LETIZIA BATTAGLIA – LA FOTOGRAFA DELLA VERITA’

Letizia Battaglia

(Palermo, 5 marzo 1935 – Palermo, 13 aprile 2022)

“Palermo perde una donna straordinaria, un punto di riferimento. Letizia Battaglia era un simbolo internazionalmente riconosciuto nel mondo dell’arte, una bandiera nel cammino di liberazione della città di Palermo dal governo della mafia.” (cit. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo)

Letizia Battaglia è stata una delle più importanti fotografe in Italia e nel mondo intero dopo un’adolescenza curiosa e passata a studiare è l’unica donna fotografa a lavorare con il giornale palermitano l’Ora, inizia qui a 34 anni la sua lunga carriera nel 1969. Nel 1970 si dirige alla volta di Milano e lì si fa un nome collaborando con le maggiori testate dell’epoca.

Dopo solo 4 anni sente il richiamo di casa e di raccontare la verità ed è così che nel 1974 torna a Palermo e crea la propria agenzia ovvero Informazione fotografica. Capendo di trovarsi in una guerra civile che avrebbe contraddistinto il Paese tutto Letizia Battaglia vuole raccontare con le sue foto la verità e comincia a documentare gli anni di Piombo italiani e siciliani nello specifico e diventa anche una nemica dei Corleonesi, uno dei clan più potenti d’Italia.

“La fotografia l’ho vissuta come documento, come interpretazione e come altro ancora. L’ho vissuta come salvezza e come verità. Io sono una persona, non sono una fotografa. Sono una persona che fotografa.” (cit. Letizia Battaglia)

Le sue foto fanno epoca, girano il mondo ed è suo lo scoop che vede Andreotti insieme con gli esattori della Mafia, la famiglia Salvo ed è la prima reporter a documentare l’assassinio di Piersanti Mattarella. Nello stesso anno una sua foto intitolata Bambina con Pallone fa il giro del mondo.

Non solo Mafia ma anche Sicilia e mondo nelle sue foto ne hanno fatto un’icona capace di ricevere nel 1985 il premio Eugene Smith a New York, la prima donna europea a riceverlo. Dirige un laboratorio di fotografia formando molti dei reporter moderni e nel 1992 con la morte di Falcone decide di abbandonare il giornalismo fotografico. Nel 1999 ottiene invece il mother Johnson Achievement for Life.

“Ho fotografato in tutto il mondo, ma fuori da Palermo le foto mi vengono diverse. Qui c’è qualcosa che mi appartiene, o io forse le appartengo. Ho fotografato la cronaca di questa città, io non ho fatto arte, ho fatto un lavoro, duro, anche spietato, per diciannove anni. E nella cronaca c’era di tutto, processioni, partite di calcio, feste dei ricchi. […] Ma a Palermo c’era la mafia, c’erano le vittime della mafia. E io ho fotografato anche quelle. Tante. Troppe da sopportare.” (cit. Letizia Battaglia)

Letizia Battaglia ha esposto in tutto il mondo le sue foto, diretto riviste e nel 2003 si trasferisce a Parigi delusa dal fatto che il mondo la stava emarginando e voleva cancellare la memoria di quello che lei aveva raccontato.

Non riesce a stare lontana da Palermo e nel 2005 torna a casa; nel 2008 fa un cameo in Palermo Shooting di Wim Wenders e nel 2017 apre il Centro Internazionale di Fotografia scuola, galleria d’arte e museo tutto insieme che dirigerà. Su di lei hanno fatto un documentario chiamato Shooting the Mafia di Kim Longinotto regista inglese e compare in diversi documentari che raccontano la storia del nostro Paese.

“Ero la biondina con gli zoccoli, carina, avevo 40 anni ma ne dimostravo di meno. I colleghi non mi stimavano, devo ringraziare il direttore Vittorio Nisticò. Ero una donna che faceva qualcosa fatto sempre dagli uomini.” (cit. Letizia Battaglia)

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