LUPANARE

Lupanare

In Italia abbiamo delle parole davvero interessanti che hanno derivazioni antichissime e che usiamo ogni giorno senza conoscerne le origini. Vediamo insieme allora il significato della parola lupanare e da dove deriva insieme a tantissime curiosità.

Questa parola deriva dal latino Lupanaris derivazione di Lupa nel senso di meretrice (dal latino lupa = prostituta), si può quindi facilmente intuire che quando si parlava di lupanare nell’antica Roma si parlava di un luogo dove le meretrici svolgevano il loro lavoro e oggi il significato originale sopravvissuto fino a noi è esattamente lo stesso.

Interessante anche il termine “allupato” agg. (part. pass. di allupàre) inteso appunto come affamato come un lupo (sessualmente eccitato).

La cosa interessante però è scoprire perché questo luogo di piaceri sessuali avesse assunto questo nome! Tutto deriva dalla Dea Lupa e dalle sue sacerdotesse, i romani veneravano questa antica dea e le sue sacerdotesse all’interno del tempio si concedevano a pagamento ai fedeli per sovvenzionare il luogo sacro.

Queste sacerdotesse venivano chiamate lupe perché ululavano per attirare l’attenzione di tutti gli uomini. Quando i romani sostituirono la dea Lupa con il dio Luperco il nome di lupa divenne sinonimo non più di sacerdotesse ma di normali prostitute ed è proprio per questo che i lupanari si chiamavano così.

A Roma questi luoghi avevano una lanterna rossa appesa fuori e organi maschili scolpiti nella pietra e non vi era nessun tabù esistevano infatti lupanari anche per omosessuali, sebbene ben tollerato questo lavoro era comunque considerato infamante ed è per questo che gli uomini noti tendevano a coprirsi la faccia con una maschera e a camuffarsi la testa con delle parrucche posticce.

Intorno al I secolo d.C. venne perfino introdotto il divieto d’introdurre all’interno di questi luoghi le monete imperiali e furono coniate le tesserae eroticae con le quali era possibile pagare queste donne.

“I lupanari erano autorizzati a condizione che si trovassero fuori delle mura della città e venissero aperti al pubblico dopo calate le tenebre. Tutte le meretrici erano registrate presso gli uffici civici e dovevano indossare la toga invece della stola.” Ci dice lo studioso Bishop.

Gli imperatori romani ben consci del grande potere economico che questo lavoro portava nelle casse dello stato non negarono mai la possibilità di aprire dei lupanari ma anzi misero tasse e fecero in modo che queste donne fossero iscritte nel registro degli edili così che non potessero contrarre matrimonio e cadere in quello che era chiamato l’adulterii crimen.

Il lupanare è anche legato alle origini di Roma, alcuni studiosi infatti pensano che la lupa simbolo di Roma che allattò Romolo e Remo non fosse una vera e propria lupa come raffigurato nelle iscrizioni, ovviamente, ma una madre adottiva una lupa ovvero una prostituta; uno dei lupanari meglio conservati è quello di Pompei, famoso in tutto il mondo.

“Il bordello è l’unica istituzione italiana dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto.” (Indro Montanelli)

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