ERMAFRODITO o ERMAFRODITA

Esistono alcune parole che utilizziamo molto spesso e che hanno un significato profondo e antico ma di cui non conosciamo le curiosità, per esempio ermafrodito, cosa vuol dire? E da dove deriva la parola? Vediamolo insieme per scoprire tantissime cose interessanti sulla lingua italiana e sulla nostra cultura.

Ermafrodito deriva dal greco antico Ἑρμαφρόδιτος e la parola si lega a un antico mito greco, per l’appunto. Figlio del dio Ermes e della dea Afrodite rappresenta in epoca ellenistica una figura femminile con genitali maschili.

Storia

Secondo il poeta latino Publio Ovidio Nasone Ermafrodito nato dall’unione di due dei sessuali crebbe allattato dalle Naiadi viveva in una grotta sacra in Asia Minore.

Il ragazzo cresciuto volle esplorare il territorio circostante, giunse in un bosco vicino ad Alicarnasso e fu visto dalla bellissima Ninfa Salamace che si innamorò di lui ma venne respinta e così quando il giovane Dio si bagnò all’interno di un ruscello lei gli saltò sopra e si avvinghiò a lui pregando gli Dei di divenire cosa sola con lui e venendo accontentata e così nacque la figura di Ermafrodito una creatura con entrambi i sessi.

Ermafrodito è l’uomo perfetto perché ha le qualità della donna” (Anonimo)

Ermafrodito era venerato a Cipro e nella Grecia Arcaica; secondo alcune ricostruzioni potrebbe rappresentare il simbolo del matrimonio e la sua sacralità dove maschio e femmina si uniscono a diventare una cosa sola.

Secondo la terminologia moderna, Hermaphroditus può essere considerato un ermafrodita contemporaneo (o simultaneo). La figura mitologica di Tiresia, che compare nell’Odissea e nell’Edipo re, può essere invece considerata come un ermafrodita sequenziale (o successivo), essendosi trasformato in donna e ritornato uomo per volere degli dei.

Di questa figura mitologica è stata realizzata anche una bellissima e antica statua realizzata in epoca romana e databile al II secolo d.C., qui il dio giace addormentato e mostra entrambi i caratteri sessuali, i frati che ritrovarono l’antico reperto lo considerarono scandaloso e vollero regalare la statua al cardinale Scipione Borghese sia perché era appassionato collezionista sia perché così l’avrebbero tolta dal convento.

Il cardinale Scipione, nipote del papa Paolo V, la fece trasportare a Porta Pinciana, nella sua dimora privata e commissionò al grandissimo scultore Gina Lorenzo Bernini il suo restauro, egli restaurò il piede sinistro danneggiato e adagiò la statua su un materasso con cuscino, scolpito in marmo di Carrara nel 1619.

La statua ebbe anche altri possessori illustri infatti divenne poi proprietà del principe Camillo Borghese che la donò al cognato Napoleone Bonaparte di cui aveva sposato la sorella Paolina e oggi è conservata e messa in mostra al museo del Louvre.

L'Ermafrodito dormiente, copia romana in marmo del II sec d.C. da originale ellenistico del II sec a.C.

L’Ermafrodito dormiente, copia romana in marmo del II sec d.C. da originale ellenistico del II sec a.C.

Ecco cosa si nasconde dietro Ermafrodito che utilizziamo oggi ed ecco perché vi è sempre qualcosa da imparare studiando l’etimologia antica delle parole che usiamo, è davvero curioso scoprire che il loro significato deriva da antichissime leggende o miti. Oggi si è perso l’antico mito e quando si parla di ermafrodito lo si usa per indicare sia una persona con entrambi i caratteri sessuali oppure come identificazione di una sessualità indefinita e fluida.

“La bisessualità raddoppia immediatamente le tue possibilità per un appuntamento il sabato sera.” (Woody Allen)

Ecco perché oggi Ermafrodito è una parola che individua una persona o un vegetale con entrambi i caratteri sessuali, all’interno della medicina esiste una patologia chiamata ermafroditismo una condizione rarissima e quasi unica. Vediamo di spiegare meglio tale patologia.

Ermafroditismo

L’ermafroditismo o monoicismo è il fenomeno per cui un individuo di una determinata specie (vegetale o animale) può riprodurre, contemporaneamente o successivamente, sia i gameti maschili sia quelli femminili. In alcune specie animali, in particolare gli invertebrati, il fenomeno è comune, talvolta addirittura essenziale per la riproduzione.

Definizioni

L’ermafroditismo viene definito:

  • “istantaneo” o “simultaneo” quando gli individui presentano contemporaneamente gonadi maschili e femminili oppure una sola gonade in grado di produrre sia spermi sia uova (ovotestis)
  • “sequenziale”, talvolta indicato come inversione sessuale, se invece cambiano sesso nel corso della loro vita. Quando un individuo è maschio nella prima parte della vita si parla di proterandrìa (ad es. l’orata), nel caso opposto (come nella donzella) si parla di proteroginìa.

Il monoicismo si contrappone al dioicismo che caratterizza quelle specie dove i genitori sono di sesso separato, fenomeno comune anche nei vertebrati.

Storicamente il termine ermafrodita è stato usato, in modo generico e impreciso, per descrivere individui in particolare nella specie umana che presentano organi genitali (primari e/o secondari) ambigui.

Il termine intersessuale, più ampio, è preferito da questi individui stessi e dalla classe medica. Si può distinguere fra ermafroditismo sufficiente e insufficiente.

Gli organismi ermafroditi sufficienti sono in grado di riprodursi in autonomia, mentre gli insufficienti hanno comunque necessità di interagire con un altro individuo della propria specie per completare la riproduzione (fecondazione incrociata).

Sebbene l’autofecondazione garantisca a ogni individuo la possibilità di riprodursi, l’evoluzione ha favorito l’affermarsi dell’ermafroditismo insufficiente in un gran numero di specie ermafrodite.

Questo perché la fecondazione incrociata permette una migliore variabilità genetica rispetto all’autofecondazione.

L’ermafroditismo nell’essere umano

L’ermafroditismo vero e proprio, nell’essere umano, è descritto come una rara disgenesia gonadica. Più frequenti sono gli pseudo ermafroditismi (maschile e femminile), nonché le alterazioni collegate al sistema endocrino, che possono essere virilizzanti (come nel caso della sindrome adreno-genitale) o, al contrario, dar luogo a una insensibilità agli ormoni maschili (come nella sindrome di Morris) e inibire così lo sviluppo di caratteri sessuali maschili. L’ “ermafroditismo vero e proprio” e gli “pseudoermafroditismi” rientrano nelle anomalie della differenziazione sessuale.Un essere umano ermafrodito, detto anche ermafrodita, può presentare contemporaneamente organi sessuali femminili o maschili ben definiti altrimenti una condizione intermedia fra i due generi sessuali, con uno dei due organi più maturo dell’altro (Fonte Wikipedia).

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