ESSERE NELLA FOSSA DEI LEONI

Essere nella fossa dei leoni

Un modo alquanto originale per indicare il trovarsi in una circostanza decisamente scomoda, pericolosa, svantaggiosa, quindi spiacevole, in cui si è praticamente obbligati a difendersi e battersi per salvarsi o per far valere i propri diritti di fronte a minacce o vessazioni di sorta.

ORIGINE

Un passo dell’Antico Testamento racconta come il profeta Daniele, di nobile famiglia giudea, ancora giovane ma con una grande reputazione come saggio (e profeta) suo malgrado andò contro le volontà del re Dario I che istigato da nemici di Daniele, emise un editto che obbligava chiunque a non offrire alcuna richiesta a qualunque Dio o altra divinità se non a sé stesso.

I nemici di Daniele lo scovarono accinto a pregare Dio come egli era solito fare, e obbligarono il re Dario a dare Daniele in pasto ai leoni per sbarazzarsi di lui. Molto a malincuore, Dario fu costretto da questi nemici ad assecondare le loro richieste, e li autorizzò a gettare Daniele nella fossa dei leoni, andando incontro ad una morte orribile, come era uso a quei tempi.

Malgrado ciò, Dario passò la notte in digiuno e preghiera a favore di Daniele, e al mattino seguente si recò in cima alla fossa e molto felicemente trovo Daniele salvo, nessun leone poté fargli del danno poichè su di lui vi era la protezione divina.

Alla fine Dario getta i nemici di Daniele in pasto ai leoni che immediatamente si scagliarono  addosso a quegli uomini, e Daniele prosperò sotto il regno di Dario e Ciro il Persiano. (Daniele capitolo 6)

Ad ogni modo era consuetudine come supplizio in uso nell’antica Roma di eseguire alcune condanne a morte, consistente nel far sbranare il condannato da animali feroci (damnatio ad bestias).

La prossima volta che sentirai tale detto saprai far bella figura conoscendone l’origine antica!

 

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