I NO-RAD, QUELLI che la RADIO… PROPRIO NO!

Sto invecchiando male. A 58 anni alcune frasi deplorevoli e fasulle sulla Radio che si ripetono frequentemente o ciclicamente riescono a segarmi i nervi per la loro mancanza assoluta di oggettività. Ho raccolto le prime 10 e le ho commentate. Che liberazione!

successo

Non desidero connettere i No-Tav e i No-Vax ai… No-Rad. Ovviamente sono fenomeni diversi. Sulle questioni Tav e Vax siamo nella sensibilità etica e nelle libertà di pensiero delle persone.

Almeno fino a quando la collettività se lo può permettere e il Governo e/o il Parlamento non intervengono nel merito. I No-Rad non sono mossi da etica o da pensiero. No. Solo da pure prese di posizione. Pregiudizi che non fanno male a nessuno, forse solo alla loro intelligenza. La Radio non la ascoltano e però la denigrano, la ritengono morta oppure moribonda. No Radio!

E’ il disprezzo per la Radio. Per carità, ci sta. Però dispiace. Spesso più per le motivazioni talora strampalate che si adducono a sostegno della propria posizione No-Rad. Ci sono alcune frasi ricorrenti che sono un po’ un vinile rotto, un solco che suona di continuo in modo strappato e inconsulto. Sono espressioni spesso interpretate dai No-Rad con una emotività che sfocia nel risentimento. Qui cerco di raccoglierle e metterle in ordine in una Top 10. Sono quelle che ho sentito in 40 anni di Radio. Se ne aveste altre, me le segnalate che le analizziamo insieme?

No-Rad – Posizione nr. 10: “Il 5G ucciderà la Radio. E subito!”

Benvenuto al 5G nella lunga lista dei killer tecnologici della Radio per struttura oppure per servizio che si sono avvicendati negli anni. CD, Internet, iPod, Webcasting, Smartphone, Spotify, In-Car Audio/Radio, Smartspeaker. Ne mancano alcuni. Tutti avrebbero dovuto far soccombere la Radio e con immediatezza. E la Radio invece cresce, con tanto di… “Tiè!”. Potete domandarvi il perché, cari No-Rad? Forse perché la Radio è un servizio pubblico a libero accesso? Perché le persone ne amano le stazioni? E forse perché è una piattaforma che cavalca la tecnologia?

No-Rad – Posizione nr. 9: “La Musica delle Radio è scelta dalla discografia”

Questo è ciò che la discografia vorrebbe! L’industria discografica ha il potere del confinamento digitale, della persuasione sulle “Priorità”, della indicazione delle “Air Date” e qualche elemento di piccola influenza. La musica delle Radio la scegliamo noi Radiofonici. E spesso paghiamo la libertà editoriale dalla discografia anche con piccoli o grandi conflitti, litigi e pure dichiarazioni di guerra reciproca. In realtà la Radio è il cliente e la discografia è il fornitore; paghiamo lauti diritti dal fatturato. Giustamente. Troppi? Cari No-Rad, non siamo in balìa della discografia!

No-Rad – Posizione nr. 8: “Il modello di business della Radio è obsoleto”

Questo è un attacco tipico ma strumentale. Proviene da chi ha interessi nel mondo digitale e/o ha visto nel mercato pubblicitario della Radio un territorio di conquista. Auguri. La Radio è un business di intermediazione tra clienti ascoltatori e clienti pubblicitari. Il costo di mercato della comunicazione spot che media tra clienti e ascolto è variabile per un comunicato di 30 secondi tra circa 0,5 e 2 millesimi di Euro per contatto certificato. E il cliente sa di aver acquisito un gran mezzo di comunicazione di massa, veloce e a target, pure territoriale. Cari No-Rad, ri-auguri…

No-Rad – Posizione nr. 7: “Dai conduttori della Radio solo bla-bla-bla”

Combatto il bla-bla-bla, quello sterile, nelle Radio di cui sono consulente. Ci sono numerosi testimoni che possono poi provare quanto l’abbia combattuto nelle emittenti che ho diretto. Ma sapete una cosa? Difendo il diritto del bla-bla-bla ad esistere in Radio. Conduttori vuoti di idee ma colmi di parole con mille lanci on-air per i social dove li trovi in forma perfetta con i loro “outfit” e con post “centrati”. La Radio deve pur fare del bene e curare qualche malato. Cari No-Rad, col bla-bla-bla non spegnete la Radio, cambiate stazione che c’è tanto di altro.

