ASTRUSO 23 Marzo 2022 – Posted in: Parole – Tags:

Astruso

“Il concetto astruso è nato per importunare i pensieri semplici.” (Anonimo)

La lingua italiana è piena di parole antiche che vengono oggi usate con significati che ricalcano l’antico, seppur usate nel quotidiano pochi ne conoscono le curiosità e gli aneddoti e la loro origine. Nella nostra lingua, infatti, abbiamo delle parole davvero interessanti che, quando le si ascolta, accendono un campanello di curiosità e tra di esse vi è certamente astruso.

Questa parola può essere letta nei libri, ascoltata nelle conversazioni senza però capirne appieno il significato, vediamo allora insieme cosa vuol dire. Servirà a scoprire un mondo di qualità interessanti riguardanti non solo questa parola ma il nostro modo di trasformare le parole e i verbi.

Astruso deriva dal latino antico abstruso participio passato del verbo abstrudĕre, in italiano può essere tradotto come allontanare o meglio spingere via, nascondere. Già questo è un chiaro indizio di cosa voglia dire la parola anche se non rimanda del tutto la semplice magia che vi è nascosta e che non ci rimanda all’inventiva dei pensatori italiani.

Nei secoli, grazie alla fantasia delle persone il termine è divenuto sinonimo di qualcosa difficile da capire, quando un concetto viene esposti in maniera poco chiara, magari disordinata e in termini astratti si dice che è astruso.

Ecco il vero significato della parola oggi e non è da intendere come di difficile comprensione ma ha un’accezione leggermente più negativa poiché indica un concetto o una spiegazione mal esposti e per questo non del tutto capibili.

Ecco perché quando una conversazione si fa astratta e poco capibile o quando un passaggio di un libro diventa troppo confusionario si usa il termine astruso per identificarlo.

Nei tempi passati astruso era usato anche come sinonimo di recondito e di nascosto proprio a mettere in luce ancor di più il suo potere di complicare e rendere nascoste le verità di una conversazione o di una spiegazione.

“Gli stupidi ammirano e amano tutte le cose che distinguono appena, nascoste da parole astruse, e accettano per vere quelle cose che accarezzano dolcemente l’orecchio e che sono mascherate da un gradevole suono.” (De Rerum Natura)

 

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