JIGORO KANO – IL FONDATORE DEL JUDO

Jigoro Kano

(28 ottobre 1860, Mikage – 4 maggio 1938, Mar del Giappone)

“Il vero valore del judo si realizza soltanto nell’animo che intende sviluppare le doti interiori e conquistare un punto di vista più elevato della realtà al fine di autorealizzarsi per essere utile”.

Jigoro Kano nacque nel distretto di Hyogo nella cittadina di Mikage come terzogenito di una famiglia che aveva una produzione di Saké, una bevanda alcolica molto amata in Giappone ottenuta dalla fermentazione del riso. La sua famiglia era quindi molto ricca nonché stimata da tutta la regione proprio per la bravura con cui producevano questa rinomata bevanda, attività che si tramandava ormai da padre in figlio.

Jigoro Kano è però noto per tutt’altro: egli è stato il fondatore del judo, l’arte marziale più popolare al mondo. Ma come ha fatto questo ragazzo di buona famiglia di Hyogo a diventare il padre del judo a livello internazionale? Jigoro era infatti un ragazzino minuto ma molto intelligente, bravo a scuola e spesso preso in giro dai compagni di classe più robusti di lui.

Forse è stata proprio questa una delle prime motivazioni che lo hanno portato a sviluppare l’arte marziale, il tentativo di farsi valere su persone più forti di lui, un tentativo di rivalsa che ha riscritto la storia del mondo delle arti marziali.

“Nei movimenti del Judo la ricerca della fluidità della tecnica non è un mero esercizio di abilità ginnica, ma una vera presa di coscienza della propria forza e di come utilizzarla al meglio per ottenere il massimo risultato con il minor spreco di energia; questo comporta quindi anche l’acquisizione di una sensibilità che permette di affrontare con più serenità le prove della vita, avendo sempre una riserva di energia da cui attingere”.

Kano fondò la prima scuola di judo nel 1882 dopo aver studiato per tanti anni un’altra arte marziale di origine giapponese, il jujitsu. In quel periodo il Giappone si trovava in un momento storico decisivo: stava infatti avvenendo una trasformazione sociale che avrebbe portato dallo stato feudale al periodo militare in cui sarebbe tornato a regnare l’imperatore. In questo periodo il governo cercava di eliminare le antiche arti marziali, ma Kano iniziò a studiare quasi in solitudine pur di continuare per la sua strada.

Kano era un ragazzo determinato e concentrato sul suo obiettivo. Il judo è un’arte meno violenta e pericolosa rispetto al jujitsu, ma allo stesso tempo elegante ed efficace. Il judo porta in sé un alto valore morale attraverso il quale appunto il judo è diventato famoso. Il judo infatti è anche un metodo educativo, uno sport da combattimento che è anche un metodo di difesa personale.

“Non esiste nulla di più grande nel mondo. L’educazione morale di una persona si estende ad altre 10.000. L’educazione di una generazione ne abbraccia altre cento. Non esiste nulla di più piacevole al mondo. Coltivare il talento e migliorare i tuoi simili, un profumo che permane a lungo dopo la morte.” Queste sono le parole di Jigoro Kano che non ha potuto vedere il suo sport essere riconosciuto dal comitato Olimpico nel 1964, ventisei anni dopo la sua morte.

Il judo è un susseguirsi di kata, ossia le tecniche e i movimenti da eseguire, e randori, l’insieme delle tecniche che hanno l’obiettivo di mandare a terra l’avversario ma nel modo più elegante possibile. “Tuttavia, anche se il judo non viene praticato sotto forma di kata e randori, comprendendone il significato chiunque è in grado di vivere un’esistenza che adempia agli scopi del judo stesso. Di conseguenza, credo che esso configuri il comportamento più appropriato per raggiungere gli obiettivi dell’esistenza”.

Il judo va al di là di una tecnica di combattimento, è un modo di intraprendere una via per un’esistenza pacifica, equilibrata, forte. Si tratta di uno stile di vita, di consapevolezza e di tempra, quella che fa affrontare l’esistenza in maniera vincente, così come ha fatto Jigoro Kano. Il maestro compì numerosi viaggi per diffondere il judo nel mondo, visitò anche l’Italia e i centri judoisti creati sulle orme dei suoi insegnamenti, che ancora oggi sono intrisi di saggezza e vanno oltre il semplice sport, ma si intersecano con la vita quotidiana, e per questo ancora oggi lo ringraziamo e lo celebriamo.

“In molti casi i successi e i fallimenti sono determinati dall’aver compiuto o no lo sforzo necessario al momento giusto. Fino a quando sono convinti di aver utilizzato con la massima efficacia la propria energia mentale e fisica, gli uomini non perdono la speranza né soffrono di ansie inopportune”.

© copyright 2021 – tutti i diritti sono riservati.