ANTONIO CONTE – CURIOSITÀ

Antonio Conte: le «2 mogli», Crozza, i capelli, il tamburello, King Kong. 10 curiosità sul tecnico dell’Inter campione

Vincente e esigente sul campo, con un’immagine spesso «dura», l’allenatore del 19° scudetto nerazzurro possiede un lato sorridente nella vita privata.

Da quando fu pagato 8 palloni dal Lecce alle liti con tutti, dal matrimonio alla svolta social, ecco il ritratto dell’«altro» Antonio

Nel nome di Trapattoni

Trionfo atteso 11 anni, lo scudetto dell’Inter è arrivato con Antonio Conte in panchina. Il tecnico è alla sua seconda stagione in nerazzurro, dopo il secondo posto a un punto dalla Juventus dello scorso campionato, e il successo lo lancia nella Top Five degli allenatori più vincenti in serie A. Infatti, con quello vinto domenica 2 maggio, Conte è salito a quota quattro scudetti in carriera (tre con la Juventus e uno appunto con i nerazzurri), oltre alla Premier con il Chelsea.

In questa classifica al primo posto c’è Giovanni Trapattoni (il modello al quale Conte si ispira apertamente) a quota 7, seguito da Massimiliano Allegri (6), Marcello Lippi e Fabio Capello (5) e Carlo Carcano e Antonio Conte (4). Inoltre, l’allenatore salentino con una percentuale di vittorie del 68% è il miglior allenatore dell’Inter con almeno 25 panchine in A.

Anche meglio di José Mourinho, secondo al 63%. Ma se di Conte sappiamo ormai tutto come tecnico, chi è, nel privato, l’allenatore dell’Inter? Ecco alcune storie, più o meno segrete, dell’«altro» Conte.

Articolo Img

La fermezza di papà e il rapporto col fratello Gianluca

Nato a Lecce il 31 luglio 1969, Conte inizia a giocare nella Juventina Lecce. Il suo primo tecnico è stato proprio il padre, Cosimino, che gli urlava contro, anche quando era il compagno ad aver intasato la doccia: «Era severo solo con me, voleva far vedere agli altri che non avevo favoritismi», ha raccontato spesso l’allenatore dell’Inter.

Ad aspettarlo a casa c’era mamma Ada. Inoltre, Conte ha un fratello al quale è molto legato, Gianluca. Ex difensore, ha debuttato anche in A nel 1989 con il Lecce di Carlo Mazzone, è presenza fissa dello staff di Antonio. Il ruolo? Si occupa dell’analisi delle partite.

Insomma, è il terzo occhio (quello più importante) del fratello. Infine, pochi vizi fin da ragazzino per Antonio: il cinema solo una volta, con la zia, a vedere «King Kong».

Articolo Img

Pagato con 8 palloni (3 sgonfi)

Dalla Juventina Lecce è passato al Lecce all’età di 13 anni. Quando il club pugliese ha deciso di acquistare il cartellino di Antonio – era l’inizio degli anni 80 – lo ha potuto fare dando in cambio semplicemente otto palloni (di cui tre sgonfi, ha rivelato in seguito Conte) e 200 mila lire (poco più di 100 euro). In prima squadra ci resta dal 1985 al novembre 1991, totalizzando 99 presenze e un gol.

Per poi passare alla Juventus e chiudere la carriera nel 2004 con 419 presenze e 44 reti, 5 scudetti, 4 Supercoppe italiana, 1 Coppa Italia, 1 Champions e 1 Coppa Uefa.

Articolo Img

I 10 in pagella e l’Isef

Conte era attento ai dettagli anche da giovane studente. Spinto dal padre Cosimino a pensare prima alla scuola che al calcio, Conte aveva tantissimi 10 in pagella.

Si è diplomato all’Isef e sua madre Ada è convinta che, se non avesse fatto il calciatore, si sarebbe dedicato a insegnare educazione fisica.

Peccato per quel tema alle elementari dove definiva le sedute della crociera «comodose», da un vecchio spot della Fiat Uno.

