LE COPPIETTE ROMANE

Le “coppiette” romane: perché si chiamano così?

Street food romano per eccellenza, scopriamo tutto sulle coppiette romane, prima di cavallo, oggi di maiale

Una tradizione antica, un cibo che i soldati mangiavano in guerra e che, probabilmente, esiste sin dai tempi degli antichi romani. Che sia stata proprio la prima forma di street food romano? Chissà.Fatto sta che le coppiette sono arrivate fino a noi e, nel 2021, ci fanno ancora impazzire.Da mangiare rigorosamente con le mani, perché strapparle a morsi ha tutto un altro gusto (anche perché solo i denti riescono a tagliarle). Sono saporite, buone, una tira l’altra e si contano davvero sulla punta delle dita coloro a cui le coppiette non piacciono.

Coppiette: di maiale? Di cavallo? E perché si chiamano così?

Tante sono – ancora oggi – le domande che tanti romani si pongono sulle coppiette.  E’ vero: un tempo le coppiette venivano preparate con la carne di cavallo, facendola essiccare. Oggi, però, le coppiette che si mangiano in fraschetta o che si comprano al mercato e nelle migliori gastronomie e salumerie della Capitale sono di suino.

E il perché di questo nome? Le coppie di innamorati non c’entrano nulla, tantomeno le striscioline di carne vanno mangiate due a due. Le coppiette si chiamano così per la loro preparazione: la carne, infatti, viene legata in coppia con uno spago e lasciata essiccare a lungo (circa due mesi).

Un’accoppiata vincente però esiste, un abbinamento che – come si dice a Roma – è la morte sua: le coppiette vanno accompagnate sempre e solo da un buon vino rosso. Guai a mangiarle con l’acqua.

(Fonte bit.ly/3w52Xnc)