SPACE ECONOMY 21 Febbraio 2021 – Posted in: Momenti

A cosa serve esplorare lo spazio?

Questa domanda ci viene posta tantissime volte. L’esplorazione dello spazio è fondamentale per la nostra vita!

In termini relativi, le spese per l’esplorazione dello spazio attualmente investite dalle maggiori potenze mondiali non sono poi così elevate, ma questo giustifica la spesa di miliardi di dollari l’anno per mandare sonde su altri pianeti, quando potrebbero essere utilizzati in altri modi?

Appurato che i veri sprechi, decine di volte superiori al denaro speso per l’esplorazione del cosmo sono altri, perché i contribuenti dovrebbero appoggiare il programma spaziale di uno stato, oltre i nobili lati di conoscenza che animano questi esploratori del ventunesimo secolo?

Prima di tutto perché se un giorno dovessimo scoprire un asteroide in rotta di collisione con la Terra, la tecnologia aerospaziale rappresenta la nostra unica possibilità di salvezza in grado di poter deviare in qualche modo il pericoloso masso spaziale.

Su questo punto, forse, i dinosauri, se potessero parlare, sarebbero decisamente molto più convincenti, ma a quanto pare sono stati trattenuti proprio da un grande asteroide schiantatosi sulla Terra, che si è portato via oltre il 60% delle specie viventi.

In realtà, quasi tutto il nostro benessere tecnologico deriva dalle scoperte effettuate in ambito spaziale. Solo nel campo informatico la NASA ha registrato oltre 1600 brevetti nella sua storia.

L’attuale tecnologia informatica non è altri che l’erede dei primi computer che venivano installati a bordo delle sonde e delle missioni lunari.

I pannelli fotovoltaici sono stati utilizzati e sviluppati proprio come sistema di alimentazione delle sonde automatiche già sul finire degli anni 50.

I sistemi di controllo remoto, i navigatori gps, l’equipaggiamento ignifugo dei vigili del fuoco, i sistemi di purificazione dell’acqua, il cibo liofilizzato, alcuni macchinari medici come i termometri a infrarossi e protesi in materiali speciali (il titanio è il materiale spaziale per eccellenza), la tecnologia digitale per le riprese delle immagini, i sistemi di comunicazione radio, la tv satellitare.

Tutta o quasi la nostra tecnologia è direttamente o indirettamente il risultato di pionieristici studi in ambito spaziale.

La ricerca e soprattutto quella aerospaziale, ha una potenza formidabile nel distribuire le numerose scoperte che si succedono a un ritmo impressionante.

Le ricadute per il nostro benessere non conoscono inoltre confini di stato, né religiosi, né razziali; abbracciano equamente tutta l’umanità.

E questo punto di forza della ricerca spaziale è anche il suo tallone d’Achille, perché naturalmente nessun governo può accogliere a braccia aperte l’investimento di denaro i cui guadagni, decine o centinaia di volte superiori, sono però sfruttati indistintamente da tutta la popolazione mondiale.

Ma per quanto i nostri poco lungimiranti governanti cercheranno di arginare la condivisione della conoscenza, limitando o bloccando gli investimenti per la ricerca, nulla potrà fermare la spinta dell’uomo a migliorare se stesso.

La ricerca, come la verità, non può essere fermata. Il progresso, che ci piaccia o no, non potrà essere impedito da nessun politico.

Senza gli investimenti per la ricerca spaziale, non solo saremmo poveri dal punto di vista della conoscenza dell’Universo, ma probabilmente avremmo trascorso le nostre vite cercando di sopravvivere in balia delle severe regole della Natura.

(Fonte bit.ly/3udUMnL)