Articolo Img

Le «due mogli» (Pirlo dixit)

Antonio Conte è sposato dal 2013 con Elisabetta Muscarello, ma sull’argomento è celebre una frase di Andrea Pirlo, allenato proprio dal nerazzurro ai tempi juventini (dal 2012 al 2014): «Conte è una bestia con due mogli: la sua e il calcio».

E ancora: «Nel suo mondo il calcio è tutto, è capace di stare una notte interna incollato alla tv a studiare il suo prossimo avversario». A dimostrazione di quanto l’ex c.t. sia attento ai dettagli per avvicinarsi sempre di più alla perfezione.

Articolo Img

Chi è la moglie vera

Antonio Conte è un uomo molto riservato, soprattutto nella sua vita privata. Con la moglie Elisabetta si sono conosciuti giovanissimi – lui aveva 22 anni e lei appena 15 – quando Antonio si è trasferito a Torino per giocare con la Juventus.

Elisabetta era la figlia dei suoi vicini di casa. Nel 2007 è nata la loro unica figlia, Vittoria, e alcuni anni dopo è stata proprio lei ad accompagnare i suoi genitori all’altare.

Antonio ed Elisabetta si sono sposati il 10 giugno 2013. Come il marito, anche la moglie è restia ad apparire in pubblico e sui social.

Articolo Img

«Il look è importante»

Tra le battaglie personali vinte da Antonio Conte, c’è pure quella contro la calvizie che l’ha tormentato sul finire della carriera da calciatore. Adesso, anche se sulla questione era preso di mira dai suoi detrattori, può sfoggiare una bella chioma.

Lui non ha mai rilasciato dichiarazioni ufficiali sui dettagli, ma a «Le Iene» confessò: «Il look, soprattutto per un calciatore, è importante.

Oggi viviamo nella società dell’immagine e non tenerne conto è un grave errore, a mio parere.

Vede, io sono stato mezzo pelato, tutto pelato e adesso ho i miei capelli nuovi con i quali convivo bene, anzi benissimo».

Articolo Img

Crozza e l’imitazione «agghiaggiande»

Il suo celebre «agghiacciante» – espressione utilizzata nel corso di una conferenza stampa del 23 agosto 2012 nella quale si difese sulla vicenda calcioscommesse (era stato squalificato quattro mesi per omessa denuncia) – sul web è diventato un tormentone. E il comico Maurizio Crozza ne ha fatto una delle sue imitazioni più riuscite.

Articolo Img

La lite sul tamburello

Nel dicembre 2013 la Federazione Italiana Tamburello non aveva preso bene le dichiarazioni di Antonio Conte, che aveva paragonato una partita di Istanbul tra Juventus e Galatasaray a un match di tamburello.

Nell’occasione la Federazione aveva invitato l’allora allenatore bianconero «a essere spettatore, con occhi non velati da preconcetti, di una partita di tamburello.

Richiamiamo, inoltre, come per un completo allenamento dell’Inter del 1953 e 1954, quando vinse gli scudetti, da parte di Alfredo Foni fosse inserita anche l’attività di tamburello».

Articolo Img

Duro al lavoro, simpatico fuori (e ora pure social)

Nonostante l’immagine spesso dura, a volte antipatica, in realtà Antonio Conte è famoso tra chi lo conosce bene per essere molto simpatico nella vita privata. Restano comunque celebri le sue liti con tutti i club per i quali ha lavorato, Inter inclusa.

È successo sia appena arrivato – per un mercato che era ancora indietro e poi arrivò Lukaku – sia più avanti, dopo la sconfitta di San Siro contro il Bologna del 5 luglio 2020: «Dobbiamo farci tutti delle domande: non mi riesco a spiegare quello che è successo nella ripresa. Non siamo ancora una grande squadra e dovremo dimostrare di meritare l’Inter fino all’ultima partita». Uno sfogo pesante, ma non nuovo. Era accaduto infatti anche all’Arezzo, Bari, Atalanta, Siena, Juventus, Italia e Chelsea.

Adesso però il tecnico dell’Inter cerca di sorridere di più. È sbarcato anche sui social: su Instagram ha 465mila follower. Il suo primo post è datato 14 settembre 2020.

L’ultimo, quello di domenica 2 maggio, è lo scudetto appena vinto.

Articolo Img

(Fonte bit.ly/3nJWD0C)