No-Rad – Posizione nr. 6: “Il destino della Radio è solo via IP”

Fratello nerd, lo sai che la Radio ieri, oggi e domani è stata, è e sarà un servizio “one to many”? Sai che si basa su un modello “broadcast”? Il presupposto è il trasmettitore e i ricevitori. E le case automobilistiche immettono ricevitori ad ogni nuovo veicolo venduto. E ci sono poi quelli che le persone comprano direttamente e volentieri perché non hanno canoni da pagare dopo. E tu vuoi dirmi che non ci sarà più FM e nemmeno il DAB? L’aria della Radio sarà intubata nel Web al 100%? Cari No-Rad, non sognate la Radio solo via IP, non sarà mai il nostro incubo.

No-Rad – Posizione nr. 5: “Le Radio non promuovono tutta la musica”

Il compito della Radio verso il pubblico è anche di offrire esplorazione di mondi musicali. E a questo provvede grazie a numerosi formati. Ci sono emittenti Dance/Rhythmic, Rock, CHR, Vintage, AC e di altri formati ancora. E’ chiaro che l’esplorazione non può essere di tutti i brani disponibili per i segmenti di offerta attivi e non è proprio fisicamente possibile promuovere tutta la musica. Ma quella che si suona, sì! Cari No-Rad, le Radio suonano e promuovono al loro pubblico solo la migliore musica nei loro formati; al resto potete pensarci voi!

No-Rad – Posizione nr. 4: “Spotify ha ucciso la Radio”

La Radio nel corso della pandemia torna agli stessi numeri del 2019. Spiace deludere qualcuno ma la Radio non è affatto morta. Tantomeno per mano di Spotify. E’ vero che questa comunica nei suoi spazi “Spegni la Radio”. Ma non viene seguita da nessuno. E poi lavora sull’auto-ascolto della musica. Un binario parallelo alla Radio sempre esistito, quello della pura fruizione della musica, che oggi dispone di tecnologia migliore. Cari No-Rad, andando solo su Spotify vi perdete i mondi della Radio. Non volete mai aprire le vostre finestre? Allora c’è aria viziata.

No-Rad – Posizione nr. 3: “I giovani non ascoltano più la Radio”

Questa affermazione è talmente falsa che è vero il suo opposto. I non ascoltatori della Radio, come testimoniato dai dati puntualmente amplificati anche da questo blog, sono oltre i 64 anni e nella fascia di scolarità più bassa. Gli ipnotizzati della TV generalista? I giovani 14-17 e 18-24 hanno quote di ascolto superiori alla media. Ciò che è vero è che il tempo di ascolto lo hanno ridotto. Può dipendere certamente da un’offerta editoriale non completa. Cari No-Rad, dateci il tempo di fabbricare una grande Radio Hiphop e una Indie e vi rispondiamo nei fatti anche qui.

No-Rad – Posizione nr. 2: “Tutte le Radio suonano la stessa cosa”

Oggettività? Se guardate lo schema dei formati Radio in Italia vi renderete conto della varietà dell’offerta. Se poi osservate le Format Charts che fotografano ogni settimana le scelte sulla musica corrente per singolo formato, la discussione è chiusa. Dalle radio di Sport, iper-maschili, a quelle Soft/Adult, iper-femminili, dalle Dance/Rhythmic, super-giovani, alle Traditional, super-adulte, l’offerta è ampia e differenziata. Cari No-Rad, se manca il format specifico che dite voi non c’è problema; fatevi la vostra web-radio, poi ce la ascoltiamo e… vi faremo sapere!

No-Rad – Posizione nr. 1: “Le Radio non sono più quelle di una volta”

Stavamo meglio quando stavamo peggio. Il senso è quello. I nostalgici di come si faceva la Radio negli anni ’70 e ’80 rimpiangano la terapia che potevano esercitare su sé stessi davanti al microfono e che ora non hanno più. Con maggiori costi allo specialista. Solo 3 decenni fa non c’erano le grandi Radio Rock (Virgin e Freccia), non c’era Radio 24. E c’era un’offerta caotica, più numerosa ma meno professionale. Il livello complessivo è salito anche se mancano ancora dei guizzi. Cari No-Rad, sappiatelo. E meno male che le Radio non sono più quelle di una volta!

 

(Fonte https://www.astorri.it/i-no-rad-quelli-che-la-radio-proprio-no/)