LA NUTELLA E L’OLIO DI PALMA

Oggi si celebra la giornata mondiale della Nutella, e sfruttiamo l’occasione per raccontare un piccolo aneddoto.
Nel 2015 l’allora ministra dell’ecologia francese Ségolène Royal invitava i francesi a smettere di mangiare Nutella perché tra i suoi ingredienti annovera l’olio di palma. La produzione dell’olio di palma è infatti la più grande minaccia alla biodiversità nel Sud Est Asiatico. Più del 90% della foresta pluviale di Malesia e Indonesia è già stata deforestata per fare spazio a piantagioni di palme – ne rimane una distesa corrispondente a circa 300 campi da calcio.

Ma il suggerimento di boicottare la Nutella è sensato? Subito dopo le dichiarazioni rilasciate in un’intervista dalla ministra francese, il gruppo di difesa ambientale Greenpeace intervenne in difesa di Ferrero, presentandola come una delle poche compagnie che cerca di agire come forza trasformativa nel settore. L’olio di palma utilizzato nella Nutella è 100% infatti “Certified Sustainable Palm Oil”. Questa certificazione garantisce la provenienza solo da produttori che si impegnano a proteggere i propri lavoratori e le risorse naturali, e rende possibile tracciare l’intera filiera dell’olio di palma presente nella loro crema di nocciole. C’è però chi sostiene che, nonostante i buoni propositi, sia impossibile produrre olio di palma in modo davvero sostenibile.

Da parte nostra, possiamo aiutare riducendo la nostra domanda di prodotti che contengono questo ingrediente. Ma come sempre, è importante scegliere con cura le nostre battaglie. Ad oggi, circa il 50% dei prodotti confezionati contengono ancora olio di palma tra i propri ingredienti. Proprio per questo identificare un unico capro espiatorio – e rinunciare a quella sporadica fetta di pane e Nutella per sentirci in pace con la nostra coscienza – servirà a ben poco se continuiamo ignari a consumare altri alimenti, prodotti con minore trasparenza ma pur sempre responsabili di gravi danni sociali e ambientali.

(Fonte FB Will media)