KYNODESME – UN PICCOLO GUINZAGLIO PER UN “GLANDE” SCOPO

Un kynodesme (in greco κυνοδέσμη, letteralmente “guinzaglio da cani”) era un cordoncino, una stringa o, a volte, una striscia di cuoio che veniva indossata da alcuni atleti e attori nell’antica Grecia, in Etruria e nell’antica

Roma, per evitare l’esposizione pubblica del glande.

Utilizzo e storia

Il kynodesme veniva strettamente legato attorno all’akroposthion, cioè la parte del prepuzio che si estende oltre il glande (la parte di pelle che ricopre il glande era invece chiamata posthe), e veniva indossato durante le apparizioni pubbliche (come è noto, nell’antica Grecia gli atleti si esercitavano e gareggiavano nudi nella stragrande maggioranza delle discipline). Il kynodesme stesso poteva poi essere legato a un’altra fascetta legata in vita in modo da alzare il pene ed esporre lo scroto o essere legato alla base del pene, il che conferiva all’organo il tipico aspetto arricciato visibile in numerose statue.

 

Il particolare di una statua del poeta greco Anacreonte (570 a.C – 485 a.C.) in cui si vede l’utilizzo del kynodesme legato alla base del pene dopo essere stato avvolto attorno all’akroposthion

Il motivo alla base dell’utilizzo del kynodesme era il fatto che l’esposizione pubblica del pene e, soprattutto della sua testa era, per gli uomini adulti, vista come disonorevole e vergognosa da parte degli antichi Greci, una cosa degna solamente di schiavi e barbari.

Per questo, la decenza esigeva che coloro i quali fossero tenuti a mostrarsi nudi in pubblico, come gli atleti o gli attori, indossassero qualcosa che evitasse almeno l’esposizione pubblica del glande.

Per coloro che indossavano permanentemente il kynodesme, la continua trazione dell’akroposthion si tramutava in un allungamento del prepuzio, cosa molto desiderata dagli antichi Greci, per i quali un prepuzio ben proporzionato era molto lungo e con una caratteristica forma conica o tubolare.

I due diversi modi nei qui veniva legato il kynodesme nell’antichità. Sopra: legato a una cordicella passante intorno alla vita, sotto: legato alla base del pene

Il primo riferimento in letteratura al kynodesme lo si ha nel dramma satiresco intitolato “Gli spettatori o atleti ai giochi istmici” scritto da Eschilo nel V secolo a.C., ma i primi esempi del suo utilizzo possono essere riscontrati su ceramiche greche antecedenti.

Il kynodesme era utilizzato anche da Etruschi e antichi Romani, i quali chiamano questa pratica “ligatura praeputii” e che indicano il kynodesme con il termine fibula, termine che può indicare sia una stringa o un fodero di cuoio quale è il kynodesme, sia un anello utilizzato nell’infibulazione prepuziale, e da cui deriva il termine “infibulazione

Poiché secondo le antiche conoscenze mediche greche e romane, l’eccessiva produzione di sperma dovuta a continui rapporti sessuali poteva indebolire i maschi nonché rovinare la qualità mascolina delle loro voci, questa forma di infibulazione maschile potrebbe essere stata utilizzata da molti cantanti e attori come pratica volta a preservare il proprio tono di voce.

(Fonte Web Nicola Cocco)