ERMETICO

Ermetico

Incomprensibile parola la parola fine, inesplicabile come il principio, imperscrutabile come il mistero, ermetica come la mente di un dio.” (Pietro Nigro) Esistono parole che entrano all’interno del nostro parlare quotidiano e che usiamo senza pensarci eppure contengono storie e curiosità che possono aprire la mente e divertire molto. Ermetico, per esempio, è una parola molto antica che pian piano abbiamo inserito all’interno del nostro gergo comune ma pochi conoscono il mistero affascinante che vi si nasconde dietro: scopriamolo insieme.

Etimologia

Ermetico è una parola coniata nel Medioevo deriva dal greco hermētikós ma giunge a noi dal latino medievale hermeticu(m) e nel significato originale erano così chiamate quelle dottrine scientifiche, filosofiche e religiose molto difficili e oscure, non capibili dai non iniziati al culto del dio Ermete Trimegisto il leggendario inventore dell’alchimia e di una chiusura perfetta capace di non far filtrare nulla.

Ecco che poi per estensione questo aggettivo divenne sinonimo di alchimia e di oscuri segreti non capibili se non dopo attente ricerche di anni ed è per questo che oggi la parola ermetico identifica una chiusura o qualcosa di oscuro e non capibile ai più.

Certamente si è perso un po’ di fascino medievale nell’utilizzo moderno ma ancora possiamo trovarvi gli antichi significati, per esempio:

Ermetico. Come chiusura perfetta che non consente alcun passaggio di fluidi o liquidi deriva dall’insieme di provette di vetro e cristallo dell’alchimia dove vi erano fiale e tubi chiusi perfettamente per non far mescolare i liquidi.
Ermetico. Nel senso di chiuso ed enigmatico si rifà alla dottrina filosofica del Dio dell’Alchimia.

Ecco, l’ermetismo è una cosa che abbiamo individuato, come un fattore un po’ di fuga, nel senso che è facile fare l’ermetico, tanto ho capito io e tu no.” (Lucio Battisti)

Ermetismo

Dalla parola ermetica e della sua estrapolazione antica nascono anche diversi movimenti culturali come l’ermetismo nella poetica e nell’arte dove Giuseppe Ungaretti in Italia è stato uno dei massimi esponenti di questa poesia chiusa e indecifrabile, volutamente complicata.

Mattina: M’illumino/ d’immenso (Ungaretti) dove il poeta voleva descrivere l’incomunicabile violenza del sole che sorge e improvvisamente illumina con la sua luce ogni luogo. Con un collegamento e un parallelismo diretto con la luce paradisiaca di Dante.

Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere.” (Borges)

 

© copyright 2021 – tutti i diritti sono riservati.