ELOGIO DELLA BRUTTEZZA

Devi assolutamente conoscere questa storia!!!

 

Avrai sicuramente già visto in giro per il web le foto di questa donna accompagnate dalle parole di cui sopra.

La donna in questione Anis-Al Doleh, una delle mogli preferite dello shah di Persia Nasereddin della dinastia Qajar.

In pochi però sanno che oltre al fatto che centinaia di uomini si uccisero dopo essere stati rifiutati, la principessa in realtà si chiamava Zahra Khanom Tadj es-Saltaneh, ed era amata da tutti perché lottò con tutte le sue forze per i diritti delle donne.

 

La leggenda narra che ci furono ben 145 uomini dell’alta nobiltà a farle da corte e che 13 di loro si suicidarono dopo il suo rifiuto:  la principessa era considerata da molti come un simbolo di perfezione e bellezza per la sua epoca.

Zahra Khanom Tadj es-Saltaneh nata nel 1883, era una donna rivoluzionaria ed appartenente alla dinastia Qajar, famiglia reale persiana; figlia di Nasser al-Din Shah, re di Persia dal 1848 fino al maggio del 1896.

La principessa diventò sposa di Amir Hussein Khan Shoja’-al Saltaneh da cui ebbe quattro figli. Però, dopo alcuni anni divorziò e vi lascio immaginare all’epoca che scalpore ci fu. Ben presto divenne la musa ispiratrice del famoso poeta persiano Aref Qazvini, che per lei scrisse la poesia “Ey Ta”.

Zahra Khanom Tadj es-Saltaneh ha lottato in prima linea per i diritti delle donne e, nel 1910, fu una delle fondatrici di una società per la libertà femminile che prendeva il nome di “Anjoman Horriyyat Nsevan”.

Non fu solo attivista, ma si dedicò anche all’arte, alla pittura e alla scrittura. Infatti la principessa organizzava e a casa sua ogni settimana dei saloni letterali.

Fu una delle prime donne ad abbandonare lo hijab (tipico copricapo) e ad indossare abiti occidentali.

Questa donna fu molto studiata dai ricercatori per comprendere cosa sia riuscita a generare all’epoca.

Oggi tendiamo a criticare e a giudicare dall’apparenza, la verità è che, la bellezza e le cose davvero preziose sono il buon cuore e l’altruismo e questa donna ne aveva sicuramente tanto.

 

(Fonte Web Jordan Bellfort)