ABOUBAKAR SOUMAHORO-IL SINDACALISTA ONOREVOLE

L’Onorevole Aboubakar Soumahoro

(Bétroulilié, Costa d’Avorio 6 giugno 1980)

“Abbiamo dovuto lavorare molto per riuscire a prendere la parola in prima persona nei luoghi e negli spazi politici. Per molto tempo, tanti in buona fede hanno ritenuto doveroso prendere la parola al nostro posto. Mi viene da dire che il pensiero di deriva paternalista a volte contamina involontariamente chi è impegnato in difesa dei migranti, che vengono ritenuti incapaci di generare, esprimere e declinare un pensiero politico e una forma di lotta.”

Aboubakar Soumahoro si trasferisce in Italia a 19 anni dalla Costa d’Avorio e nel 2010 si laurea in sociologia alla Federico II di Napoli con la votazione di 110/110 e un lavoro sulla situazione salariale dei migranti in Italia. La sua missione, da sempre, è quella di aiutare il prossimo e di mettersi al servizio delle comunità di migranti che arrivano in Italia.

È tra i fondatori di un’importante coalizione la CISPM ovvero un’organizzazione internazionale per aiutare e supportare coloro che sono senza casa e senza documenti.

Nel 2012 ha effettuato una marcia passando per ben 6 Paesi d’Europa senza documenti e questo per richiedere che vi fosse la libertà di circolazione di tutte le persone e non solo delle merci.

Aboubakar Soumahoro ad oggi è sindacalista, politico e opinionista. Il suo lavoro come sindacalista inizia occupandosi della tutela dei braccianti agricoli e della lotta al caporalato, alle basse retribuzioni e al lavoro quasi schiavista.

Il suo lavoro è stato spesso contestatorio e capace di far risuonare le casse dell’opinione pubblica come quando nel 2020 si è incatenato a Villa Doria Pamphilj, facendo uno sciopero della fame e della sete.

“Il primo punto è semplice, è un principio che non dovrebbe mai essere messo in discussione: -uguale lavoro, uguale salario-. Un lavoro dignitoso e una giusta paga, indipendentemente dalla provenienza geografica dei lavoratori e delle lavoratrici.” 

Pochi sanno che Soumahoro è stato anche al centro di diverse vicissitudini che agli occhi di alcuni politici ne hanno segnato alcune ombre:

  • Nel 2022 alcuni braccianti in polemica con la sua gestione dell’associazione Lega dei Braccianti lo hanno accusato di scarsa trasparenza nella gestione dei conti
    correnti legati ad essa;
  • Dopo che il politico nel 2020 e dopo 17 anni ha lasciato la USB la sua associazione lo ha accusato di non aver usato tutti i fondi raccolti durante la pandemia per i fini prefissati. In questo caso il politico arriva a una conciliazione di 25 mila euro.
  • Alle elezioni politiche del 2022 concorre con Europa Verde che lo candida alla Camera dei Deputati e viene così eletto deputato in Lombardia.

“Il primo ricordo che ho dell’Europa è il freddo che mi trasformava l’alito in fumo. Non mi era mai capitato. Una certa incosciente ingenuità mi guidava in questo viaggio: non conoscevo la situazione politica italiana, ignoravo le condizioni di lavoro dei migranti […] e non sapevo nulla di questioni sindacali. Custodivo solo il senso di giustizia e libertà trasmessomi dai miei genitori.”

Infine, ricordiamo che il neo deputato Soumahoro Aboubakar durante il suo primo, storico, intervento alla Camera, si è alzato in piedi e si è rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni con le seguenti parole, cariche di dignità:

“Signora Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevole Giorgia Meloni. Un cafone di nome Giuseppe Di Vittorio disse in questa stessa aula che “la fame, la fatica e il sudore non hanno colore”. Oggi, da cafone, voglio parlare a nome di chi, fuori di qui e indipendentemente dal colore della pelle, conosce – come me – la fame, la fatica e il sudore. Di chi è precario, sfruttato, dimenticato, umiliato, marginalizzato, reso invisibile e scarto. 
Oggi vogliamo anche parlare a nome di chi – come me – porta su di sé le cicatrici della violenza del razzismo e della discriminazione in base al colore della pelle, alla provenienza geografica, all’orientamento sessuale e alla diversa appartenenza religiosa. Ricordatevi che avete giurato fedeltà alla nostra Carta costituzionale, che è fondata sull’uguaglianza sociale del rispetto dell’ambiente e dei valori dell’anti-razzismo e dell’anti-fascismo. 
Lei, presidente Meloni, dice di provenire dai bassifondi, ma anche io provengo da lì. Le voglio ricordare che italiani si nasce ma anche si diventa”. 
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