai filosofi del tempo e faceva parte di una famiglia in vista, ma Maria Agnesi non era interessata al matrimonio.

“Le discipline matematiche devono essere ascritte a parti della filosofia, discipline che a buon diritto rivendicano per sé, in confronto alle altre, il nome di scienza, poiché con fondata certezza ci conducono a raggiungere la verità e a contemplarla, della qual cosa niente è più piacevole.”

Maria Agnesi è considerata la prima importante donna matematica dopo Ipazia, vissuta nel V secolo d.C. L’opera più preziosa di Agnesi fu la sua Instituzioni ad uso della gioventù italiana, pubblicata a Milano nel 1748. Questo lavoro completo in due volumi fu una delle migliori introduzioni alle opere di Eulero e copriva l’algebra, l’analisi, il calcolo integrale e differenziale.

La sua discussione su una curva cubica l’ha portata ad essere conosciuta come “Strega di Agnesi”. Papa Benedetto XIV nominò Agnesi professore di matematica all’Università di Bologna nel 1750 dopo che suo padre si ammalò. A seguito della morte del padre, Maria si dedicò alla sua passione, la teologia e passò il tempo ad aiutare i malati anche a casa sua, ormai trasformata in un ospedale improvvisato. Morì il 9 gennaio 1799.

“L’Analisi delle quantità finite, che comunemente chiamasi Algebra Cartesiana, è un metodo, con cui trattando quantità finite si sciolgono i Problemi; cioè da certe quantità, e condizioni date e cognite, si viene in cognizione d’altre incognite, e che si cercano, per mezzo di alcune operazioni, e metodi, che parte a parte mi propongo di spiegare ne’ seguenti Capi”.

 

© copyright 2022 – tutti i diritti sono riservati.