SI A FATICA ERA BONA, L’ORDINAVA U MEDICU

IL LAVORO DURO

In Calabria la gente ha spirito da vendere, è facile al motteggio e ha modi di dire davvero interessanti come “Si a fatica era bona, l’ordinava u medicu”, che si può tradurre più o meno come se il lavoro facesse bene, lo prescriverebbe il medico. L’ironia dietro questo modo di dire è chiara e si basa su profonde radici che arrivano dalla saggezza popolare.

Questo modo di dire infatti è spesso proclamato ad alta voce e vuole essere un monito per tutti coloro che battono la fiacca, che non hanno voglia di lavorare.

Compiendo un giro di significato questo proverbio spiega agli scansafatiche che se il lavoro facesse bene, ovvero se fosse divertente e non stancasse, di certo sarebbe prescritto dal medico, in pratica è un modo di dire che vuole spronare chi lo ascolta a non lamentarsi per la vita dura poiché tutti devono lavorare e che farlo non è divertente per nessuno.

Si a fatica era bona, l’ordinava u medicu”, affonda quindi le sue radici all’interno della saggezza popolare calabrese che non si vince d’animo ma con ironia spiega come non sia sempre facile adempiere ai propri compiti, un qualcosa che dovrebbe farci riflettere, su quelle che sono le basi popolari della nostra cultura per rivalutarle immensamente.

Con un cambio di significato, tale espressione viene esclamato, con stizza, dai lavoratori che stanchi e arrabbiati sono in procinto di abbandonare il proprio compito.

Le due eccezioni in realtà non si scontrano poiché chi lavora ed esclama ad alta voce questo proverbio conosce perfettamente il suo significato principale e spesso si fa forza e continua a lavorare.

Per comprendere meglio l’uso di questo modo di dire possiamo calarci nel cinema italiano d’autore, quello celebrato in tutto il mondo, il film “L’Accattone” è l’opera prima di Pier Paolo Pasolini e anche una splendida metafora di questo detto e questo perché la saggezza in esso contenuta è universale, non conosce confini e può essere applicata non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Il protagonista de L’Accattone pur di non lavorare compie qualsiasi malvagità, sfrutta gli altri in maniera spregiudicata e non ha nessun senso critico verso sé stesso, ebbene nella saggezza popolare calabrese sarebbe stato il perfetto prototipo di scansafatiche al quale un onesto lavoratore avrebbe gridato:

Si a fatica era bona, l’ordinava u medicu”!

 

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