RENATO ZERO – L’ARTISTA POLIEDRICO

L’Artista

(Roma, 30 settembre 1950)

“Io non sono solo un cantante, sono un osservatore e un narratore”.

Da molti viene definita una personalità eclettica, uno dei migliori migliori cantautori del panorama musicale italiano. Ha scritto, nella sua carriera più di 450 canzoni, e ama definirsi non semplicemente un cantante o uno scrittore, piuttosto Renato Zero è un artista.Il suo vero nome è Renato Fiacchini e da giovane era appassionato di cinematografia e televisione, tanto da iniziare a studiare questa materia che però lascia per seguire un’altra delle sue passioni: la musica, la danza, il canto e la recitazione. Sin da subito però, Renato ha preso questa cosa della musica molto sul serio: “la musica non è una velleità, è un impegno anche sociale, anche culturale.”

Sin da giovane inizia a travestirsi e ad esibirsi in piccoli locali della Capitale, ed è qui che assume il nuovo nome Renato Zero: spesso si sentiva ripetere “sei uno zero” e per questo motivo ha cucito addosso questo pseudonimo. Molti ragazzi durante le sue esibizioni lo insultavano pesantemente per il suo travestirsi e il suo modo di cantare e lui decise sin da subito di fare di questo nome la sua forza: “Lo zero viene prima dell’uno” e prima dell’inizio dei suoi concerti i fan spesso contano da cinque fino a uno.

È il 1973 quando porta in giro il suo spettacolo teatrale e musicale dal titolo No! Mamma no!, che è anche il titolo del suo primo 45 giri. È un ragazzo alto e magro con la testa piena di riccioli neri e ama truccarsi e travestirsi impersonando personaggi sensuali e grotteschi allo stesso tempo. Ricorda molto un Bowie all’italiana prima di Bowie, una versione tutta italiana del glam rock.

L’ingresso ufficiale nel mondo della musica avviene nel 1967 con un 45 giri prodotto da Gianni Boncompagni. In questi anni Renato partecipa a programmi tv, pièce teatrali e recita una parte nel Satyricon di Federico Fellini. Gli anni ‘70 sono pronti per lui, per fargli fare il successo musicale che merita questo cantante eccentrico e dalla personalità poliedrica.

La sua è una carriera costellata di successi e approvazioni da parte del pubblico pur essendo sempre stato un personaggio enigmatico e difficilmente decifrabile.

“Ringrazio spesso la diffidenza di molti di voi, che era forse giustificata perché gli alieni in quegli anni sbarcarono sulla Terra. Me ne accorsi io perché ero uno di loro. Ma molti altri hanno dovuto attendere che il progresso facesse in modo che questi alieni poi, che tanto noi aspettavamo chissà da quale pianeta, sono fra noi. Io sono uno di loro e li rappresento modestamente tutti.”

Nel 2020, in occasione dei suoi 70 anni, regala al pubblico Zerosettanta: un progetto di 3 album con 40 pezzi inediti pubblicati il trentesimo giorno di settembre, ottobre e novembre.

Quella di Renato è sempre stata un’esigenza di raccontare, di narrare ed esprimere dei sentimenti che aveva dentro ma soprattutto di raccontare le periferie umane, i marciapiedi, gli ultimi della città e in particolar modo, il diverso. “Non volevo accondiscendere a certe regole. La diversità è disarmante ancora oggi che abbiamo lasciato un’orma sulla Luna” ha dichiarato parlando proprio del suo look stravagante che all’epoca non era ben visto.

Renato è stato un vero rivoluzionario della musica, ha parlato della sessualità delle persone disabili, e del sesso senza amore, donne che si rivelano uomini, e molte altre stranezze e finali a sorpresa.

Per quanto riguarda la sua vita privata, Renato Zero è sempre stato un tipo riservato: ha avuto una relazione con Lucy Morante molto duratura. Lei era la sua agente e manager e si vocifera che i due si sposarono in gran segreto. Nel 2003 ha adottato un figlio, Roberto Anselmi Fiacchini, che lo ha reso nonno di due bambine, Ada e Virginia.

Ha stretto amicizia con Loredana Bertè, ai tempi in cui era fidanzata con il celebre tennista Panatta. Zero racconta di questo episodio: “Quando era fidanzata con Adriano Panatta mi vennero a prendere sotto il balcone del duce a Piazza Venezia; Adriano non mi conosceva e quando sono arrivati e lui ha guardato me, ha detto ‘Non sarà mica lui Renatino?’ e lei ha detto sì”.

La sua sessualità è sempre stata il tratto più ambiguo che ha attratto più il pubblico, almeno fino a quando ha apertamente dichiarato di essere eterosessuale. In ogni caso, è stato uno dei primi a parlare di omosessualità in Italia quando ancora era considerato un tabù.

E tuttavia ancora oggi è valida una cosa che lui stesso disse tempo fa: devi sapere che a Roma c’è un detto che dice “di Renato ce n’è uno, tutti gli altri sò nessuno”, evvai!

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