CAPPUCCINO

Cappuccino

“Quasi tutti odiano le file. In banca, al supermercato, al bar. Io no. Se volete conoscere la natura umana mettetevi tra un uomo e il suo cappuccino”. (Dexter)

Per tanti di noi la mattina non può iniziare senza un buon cappuccino, che sia di latte oppure di soia, di riso o di mandorla a seconda dei gusti. Ma sappiamo veramente da dove deriva la parola cappuccino? E perché chiamiamo questa bevanda fatta di latte e caffè in questo modo? Forse non tutti sanno che il nome cappuccino deriva dall’italiano, e si mantiene uguale in tutto il mondo. Quindi se andrete in viaggio in Inghilterra o in America non avrete problemi per la prima colazione.

Esistono leggende diverse che tentano di spiegare il perché di questo nome e tutte portano ai frati cappuccini, vediamo quali sono.

La prima ci conduce a Vienna e precisamente al frate cappuccino italiano Marco d’Aviano che sembra abbia inventato lui stesso la miscela di caffè e latte montato e che dal suo saio e dalla sua investitura derivi il nome di questa buonissima bevanda. Il cappuccino venne inviato nel 1683 da papa Innocenzo XI a Vienna con l’obiettivo di portare a una coalizione di potenze europee contro l’impero degli Ottomani, dove il frate presbiteriano avrebbe corretto per la prima volta il caffè troppo forte di un bar viennese con del latte. Da lì in suo onore la nuova bevanda sarebbe stata nominata kapuziner che in tedesco vuol proprio dire cappuccino.

Tra le leggende suggestive ce n’è una che attribuisce l’invenzione di questa bevanda a Franciszek Jerzy Kulczycki, un barista viennese che nel 1685, corresse il forte caffè arabo con latte e miele.

Dopo averlo creato vi avrebbe anche intinto quello che è il lontano antenato del cornetto, la cui forma a mezzaluna ricordava l’impero musulmano.

“Il cappuccino è una disobbedienza mascherata, una contravvenzione alla regola, da sacrestano, perdonabile. I confessionali odorano di cappuccino, perché non c’è prete italiano che non inizi la giornata con una tazza di caffè e latte.” (Raffaella De Santis)

Se ciò non bastasse, un’altra leggenda davvero curiosa intorno a questo nome fa risalire il termine al bianco del latte con intorno il caffè. Il disegno sulla tazza ricorderebbe, infatti, proprio la testa con tonsura dei frati cappuccini e il colore marrone del latte e caffè ricorda in maniera sorprendente il loro saio.

Probabilmente non sapremo mai la verità dietro la nascita di questa parola, tutto quello che possiamo fare è bere un cappuccino mentre ce ne infischiamo allegramente tenendo conto che tutto quello che sappiamo è che il nome è strettamente correlato alla diffusione del caffè in Europa e soprattutto nell’impero austriaco durante gli anni del XVII e XVIII secolo.

“Il mio caffè preferito è il Cap-grande-decaf-soi-screm-can-cioc, nome che va recitato tutto d’un fiato e che significa: cappuccino doppio, decaffeinato, con latte di soia scremato, cannella e cioccolato. Per gli italiani, inventori del cappuccino, questa è, ovviamente, un’eresia.” (Isabel Allende)

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