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BRAGGING

BUSY BRAGGING

Stili di vita, la psicologa Silvia Bellezza: “L’assenza di tempo libero è il nuovo status symbol”

Silvia Bellezza
L’esperta della Columbia Business School: “In passato l’ozio era un privilegio, ora essere molto impegnati significa avere un alto valore sul mercato”
“L’assenza di tempo libero è il nuovo status symbol”: a dirlo è Silvia Bellezza, docente di psicologia del marketing alla Columbia Business School, che sul tema ha pubblicato uno studio sul Journal of Consumer Research.

Perché essere indaffarati è “cool”?

“Sui social media vediamo tanti vantarsi del fatto di avere sempre da fare. Questo è il cosiddetto busy bragging: sembrano lamentele – e per questo non suscitano invidia – ma in realtà sono manifestazioni di orgoglio. L’essere indaffarati è uno status symbol perché segnala agli altri che siamo competenti e molto richiesti”.

Da quando è così?

“Una volta era l’ozio a indicare privilegio: nel 1899 il sociologo Thorstein Veblen scriveva: ‘La palese astensione dal lavoro è il segnale convenzionale di uno status pecuniario superiore’. Oggi è l’opposto perché con il passaggio sempre più marcato all’economia della conoscenza avere molti impegni significa avere un alto valore sul mercato. Gli status symbol tradizionali, dall’orologio di lusso alla barca, hanno il potere di farci sentire membri di un’élite, certo, ma sono pur sempre oggetti esterni. L’essere richiesti, invece, è legato più strettamente alla nostra individualità. E ci dice che valiamo molto. Questo si riflette anche in pubblicità famose come: “Le persone che non hanno tempo, trovano il tempo di leggere il Wall Street Journal“.

A lei cosa risulta dalle sue ricerche?

“Innanzitutto ho notato che le celebrity su Twitter dedicano una parte consistente dei loro messaggi al busy bragging. Poi in un esperimento ho chiesto a un gruppo di soggetti di giudicare lo status sociale di sconosciuti da post sui social media nei quali si dichiaravano più o meno indaffarati. Chi si professava oberato di impegni veniva giudicato di status superiore. Un effetto più marcato nelle società ad alta mobilità sociale, dove il lavorare duro è più associato alla scalata verso il successo”.

(Fonte bit.ly/3DqOvsD)

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